Quando il restauro diventa arte – Sergio Abrami

All’estero il patrimonio marittimo è bene culturale, e da noi?A Chioggia il convegno sulla progettazione e il recupero delle barche storiche per un corretto percorso di conservazione.

convegno-progettazione-chioggia Era organizzato dall’associazione I Venturieri per celebrare il ventennale della fondazione il Seminario Storia ed evoluzione nella progettazione, costruzione e recupero delle barche tradizionali, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggisti- ci di Venezia, della Regione Veneto e del Comune di Chioggia.

Nel lontano 1987 I Venturieri si diedero come obiettivo “la diffusione della navigazione a vela e della cultura marinaresca”. I lavori si sono aperti con l’intervento del vicepresidente della Regione Veneto che ha portato il saluto del Presidente Galan, della locale Capitaneria di Porto e dell’Assessore alla cultura del comune di Chioggia. Ha introdotto il seminario il Presidente dell’Associazione I Venturieri, Massimo Perinetti Casoni.

Paolo Lodigiani, progettista, scrittore ed esperto di scafi tradizionali ha fatto un rapido giro nell’Italia nautica, dal Quarnero a Ventimiglia con immagini e citazioni sulla straordinaria diversità e gli impieghi delle imbarcazioni tradizionali italiane. Seguitissimo anche l’intervento di Giovanni Panella, storico navale esperto dell’area tirrenica. Un’Italia nauticamente divisa tra adriatica e tirrenica, con rivalità marittime mai sopite nel corso dei secoli. Di Panella sono noti interessanti studi sulle Feluche della Baia di San Francisco della seconda metà del 19° secolo.

chioggia-convegno-progettazione

Imbarcazioni costruite in loco, ma con forme mediterranee, feluche con armo a vela latina, da comunità di pescatori siciliani immigrati. Panella ha presentato il lavoro della relatrice francese Noelle Duck, con atti riguardanti la storia dei pointu francesi, imbarcazioni a vela latina usate nel sud della Francia, spesso costruite da maestri d’ascia originari della Liguria e dell’area campana. In Francia le barche classiche godono di sgravi economici. Ormeggi a prezzi di favore quando non gratuiti nei porti comunali.

Sergio AbramiL’architetto Foschi ha illustrato con immagini gli aspetti più significativi delle costruzioni in legno con le sue declinazioni più recenti: lamellare su forma incollato a freddo o bois moulé.

L’atteso intervento di Gilberto Penzo (in foto), un’autorità nel campo del restauro di unità tradizionali della marineria lagunare, non ha tradito le aspettative.

L’autore ha illustrato con dovizia di immagini i più recenti lavori di recupero, e ha ribadito i concetti del corretto restyling di imbarcazioni da lavoro, forme che nei secoli, pur con l’avvento della propulsione a motore, hanno conservato forme e proporzioni classiche, riconducibili alle opere del Guardi, del Tiepolo, del Canaletto, del Longhi, del Marieschi, del Ricci per citare i più famosi.

Penzo non ha lesinato critiche su approcci poco corretti di recupero e il cattivo restauro compiuto da volenterosi armatori, riproponendo il corretto percorso per la conservazione di un patrimonio in molti casi ormai perso suggerendo soluzioni e metodi da lui sperimentati nel corso di oltre un quarto di secolo di interventi con la sua firma.

Ha concluso i lavori l’ing. Bottigelli che ha anticipato programmi e prospettive di chi naviga con imbarcazioni classiche nello spirito dei Venturieri, “dove il vento è il motore della conoscenza” come teneva sempre a ricordare il fondatore, Gian Marco Borea.

Per chi vuol saperne di più www.veniceboats.com

Sergio Abrami

Articolo apparso nel fascicolo di Settembre 2008 della rivista Vela e Motore e qui riprodotto per g.c. dell’autore.

Articoli Correlati

Lascia un commento:

1 commento
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Chi segue il nostro blog da tempo, avrà notato l’ attenzione e lo spazio che dedichiamo al restauro delle barche d’epoca in lamellare e compensato marino, un argomento che ci sta molto a cuore per vari motivi tecnici e tecnologici. Personalmente considero il lamellare in varie essenze di legno, il materiale migliore in senso assoluto per la realizzazione di barche e introdotto nella motonautica in modo straordinario da un grande progettista come Renato “Sonny” Levi. Le sue creazioni, sapientemente realizzate da bravissimi artigiani, sono autentici capolavori, a volte pezzi unici, che rimarranno nella storia della motonautica offshore e da diporto, di cui si può leggere sul nostro CMS Altomareblu.

    Va segnalato anche il glorioso cantiere “Biglietto” che, a partire dagli anni 60′, ha prodotto e venduto con un notevole successo alcuni modelli di cabinati (Elba, Capri, Minorca, Maiorca, Ischia 16.50, Baglietto 16.50, Baglietto 20m, che ancora oggi si vedono in navigazione e che mi emozionano, ripensando appunto ad un’epoca straordinaria in cui si era imboccata una strada tecnologicamente e meccanicamente validissima con l’introduzione delle costruzioni di imbarcazioni in lamellare di legno. I vantaggi erano notevoli, come detto, ma ad essi si aggiungeva anche una manodopera specializzata di notevole rilevanza che creava occupazione e particolare non affatto trascurabile, il lamellare in legno, che non ha un impatto ambientale pericoloso. Invece con l’invenzione della vetroresina, si realizzano da circa quarant’anni tantissime barche con questo nuovo materiale, stravolgendo i precedenti equilibri e ammazzando tante attività artigianali della cantieristica del legno, che oggi sembra avviarsi all’estinzione, anche se una modesto risveglio si nota.

    Solo il tempo ci dirà come andrà a finire, ma un gravissimo problema si affaccia, visto che sono trascorsi molti anni dall’introduzione delle costruzioni nautiche in vetroresina, cioè lo smaltimento di questo materiale, che sappiamo non essere biologicamente compatibile con il nostro ambiente e che richiede un recupero ad hoc, per il notevole grado di inquinamento che esso produce. Ma questa è un’altra storia.

    Ritornando al restauro delle barche ed in assoluta totale armonia con l’espertissimo Sergio Abrami, che ci riferisce come il restauro può diventare arte, voglio segnalare agli appassionati che, nelle librerie specializzate in pubblicazioni riservate alla nautica, possono trovare un eccezionale testo realizzato dal noto progettista Paolo Lodigiani, scrittore ed esperto di scafi tradizionali, che è un autentico manuale per progettisti, costruttori e semplici appassionati. Una validissima pubblicazione per tutti, da cui si possono imparare, per chi non è esperto e migliorare il proprio bagaglio di informazioni per gli altri e che apprezzo moltissimo, perché scritto in modo semplice e chiaro, di grande utilità per tutti.

    Riassumendo:

    Autore: Paolo Lodigiani
    Titolo: Costruzione moderna di barche in legno
    Editore: Hoepli
    Può anche essere acquistato on line, entrando nel sito della Hoepli.
    Prezzo: 39,00 €

    Buona lettura!

    Giacomo Vitale

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *