Ultima Volta – barca offshore – progetto Renato Sonny Levi

di Giacomo Vitale

ULTIMA VOLTA

Ritorniamo a parlare delle famose “carene Delta” di “Sonny” Levi che nel 1966 progettò Ultima Volta, barca monomotore costruita dal cantiere Delta di Anzio per l’avvocato Gianni Agnelli. Il cantiere Delta era composto da un gruppo di bravi operai che successivamente realizzarono molti progetti dell’ing. Levi.

Ultima Volta fu realizzata in lamellare, ma per la prima volta l’ing Levi utilizzò con successo il pioppo che è un legno molto tenero, ma incollato con le resine resorciniche nei soliti quattro strati incrociati a 45° tra loro diede risultati sorprendenti. La baca pesava 4,8 tonnellate ed era lunga 36,6 piedi con un diedro allo specchio di poppa di 25°. Trattandosi di un monomotore era evidente che il problema fondamentale del progettista era rappresentato dall’effetto della coppia del motore ed aveva un regime massimo di rotazione di 1800 rpm.  Infatti, sottolinea l’ing. Levi, che era impressionante lo sbandamento che la barca subiva all’ormeggio dando semplicemente un smanettata con la leva del motore.

Ma passiamo alla fase di collaudo nella quale si dovettero affrontare alcuni problemi. Prima di tutto il motore turbocompresso creava qualche difficoltà per la planata e come sempre in questi casi si doveva trovare il miglior passo dell’elica in rapporto al diametro per permettere al motore di superare agilmente la fase di caricamento del compressore, che sappiamo essere un pò vuota, per poi passare, una volta entrato in coppia, all’effetto spinta progressivo e veloce del motore che esprime così tutta la sua potenza e nel caso specifico parliamo di ben 850 HP. Purtroppo la curva di potenza del motore Carraro era molto “vuota” nella fase di caricamento della turbina e con la prima elica provata, la barca non entrava nemmeno in planata.

Levi a questo punto effettuò alcune prove e realizzò due timoni laterali per togliere dal flusso dell’elica il solo timone centrale eventualmente previsto. Purtroppo l’attrito creato dai due timoni era grande. Insomma in parole povere un drag (attrito) notevole che mangiava troppa potenza.

Il motore era posto quasi a poppa, ma non fino allo specchio di poppa, lasciando lo spazio per il posto di guida, accoppiato con una trasmissione V-drive,come si può notare dai disegni nelle varie viste ed in sezione che vedete di seguito:

Ultima Volta Cantiere Delta-Anzio disegno
Ultima Volta – disegni nelle varie viste ortogonali e sezioni

Dal punto in cui si trovava il V-drive fino a prua c’era la cabina con quattro letti, il bagno ed il cucinino come prevedeva il regolamento di allora. Inoltre all’estrema prua ed allo steso modo del Surfury, vi erano delle casse di zavorra variabili ad acqua che, dosata nella giusta misura e secondo le circostanze, aiutava molto per la planata con mare formato di prua.

Ritornando ai problemi che si affrontarono per permettere alla barca di planare velocemente: Si sperimentò il vecchio trucco di soffiare aria compressa all’altezza dell’elica. L’espediente funzionava egregiamente, ma creava uno stress notevole all’equipaggio per ottenere la giusta calibrazione dell’aria compressa ed alla fine si aggirò tale problema montando un moltiplicatore di giri inserito nel V-drive.

Con elica di 17 1/2 di diametro e 21 1/4 di passo a 4000 rpm (dell’elica), la planata divenne facile e la velocità di punta era superiore ai 49 nodi.

GARE A CUI HA PARTECIPATO “ULTIMA VOLTA”

Alla guida di Gianni Agnelli partecipò alla gara francese Daufine d’Or nel 1966 e pur non essendo ancora a punto riuscì a completare metà  gara, quando per un’avaria meccanica si ritirò.

Sempre nel 1966 all’edizione della Viareggio-Bastia-Viareggio di quell’anno si ritirò ed alla sua guida vi era Gianpiero Baglietto.

Ultina Volta alla VBV del 1966
Ultima Volta alla Viareggio Bastia Viareggio del 1966 – ai comandi G. Baglietto (foto: A.Soccol)

Durante le ultime prove effettuate la barca raggiunse notevoli velocità di punta, tanto che si pensò di prepararla per battere il record mondiale di velocità con motore diesel che apparteneva Sir Max Aitken ed il suo Mery-Go-Round.

Successivamente questo record fu battuto da una ragazza svedese e la stampa dell’epoca riportò che Gianni Agnelli non riteneva opportuno sfidare una donna ed il progetto finì nel nulla. Un vero peccato, poichè la barca era validissima: Se avesse potuto gareggiare in condizioni meccaniche impeccabili e con mare formato certamente avrebbe dato il meglio di se con risultati di sicuro rilievo.

DATI DI TARGA

  • Lunghezza fuoritutto 11,12 m
  • Larghezza di galleggiamento 9,60 m
  • Larghezza massima 3,20 m
  • Larghezza allo spigolo 2,43 m
  • Immersione 0,58 m
  • Diedro allo specchio di pioppa 25°
  • Peso 4,8 tonnellate
  • Motore Fiat Carraro V12 55 diesel 850 HP
  • Velocità 49 nodi

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