Restauro carene Levi – Mini Drago Italcraft (I puntata)

Singolare la storia di questo Mini Drago che si trovava un po’ trascurato in quel di Napoli. Costruito dal cantiere Italcraft nel 1980 ed immatricolata nei R.I.D. di Gaeta, ha avuto cinque proprietari, nei suoi 28 anni di vita ed ha navigato prevalentemente lungo le coste della Campania e del basso Lazio.

Ultimo proprietario Gaetano, un simpaticissimo meccanico napoletano che, dopo averla utilizzata per alcuni anni con grande soddisfazione, la scorsa estate decise di metterla in vendita inserendo vari annunci sul web.

Devo fare una premessa: tra gli assidui lettori del nostro blog, ho avuto il piacere di conoscere Enrico, un simpaticissimo appassionato di Ancona, con il quale ho avuto un fitto scambio di mail perché interessato all’acquisto di un Mini Drago. Dopo tante proposte scovate da Enrico,  con una ricerca da manuale fatta sul web, è riuscito a trovare il Mini Drago di cui racconto. Una frase di Enrico mi ha molto colpito, dicendo testualmente che, avendolo contagiato con la mia passione per le barche Levi,  mi ritiene “responsabile” di tale “malattia” e me ne devo assumere la responsabilità, cioè seguirlo nella scelta e nel restauro.

E’ per me un grande piacere sentir dire questo. Oltre ad una bella amicizia, nata tra persone che condividono la spessa passione, è una grande soddisfazione personale e di Altomareblu. Inoltre, gli appassionati con i loro graditi commenti ci sollecitano a trattare costantemente l’argomento, con la documentazione che loro stessi ci forniscono, così come ha fatto Enrico.

Ma ritorniamo al nostro Mini Drago:

Dopo un fitto scambio di mail con Enrico, in cui mi ha inviato tante immagini delle varie barche che aveva trovato in vendita, dandoci anche una proficua mano per scovare queste unità esistenti e permettendoci di censirle, ai fini della realizzazione del “Registro Storico Carene Levi”, mi riferiva con opportuna documentazione, di questo “Mini Drago” che si trovava a Napoli.

Le sei immagini di seguito indicano in sintesi lo stato generale dell’unità, che insieme siamo andati a vedere, valutando l’opportunità di acquistarla.

Mini Drago vista da dritta Poppa e pozzetto

Mini Drago pozzetto e posto di comando cruscotto vecchio

Mini Drago Strumentazione Mini Drago poppa

Arrivò il “giorno speciale per Enrico” e ci demmo appuntamento nei pressi di una stazione di servizio della tangenziale di Napoli, mentre lui, anche appassionato motociclista, era partito di buon ora da Ancona con la sua fedele BMW. Arrivammo così a destinazione nel luogo in cui si trovava questo Mini Drago Italcraft, di cui avevamo tanto parlato…

Dopo averla guardata attentamente costatammo che, nonostante si notasse uno stato generale di trascuratezza, la carena era sana, i motori furono messi in moto e giravano egregiamente. Certo andavano rimossi e occorreva una messa a punto, seguita dalla sverniciatura e con la riverniciatura per la loro protezione dagli attacchi della salsedine. Dopo le foto scattate da Enrico ed un breve confabulare, decidemmo che la barca era valida e stabilito il prezzo, si presero accordi per organizzare il trasporto ad Ancona.

Mini Drago Trasporto da Napoli ad Ancona

Il giorno fatidico del trasporto arrivò e dopo aver concluso preventivamente le incombenze amministrative, con cancellazione della barca dai R.I.D. di iscrizione e conseguente rilascio dell’ Estratto del Registro delle Imbarcazioni da Diporto, con i relativi libretti dei motori, la barca fu posta su un camion e quindi trasportata ad Ancona, dove puntualmente arrivò come convenuto, tra la grande soddisfazione di Enrico che vedeva il concretizzarsi del suo sogno, innescato dalla mia passione, oltre alla sua.

Non smetterò mai di ripetere che, acquistare una carena disegnata dal mitico “Sonny” Levi è prima un atto d’amore, oltre che vera passione.

Congratulazioni Enrico!

Di seguito le immagini che illustrano le varie fasi di restauro a cui è stata sottoposta la barca:

Fasi di laminazione della carena con resina epossidica e rinforzi con tessuto biassiale di fibra di vetro, dove necessario. La barca è stata sverniciata per intero  e sottoposta ad asciugatura, quindi sostituita qualche piccola parte marciescente sul ponte di prua, è stata sottoposta a due mani di laminazione con epossidica, passate in rapida successione.

ponte di prua fazzoletti di biassiale in fiba di vetro ed epossidica ponte di prua rinforzato sugli spigoli

ponte di prua 2 ponte di prua 3

Laminazione scafo con epossidica Laminazione scafo con epossidica 2

Laminazione scafo con epossidica 1ponte di prua 1

Il fondo della sentina si presentava in ottimo stato di conservazione, con i rinforzi originali in biassiale di lanavetro e resina epossidica del cantiere, ancora intatti. Si è proceduto poi ad un profondo lavaggio della sentina fatto con potente sgrassante, quindi una volta asciugatasi per bene, sono state date due mani di pittura per sentine. Inoltre sono state state sostituite le piaste di appoggio ed i supporti elastici dei motori, come  si vede nelle immagini.

Vano morori e basi supporti Supporti motori in acciaio inox

Anche l’impianto elettrico è stato completamente rifatto e di seguito si notano i due stacca batteria dei motori più un terzo che serve per il parallelo, inoltre nello spesso quadretto è posizionato l’interruttore magnetotermico posto a protezione del verricello che,  in caso di sovraccarico,  stacca automaticamente la corrente, proteggendo il motore elettrico contro corto circuiti e scongiurando eventuali incendi accidentali. Una precauzione ed una protezione irrinunciabile per la sicurezza della navigazione.

cablaggi 004 nuovo cruscotto 001

nuovo cruscotto 011

Bella la pulizia, la precisione e l’assoluta essenzialità nella realizzazione del quadro elettrico dei servizi, realizzato con interruttori magnetotermici automatici, con riarmo manale in caso di corto circuito, dopo aver rimosso le cause e quindi senza fusibili. Bello anche il quadro della strumentazione per il controllo dei motori realizzato in perfetta simmetria degli strumenti, di facile lettura e consoni all’epoca di fabbricazione della barca.

Si è reso necessario sostituire i vecchi strumenti, poiché in buona parte erano mal funzionanti. Inoltre ricordo che la barca  restaura deve poi navigare, quindi, ai fini della sicurezza, tutti gli elementi “sensibili” come motori, strumentazione, impianto elettrico ecc.. anche se la barca è d’epoca, non si deve assolutamente evitare di sostituirli, se mal funzionanti, per mantenere l’originalità, perché chi fa questo commento una grave leggerezza.

Chi se ne frega dell’originalità!

Per navigare seriamente e con responsabilità della propria vita e di eventuali ospiti a bordo di queste unità ristrutturate, tutto quello che riguarda la sicurezza ha priorità assoluta, quindi  tutto deve essere efficientissimo ed eventuali pericoli non devono minimamente esserci.  Un bravo ad Enrico che in questo caso ha seguito questo mia assoluta convinzione, preferendo la via della sicurezza a quella della stupida originalità, sinonimo di pericolo!

Di seguito, la sequenza delle foto illustra, dopo l’avvenuta sabbiatura, il trattamento antiruggine dei motori e la conseguente pitturazione per proteggere le parti metalliche dalla corrosione del sale.

motori 007 motori 019

stucco ed antiruggine 009 stucco ed antiruggine 011

Fasi di ricostruzione del telaio del parabrezza in lamellare.

parabrezza 1 parabrezza 2

Questo lo stato in cui si trova attualmente l’unità, dopo essere stata laminata con resina epossidica, interamente stuccata con una miscela di epossidica ed apposito additivo. Quindi effettuata una carteggiatura generale a finire, è stata completamente pitturata con un primer bianco di fondo, dato in due mani.

primer bicomponente 027 primer bicomponente 048

primer bicomponente 025 primer bicomponente 012

Seguirà una carteggiatura generale in umido con carta abrasiva fine ad acqua, quindi dopo aver verificato l’asciugatura ed il corretto stato del fondo preparato si procederà alla pitturazione  dell’opera morta, mentre per l’opera viva si prevede l’uso di un trattamento epossidico con scaglie di rame… ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.

(segue..)

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6 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Pierluigi Tozzi,
    sono felice di leggere del Suo entusiasmo e della Sua passione per le carene Levi che hanno rappresentato un segno di grande cambiamento nella nautica offshore, da diporto e da lavoro degli anni 60′, 70′, segnando un “momento storico” determinante nella motonautica mondiale. Considerevole il numero di progetti, circa duemila, tra cui molti in particolare, hanno avuto un successo eccezionale e mi riferisco alla capostipite ‘A Speranziella, con tutte le sue derivate, Ultima Dea, Drago, Mini Drago, Surfury, G.50, Barbarina, Hidalgo, Corsara e tante altre tra note e meno note.

    Circa la Sua richiesta avanzata per una piccola barca Levi carrellabile da acquistare, mesi fa vidi un annuncio on-line di una barca carrellabile di tutto rispetto, il Sun Rover da 17 ‘.
    Si trattava di una barca da 17 piedi, circa 6metri di lunghezza, progettata da Sonny Levi e motorizzata con un fuoribordo Suzuky 75 cv e dotata di un motore ausiliario 15 cv Evinrude. Le assicuro una bella carena di cui può vedere di seguito le foto che ad essa si riferiscono.
    La contatto in privato per darle tutte le indicazioni su come poter ricercare questa barca in vendita.
    Grazie per averci scritto.
    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  2. Pierluigi Tozzi
    Pierluigi Tozzi dice:

    Egr.Sig.Vitale,

    mi imbatto per caso nel vostro sito dove si parla di Renato Sonny Levi e le sue meravigliose barche. Fin da quando, ad una fiera di Genova, vidi il Drago con i colori della finanza e il Mini Drago vicino, rimasi stupito e rapito.

    Vengo al dunque:

    Sto cercando una barca disegnata, dal Nostro, ma piuttosto piccola che permetta la carrellabilità, visto che abito vicino al lago di Garda. Oltre che in Italia RSL ha operato anche in Inchilterra e ho visto su una rivista inglese di compravendita di usato, molte barche dalla inconfondibile carena Levi.

    Se avete notizie chiamatemi o datemi più informazioni possibilI.

    Il registro storico mi interessa.

    Vi rigrazio anticipatamente,
    Pierluigi

  3. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Frank Massaro,

    in effetti non hai capito bene…
    Iscrivere una barca Levi nel relativo Registro Storico non è obbligatorio e quando lo fai, non costa nulla.
    Quando una barca viene considerata patrimonio storico è affidata al suo armatore che si impegna a curarla e mantenerla in ottimo stato e tutte le spese di mantenimento possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi e nel caso volessi venderla, i Beni Culturali, hanno il diritto di prelazione.
    Cordiali saluti e grazie per averci posto questa domanda.

    Giacomo Vitale

  4. Frank Massaro
    Frank Massaro dice:

    Non ho capito bene?!…io compro la barca…la restauro…mi cibo tutte le difficoltà amministrative..la iscrivo al registro storico e poi….arriva viva l’Italia e la barca diventa patrimonio storico Nazionale e magari divento a vita suo custode, manutentore e finanziatore.
    E’ così?

  5. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Antonio,
    ho contattato l’armatore del Mini Drago del presente articolo a cui ti riferisci ed ha acconsentito di comunicare con te. Pertanto ti invio in privato le sue coordinate.

    Perché non iscrivi il tuo Mini Drago nel Registro storico delle Carene Levi? Entra nel Registro Storico carene Levi, scarica il modulo di iscrizione, compilalo e inviacelo a [email protected] insieme ad un servizio fotografico e tutto quello che sai di questa tua barca.
    Inviarci la copia fotostatica del libretto nella sola parte riguardante i dati tecnici della barca, l’anno di costruzione, la motorizzazione ecc.
    Invece se la barca è stata cancellata e trattasi di natante, è sufficiente fotocopiare l’estratto del RID e le copie dei libretti dei motori, da cui si evincono le caratteristiche tecniche ed inviarci tutto alla nostra info. Ci consentirai di censire anche questa carena Levi e le riserveremo un articolo. Da quando la segnalerai il tuo Mini Drago, seguiremo sempre questa unità storica, affinché sia conservata in buono stato e non finisca in mani inesperte che potrebbero anche demolirla.
    Uno dei nostri obiettivi fondamentali, oltre quello di illustrare l’importanza delle qualità marinaresche di queste unità, progettate da “Sonny” Levi, è diffondere anche l’impronta lasciata negli anni 60′ – 70′ ed oltre che non ha eguali nella storia della motonautica. Inoltre è nostro preciso impegno preoccuparci che questo patrimonio tecnico, storico e culturale della nostra marineria, non vada disperso e faremo in modo che le unità più significative possano diventare patrimonio storico dello Stato Italiano, secondo quando previsto dalla nuova legge della nautica:
    legge 8 luglio 2003, n.172 e Decreto Ministeriale 19/07/2008 146 Regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto. (GU n. 222 del 22-9-2008 – Suppl. Ordinario n. 223) visibile sul sito della Guardia Costiera:
    http://www.guardiacostiera.it/diporto/normativa.cfm?sezione=diporto

    Grazie per averci scritto.
    Cordiali saluti
    Giacomo Vitale

  6. Antonio
    Antonio dice:

    Salve,
    possiedo anch’io un Mini Drago che necessita del medesimo restauro. Volevo sapere se possibile, vista la professionalita’, sapere il luogo e il cantiere in cui e’ stato effettuato questo lavoro ed il costo del restauro.Grazie!
    Antonio

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