Nautica in crisi: Come navigare in economia nel 2012

Della nuova tassa introdotta nella nautica da diporto hanno parlato tanti periodici del settore, quotidiani ecc.. e ci limitiamo ad un suo brevissimo riepilogo, aggiungendo alcune considerazioni.

  • La tassa sulle barche immatricolate a partire da 10m + 1cm è di possesso e si paga anche senza  usare la barca
  • La tassa le barche nuove il primo anno non la pagano
  • La tassa è annuale
  • La tassa è esente per le barche da noleggio
  • La tassa è ridotta del 50% per le barche a vela
  • La tassa prevede lo sconto vetustà del 15% da 5 a 10 anni – del 30% da 10 a 15 anni – del 45% da 15 anni in su
  • I privati adesso possono noleggiare la propria barca a terzi e fino a 30.000 euro di ricavi pagano il 20% di tasse
  • Pagano la tassa le barche intestate a cittadini italiani residenti e società italiane, mentre è esentato l’armatore  straniero o non residente in Italia e le società estere o se la proprietà sia riconducibile ad un cittadino italiano.
  • Non esiste più lo sconto rimessaggio.

Le novità appena elencate sono state introdotte nella nautica da diporto, al fine di scongiurare la fuga delle imbarcazioni italiane dai nostri porti verso le destinazioni straniere.

  • Art. 60-bis. Misure a tutela della filiera della nautica da diporto:
  • Art. 16 del decreto/legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214, sono apportate le seguenti modifiche:
    – il comma 2 –  è sostituito dal seguente:
    Dal 1º maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento di una tassa annuale nelle misure di seguito indicate:
    a) scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri euro 800
    b) scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri euro 1.160
    c) scafo di lunghezza da 14,01 metri a 17 metri euro 1.740
    d) scafo di lunghezza da 17,01 metri a 20 metri euro 2.600
    e) scafo di lunghezza da 20,01 metri a 24 metri euro 4.400

Attenzione: sono state prese in considerazione in questo articolo solo le lunghezze che interessano le imbarcazioni da diporto che, ricordo, arrivano fino a 24 metri di lunghezza

Inoltre:

  • al comma 3, dopo le parole: ”con motore ausiliario” sono inserite le seguenti: ”il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5”
  • al comma 4, le parole: ”nonchè alle unità di cui al comma 2 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio” sono soppresse
  • al comma 5-bis, dopo le parole ”dell’atto” sono inserite le seguenti: ”ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primo anno dalla prima immatricolazione”
  • al comma 7, al primo periodo, la parola: ”finanziaria” è sostituita dalle seguenti: ”anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.”

Queste le novità fiscali 2012 più significative per la nautica da diporto.

Insomma, inutile negare che c’é malcontento tra i diportisti e tutto l’indotto del settore. Il messaggio è chiaro, data la situazione economica difficile del paese ci dicono che è necessario rastrellare risorse… è chiaro che il maggiore pegno lo pagano le barche più importanti, mentre l’offerta di barche usate sul mercato dell’usatoda oltre dieci,  fino a 24 metri di lunghezza è aumentata notevolmente e la speranza di potersi “disfare” di queste barche è diventata per molti armatori quasi impossibile, visto che non c’è quasi richiesta.

Oggi, se non si vuole rinunciare a navigare, le unità carrellabili di dimensioni contenute, quelle che si possono acquistare e vendere a buon mercato senza pagare sosta, rimessaggio ecc… ricorrendo al fai da te, sono quelle che possono far fronte alle difficoltà del momento per gli appassionati “irriducibili” della nautica da diporto. Questi natanti dotati di motori fuoribordo con potenze e costi contenuti, a fine giornata possono essere tirati sul carrello e riportati a casa  lasciandoli parcheggiati in un angolo nello spazio di un cortile di casa o di qualche amico.. praticamente a costo zero…

Ottima carena per raggiungere tale scopo è il “Sun Rover”, disegnata da Renato “Sonny” Levi e realizzata dal Cantiere Internautica di Segrate (Milano), di cui ci sono alcuni esemplari in vendita sul web e che rispondono benissimo ad un ottimo rapporto qualità – prezzo. Si tratta di un 16′ con molto spazio, stabile a barca ferma, buona tenuta in mare e carena veloce, prodotta anche nella versione Sea. In effetti si tratta della evoluzione della carena Silver Wing che fu realizzata, sempre su disegno di Levi, dal cantiere milanese Vega di Giorgio Adreani, in quattro versioni:

  • Vega Sonny 14′
  • Vega Sonny 16′
  • Vega Sonny 318 S
  • Vega Sonny 318 RO

Se avete intenzione di acquistare una barca di queste dimensioni ed avete la fortuna di trovarne una in vendita  in buone condizioni, non esitate ad acquistarla. Sono barche che navigano benissimo, ideali anche come tender di imbarcazioni.. Insomma, con una spesa contenuta acquistate una barca, motore incluso che naviga in modo eccellente ed il divertimento è assicurato, anche con mare non troppo formato…

Gozzo puteolano vela latina

Altra tipologia di barche sempre affascinanti, in legno o vtr ed in grado di far fronte alla crisi attuale, sono i gozzi classici a carena dislocante, con propulsione principale a vela latina e propulsione ausiliaria con entrobordo diesel o fuoribordo di piccole potenze e consumi contenuti.

Con queste unità si esce dal porto a motore, poi guadagnato il largo si  prosegue la navigazione a vela… quindi in assoluto silenzio con il solo rumore limitato allo sciabordio dell’acqua sulla carena ed il vento che si infrange sulla vela… Insomma, a chi piace godersi il mare andando piano, in modo ecologico ed a costo zero, il semplice e classico gozzo vela/motore con carena in legno o di vtr può andar bene.

Tuttavia, si deve avere un minimo di esperienza per saper scegliere un gozzo classico con carena valida, poiché di bagnarole in vendita ce ne sono veramente tante. Il mio riferimento è assolutamente per i gozzi sorrentini, puteolani, cilentani e di tutti gli artigiani che si trovano lungo le coste della Campania.

Ad essi si aggiungono i gozzi dell’Adriatico, Versilia e Liguri, sempre con possibilità di armo a vela latina, per chi predilige questo tipo di propulsione.

Immagino che tra le persone che mi conoscono essere amante di barche veloci e performanti disegnate da “Sonny” Levi, possa rimanere meravigliato dal modo in cui suggerisco di affrontare la situazione economica attuale, quasi fosse una provocazione, ma lo è realmente ed aggiungo: chi ha una barca performante e per i motivi congiunturali esposti ha difficoltà di poterla utilizzare, meglio lasciarla in cantiere andando lo stesso in mare come appena suggerito.

Passata la bufera, si tira fuori la barca “parcheggiata”  in attesa di tempi migliori… invertendo i ruoli delle due barche. Meglio avere un “barchino di scorta” che consenta comunque di mantenere il contatto con il grande elemento e posso fare un paragone empirico: oggi le automobili nuove sono vendute senza ruota di scorta e nel caso si rovina una ruota irrimediabilmente o non si ha il kit di riparazione ecc… si è costretti a chiamare il carro attrezzi, con un esborso di danaro di non poco conto, ma la cosa brutta è che se ti capita di notte in punti isolati, si è esposti a tante situazioni di pericolo. Invece avere il ruotino di scorta ti tira fori dall’impiccio a costo ridottissimo, mantenendo la tua autonomia… Insomma, barchino di scorta per i galleggianti e ruotino di scorta per le automobili sono accomunati per superare le sopraggiunte difficoltà? Ebbene si!

Vega Sonny 16

Immagino che molti mi daranno del matto da legare… ma riflettendo bene è un modo saggio per aggirare l’ostacolo dei tempi “difficilissimi” che stiamo vivendo, senza rinunciare al mare, magari riscoprendo una navigazione che forse in molti non avevano mai fatto, oppure l’avevano fatta molti anni fa e che ha, tuttavia dei punti a suo favore, rispetto alla navigazione fatta con barche a motore ben più grandi.

Ho navigato con un gozzo di legno realizzato da un artigiano puteolano (Pozzuoli) per diversi anni e vi assicuro che pur essendo lento, c’è un modo di godere il mare tutto particolare, specialmente se si naviga in zone molto belle come la stupenda Costiera Amalfitana, l’impareggiabile Penisola Sorrentina, le magiche isole di Capri, Ischia, Procida, il bellissimo e incontaminato Cilento,  non invaso dal cemento selvaggio e conservato allo stato naturale nella sua quasi totalità.

Il gozzo a vela/motore  permette di vivere la natura e la bellezza di questi posti in modo eccezionale e vi spiego perché. Se avete una barca solo a motore, in determinati punti, dove vigono alcune limitazioni dovute ad aree protette, si può navigare solo con una barca a remi. Quindi, giunti al limite di dette zone, si spegne il motore e si prosegue a remi…

In molti ripeteranno che sono un matto, ma vi assicuro che non è così ed è chiaro che determinate scelte di andar per mare sono riservate ai veri appassionati del grande elemento.

Il marinaio della domenica è meglio che si fitta un gozzo con conducente e se ha voglia di imparare come si governa una barca simile, basta guardare il proprietario del gozzo che lo sta portando in giro ed al quale può rivolgere anche delle domande… sottolineo che la prima cosa da fare quando si vuole imparare a condurre un mezzo mobile come, una barca,  una moto, un’automobile ecc. è quella di osservare attentamente il conducente questi mezzi e cercare di capire da soli il perché di determinati movimenti e poi domandare per verificare se il proprio senso di osservazione e di attenzione ha portato a comprensione corretta di una determinata azione che il marinaio sta compiendo alla guida di una barca.

Alca gozzo puteolano

In questo concetto di unità da diporto dai costi contenuti rientrano anche piccoli motorsailer entro i 10 m di lunghezza e le barche a vela di cui non ho esperienze specifiche, visto che il mio interesse è stato sempre concentrato sulle barche a motore. Posso dire che di belle barche a vela anche d’epoca entro i dieci metri di lunghezza ancora se ne vedono in giro lungo le coste del Tirreno e anche se non sono un espereto del settore, non mi manca l’occhio per distinguere quelle valide da quelle taroccate.

Escludo assolutamente i gozzi plananti di qualsiasi tipo, poiché il disegno di una carena dislocante non può essere snaturato, reso planante con motori dai tanti cavalli che, dovendo vincere peso e carena che naviga molto bagnata e con grande drag (attrito), si riesce a farlo planare con consumi elevati e con i relativi problemi di inquinamento di cui si può immaginare il danno arrecato all’ambiente. Oltretutto, la moda di questi gozzi plananti, che sono sul mercato a prezzi esorbitanti, sia del nuovo che dell’usato, non valgono assolutamente il corrispettivo in quattrini richiesto. Una carena nata come dislocante e trasformata in planante è una moda di questi ultimi anni, ma è un tarocco dal punto di vista tecnico. Le considerazioni in merito le lascio ai lettori.

Infine, segnalo una notizia che ho letto sul periodico della nautica “Barche a Motore” on line di cui  la premier tedesca Angela Merkel in vacanza a Ischia con il marito per il periodo Pasquale 2012, è uscita su di un gozzetto con alcuni amici per godersi una gita in barca… I tedeschi insegnano, dall’alto delle istituzioni, ad essere sobri e contenuti in periodi difficili e questo episodio ne è una palese dimostrazione della loro serietà che, involontariamente supporta la mia tesi di austerity da mettere in atto, se si vuole continuare ad andar per mare in economia senza rinunciare a godere delle bellezze e delle sensazioni uniche che esso può dare  nel suo pieno rispetto…

La stagione estiva si avvicina ed oltre alle considerazioni descritte vedremo come il diporto nautico affronterà questo anno durissimo e bisestile per chi se lo fosse scordato o non lo sappia.

A fine stagione tireremo le somme!

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2 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Francesco,
    ti ringraziamo per averci scritto e mi addolora leggere della tua disabilità che, indubbiamente crea problemi al poter condurre un gozzo a vela latina. Tuttavia, rispondo al tuo quesito procederei in tal modo:
    Come prima cosa proverei ad andare in un gozzo a vela latina e con l’aiuto del suo armatore, cercare di capire se la tua disabilità ti consente comunque di andare in barca. Quindi, se sulla base di più uscite in mare, riesci a capire che ce la puoi fare a gestire un gozzo vela e motore, potresti a quel punto acquistare un gozzo e quindi con esso uscire e provare in mare a saperla governare. Tuttavia, penso sia meglio che tu esca sempre in compagnia, poiché in caso di improvvise condizioni meteo avverse, da solo difficilmente riusciresti a governare l’unità.
    Purtroppo, nella tua zona non conosco direttamente chi possa aiutarti. Provo a domandare e se riesco in tal senso te lo comunico immediatamente.
    Un caro saluto ed un grandissimo “in culo alla balena”.
    Giacomo Vitale

  2. francesco
    francesco dice:

    Ciao
    Mi chiamo Francesco e scrivo da Roma.
    Ho letto con interesse l’articolo.
    Premetto che, nonostante sappia nuotare molto bene, ho da tantissimi anni (ora ne ho 49), rinunciato al mare in seguito a problemi di disabilità che mi rendono difficili i movimenti in certe situazioni (tipo appunto su una barca).
    Quest’anno si è risvegliato in me un antico desiderio, quello di comprarmi un piccolo gozzo con motore che non richiede il possesso della patente nautica.
    Scrivo quindi per avere un consiglio. A chi ci si può rivolgere per fare delle uscite e così imparare a condurre un gozzo nonchè acquisire le basi minimne per navigare in sicurezza?.
    Sono molto elevati i costi per il rimessaggio di questo tipo di barca?
    Lei conosce qualche struttura e/o singole persone a cui potrei rivolgermi in posti di mare non lontani da Roma dove risiedo?

    Grazie
    F. Comandini

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