Scuola Nautica “Guardia di Finanza” – Calendario 2010

Scuola Nautica "Guardia di Finanza"

Nel 2010 mi recai presso la Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Gaeta, ospite del Maresciallo Aiutante mare Patrizio Avolio, che avevo conosciuto tramite le pagine di AltoMareBlu, di cui era un assiduo ed affascinato lettore (sue parole) ed in particolare della rubrica dedicata al Modellismo navale in esso attiva.

Ho un ricordo speciale del maresciallo Aiut. mare Patrizio Avolio ed anche un grande dispiacere per la sua immatura scomparsa avvenuta qualche anno fa. Mi mancano molto il suo sorriso e la sua filosofia di napoletano, simpaticissimo e sempre attivo per tutti… Bello e lodevole il suo lavoro, insieme a quello di altri suoi colleghi, per allestire il relativo museo della Guardia di Finanza, con reperti speciali e testimonianze varie posti nei locali della Caserma Mazzini del Castello Angioino – Aragonese sulla collina di Gaeta.

Successivamente, ebbi il piacere di conoscere il Colonnello Comandante della Scuola Nautica di quel periodo, Marcello Marzocca, persona di una cultura speciale ed Ufficiale di grande valore ed esperienza che mi colpì molto, sia come persona che per le sue conoscenze tecniche di tante unità della Guardia di Finanza storiche e contemporanee.

Durante una mia visita, dopo aver parlato a lungo con il Colonnello Marzocca di alcune motovedette storiche della Guardia di Finanza che avevano lasciato un segno importante nella Sezione Navale del Corpo nella lotta contro il “contrabbando delle bionde”, mi omaggiò di uno stupendo calendario del 2010, che conservo gelosamente tra le mie foto ed oggetti a cui tengo particolarmente, realizzato con sue didascalie. Mentre tutti i disegni delle diverse unità storiche riprodotte nel calendario, erano state realizzate dal Maresciallo Aiutante mare Mario Magnatti.

Quello che particolarmente colpisce, oltre la bellezza indiscussa dei disegni, sono tutte le caratteristiche tecniche delle unità rappresentate. Un lavoro fatto con esperienza e grande passione.

 

Promisi al Col. Marzocca che, per lasciare un segno storico tangibile sul web di tale lavoro, avrei pubblicato un articolo ad hoc su AltoMareBlu… traendo spunto da questo stupendo lavoro…

E’ passato qualche anno è vero.. Tuttavia, anche se con ritardo, concedetemi l’eufemismo, mantengo la promessa…

Presentazione del calendario 2010 della”Scuola Nautica” della GdF

Anche per il 2010 la Scuola Nautica ha realizzato un calendario destinato ad essere un tributo alle Navi della Guardia di Finanza che in ogni epoca hanno contribuito a formare i Finanzieri di mare. Sono rappresentati vari tipi di imbarcazioni, dal veliero guardacoste degli anni ’20 del secolo scorso, alla vedetta super tecnologica del nuovo millennio, secondo un cammino che abbraccia la storia della tecnica navale dell’ultimo secolo. Malgrado le profonde differenze, tutte le unità rappresentate hanno un comune denominatore: l’essere state partecipi della missione educativa, prima ancora che addestrativa, che ha lo scopo di formare un Finanziere molto particolare, quello destinato ad andare per mare.

Fra le unità rappresentate nel calendario, anche quest’anno abbiamo deciso di inserirne una che non è mai stata impiegata nella didattica, ma che ha avuto di riflesso una parte significativa nella storia della Scuola Nautica. E’ il guardacoste Monte Omone, che insieme al gemello Monte Sperone costituiva il Primo Nucleo Navale di Manovra, punta di diamante del Naviglio del Corpo negli anni ’50 e ’60. Infatti, a queste due unità erano assegnati per il primo imbarco gli Allievi risultati fra i primi di ogni corso.

Nel 2010 sono da ricordare due anniversari d’eccezione: i 40 anni dal varo della nave scuola Giorgio Cini, avvenuto l’11 febbraio 1970, ed i 100 anni dall’entrata in servizio nell’Imperial Regia Direzione Provinciale di Finanza di Trieste del piroscafo doganale Zara, poi diventata nave scuola Generale Eucli de Turba, il cui certificato di stazza del Veritas Austro-Ungarico reca la data del 7 novembre 1910.

Entrambe le ricorrenze verranno celebrate con una serie di eventi e con una crociera di addestramento della Giorgio Cini, che toccherà i porti più significativi nella storia delle due Navi.

Infine, abbiamo voluto rendere un doveroso tributo al piroscafo Santa Lucia, la nave passeggeri che nella prima metà del ‘900 assicurava i collegamenti fra le Isole Ponziane e la terraferma. il suo affondamento, avvenuto nell’ultima guerra il 24 luglio 1943, è ancora oggi ricordato dalle popolazioni della zona come una immane tragedia del mare, che gettò lutto e sconforto in numerose famiglie. Perirono circa 70 persone, fra le quali erano anche cinque Finanzieri.

Per una singolare coincidenza, nello stesso giorno dell’anno 2000, altri due giovani Finanzieri persero la vita nel deliberato speronamento della loro unità, operato da scafisti balcanici trafficanti di uomini. Per questo motivo ogni anno, nella ricorrenza del siluramento del Santa Lucia, una unità della Scuola Nautica partecipa a Ventotene al doveroso omaggio reso dagli isolani alle vittime di quel doloroso evento e, subito dopo, commemora nelle stesse acque i Caduti del Corpo. Alla cerimonia partecipano normalmente i frequentatori di corso, ai quali si vogliono così tramandare i valori più profondi della tradizione militare e marinaresca, adempiendo al fine ultimo della missione educativa della Scuola Nautica.

Le didascalie sono opera e responsabilità del Comandante della Scuola, tutti i disegni di questo calendario hanno come autore il “Maresciallo Aiutante mare Mario Magnatti“, gaetano doc, essendo nato all’ombra della Scuola Nautica 18 settembre 1957. Le sue doti artistiche e la grande passione per il mare sono state evidenti fin dalla più tenera età. Ha frequentato l’Istituto Nautico, diplomandosi nel 1976 ed ha navigato per alcuni anni su navi mercantili.

Nel 1984 si è arruolato nel Corpo, frequentando presso la Scuola Nautica il 46° corso Gemini”, specializzandosi Radiotelegrafista di bordo e nel 1988, dopo due anni di reparto operativo, vinceva il concorso per Ispettori, frequentando il “63° corso Argentera TI”. Successivamente, veniva imbarcato su unità operative d’altura, venendo quindi destinato a Gaeta, con “incarico di istruttore e responsabile della Squadra Trasmissioni”.

Artista autodidatta, dal 1994 partecipa ai concorsi del settore ed ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Nel 1996 si è laureato campione internazionale vincendo il “Dattero d’Oro” alla Biennale Internazionale di Salò. Le sue opere sono state valutate ed apprezzate da numerose giurie internazionali e sono state pubblicate da importanti testate giornalistiche, della carta stampata e televisive, nonché da siti internet.

Un ringraziamento particolare per il contributo dato alla realizzazione di questo calendario:

  • al Capitano Gerardo Severino del “Museo Storico della Guardia di Finanza di Roma”
  • all’ANB – “Associazione Navimodellisti Bolognesi”
  • al dottor Luigi Passeggio, Presidente dell’associazione “Amici di Gaeta”
  • alla  signora Mirella Romano, Presidente del “Comitato delle Famiglie delle Vittime dell’affondamento del piroscafo Santa Lucia”

MOTOVEDETTA “G4 CAPPELLETTI”

MOTOVEDETTA "G4 CAPPELLETTI"

Progettata nel 1953 dalla Cooperativa Costruzioni Navali di Roma ed entrata in servizio il 15 ottobre dell’anno successivo, la Cappelletti faceva parte di una classe di tre unità (G.4 Cappelletti, G. 5 Garzone e G.2 Miccoli) che rappresentarono le prime nuove costruzioni navali del Corpo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Erano costruite in legno e si dimostrarono molto robuste e sufficientemente veloci per i loro compiti, contrastando validamente i traffici illeciti dell’epoca nel Tirreno e nell’Adriatico.

Difettavano però nella tenuta di mare, dimostrandosi molto “ballerine”, cosa che si trasformò in pregio nella loro attività addestrativa svolta presso la Scuola Nautica dai primi anni ’70 alla loro radiazione.

La “Cappelletti” era la seconda unità del Corpo a portare questo nome, in memoria del Finanziere Spartaco Cappelletti, caduto da eroe sul fronte jugoslavo nel 1941. La prima era stata una motovedetta appartenuta all’amministrazione doganale Yugoslava (già “Mores”) acquisita dalla Regia Guardia di Finanza insieme ad altre sette gemelle nel maggio del 1941; sopravvissuta alla guerra, operò fino alla fine degli anni ’40.

Le caratteristiche tecniche della Cappelletti:

  • Cantiere costruttore: Cooperativa Costruzioni Navali di Roma
  • Materiale di costruzione: scafo in legno con fasciame a tre strati, l’esterno longitudinale in cedro, il secondo diagonale in larice e l’interno diagonale in acacia
  • Dislocamento: t. 40
  • Lunghezza: m. 22
  • Larghezza: m. 3,94
  • Immersione: m. 1,38
  • Motori: n.2 diesel Mercedes Benz modello M 836 Bb a quattro tempi, n.6 cilindri in linea con turbo soffiante da 500 HP a 1200 giri
  • Radar: SMA 3N 10
  • Velocità: 16,6 nodi
  • Equipaggio: n. 9 militari
  • Armamento: n. 1 mitragliatrice Breda modo 37 cal. 8

NAVE SCUOLA “GIORGIO CINI” 40° Anniversario del varo

NAVE SCUOLA "GIORGIO CINI"

Nel mese di febbraio del 2010 ricorreva il 40° anniversario del varo della nave scuola Giorgio Cini, l’ammiraglia della flotta della Guardia di Finanza, simbolo e sintesi delle tradizioni delle Fiamme Gialle sul mare. Infatti, la Nave venne varata l’11 febbraio 1970 dal Cantiere Navale Lucchese di Venezia, dopo essere stata benedetta dal Patriarca della città lagunare, Cardinale Albino Luciani, poi eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo I.

Ai Finanzieri dell’equipaggio piace ricordare che questo è un giorno speciale per la tradizione cattolica, perché dedicato alle apparizioni della Madonna a Lourdes (11 febbraio 1858), che si presentò ad una pastorella come l’Immacolata Concezione”.

Questo dogma di fede era stato da poco affermato da Papa Pio IX (8 dicembre 1854), che lo aveva maturato nel suo esilio a Gaeta (1848) pregando nella Cappella d’Oro del Santuario trecentesco dell’Annunziata, nei cui pressi, per una straordinaria coincidenza, sono oggi gli ormeggi della Giorgio Cini.

La Nave è entrata in servizio nel Corpo nel 1982 ed è tenuta costantemente aggiornata nelle sue dotazioni tecniche e didattiche.

Le sue caratteristiche tecniche:

  • Materiale di costruzione: Acciaio, a chiglia piatta, con le sovrastrutture in lega leggera
  • Lunghezza: m. 54
  • Larghezza: m. 10,2
  • Dislocamento: t. 770
  • Velocità massima: Nodi 13,5
  • Apparati radar e radio: è dotata dell’ultima generazione di apparecchiature elettroniche in uso al Corpo, con varie possibilità di simulazione e di collegamenti in data-Jink con le unità aeronavali e sale operative della GdF
  • Motorizzazione: n. 1 motore FlAT B 306 da 1500 01
  • Armamento:
    n. 1 mitragliatrice BROWNING cal. 12,7 mm.
    n. 1 mitragliatrice MG caI. 7,62
  • Equipaggio: n. 30 militari
  • Personale in addestramento: n. 5 istruttori + n. 60 allievi

VEDETTA VELOCISSIMA “V.6000”

VEDETTA VELOCISSIMA "V.6000"

Agli inizi degli anni ’90 era forte l’esigenza di dotare il Naviglio del Corpo di una vedetta in grado di contrastare i grandi e veloci motoscafi messi in campo dalle organizzazioni contrabbandiere. Per scegliere il modello di vedetta da realizzare in serie, il Comando Generale fece realizzare i prototipi di due diverse unità denominate V. 6000 e V. 6100, sulle quali vennero adottate varie soluzioni tecniche, alternative fra loro, da testare in mare.

Dall’analisi delle prove effettuate, la V 6000 risultò di gran lunga superiore, diventando la capostipite della nuova generazione di vedette velocissime del Corpo, la classe “Levriero”. Entrata in servizio il 27 luglio del 1993, la nuova unità impressionava per le linee filanti e avveniristiche, mentre le sue prestazioni erano superiori alle aspettative sotto tutti i profili, specie per maneggevolezza e accelerazione.

Dopo aver lungamente militato nei reparti più esposti ai traffici illeciti, la V. 6000 è ora in forza alla Sezione Alta Qualificazione della Scuola Nautica, articolazione che forma piloti ed equipaggi destinati alle più veloci. Unità di polizia in servizio in Europa.

Le sue caratteristiche generali:

  • Progettista: ing. Fabio Buzzi
  • Cantiere costruttore: F. B. Design di Annone Brianza
  • Materiale di costruzione: Kevlar 49 Dupo
  • Scafo: a sandwich di legno di balsa
  • Dislocamento: t. 8,90
  • Lunghezza scafo: m. 13,45
  • Lunghezza fuori tutto (con propulsore): m. 14,20
  • Larghezza: m. 2,75
  • Immersione: m. 0,80
  • Motore: nr. 3 SEATEK NAVY serie 9000 mod. 10 L, a circuito di raffreddamento aperto
  • Numero cilindri per motore: 6
  • Potenza totale 660 HP x 3 = 1980 HP
  • Velocità: 63 nodi
  • Equipaggio: n. 4 militari

GUARDIACOSTE G.200 “BURATTI”

GUARDIACOSTE G.200 "BURATTI"

Il G. 200 “Buratti” è la capoclasse della serie di nuove unità destinate a sostituire le unità classe Meattini, ormai quasi tutte radiate.

Sarà costituita da 23 esemplari che costituiranno l’ossatura principale dei Reparti Operativi Aeronavali (ROAN), cui è demandata la sorveglianza delle acque costiere. Essi saranno anche in grado di cooperare con i reparti alturieri, condividendo la stessa piattaforma di comunicazione integrata nel sistema C41 del Corpo.

Grande attenzione è stata riposta in sede di progetto nell’abbattimento dei costi di esercizio e manutenzione, lo scafo è realizzato in materiale composito, in conformità dei regolamenti RINA HSC, adottando una innovativa configurazione strutturale a smorzamento differenziato. Ne è risultata una unità che garantisce una buona robustezza strutturale e un’ottima tenuta di mare, che insieme alla riduzione delle vibrazioni e del rumore assicura all’equipaggio un livello di confort molto alto.

Il G. 200 Buratti è entrato in servizio nel 2009 ed effettuerà frequenti puntate alla Scuola Nautica per alcuni cicli di addestramento a favore dei vari corsi di studio.

Le caratteristiche generali dell’unità:

  • Cantiere costruttore: Intermarine S.p.A. di Sarzana (SP), in Raggruppamento Temporaneo dì Impresa con i Cantieri Effebi e Cantieri Rodrlquez
  • Materiale di costruzione: Materiale composito e fibra di carbonio
  • Lunghezza: m. 22
  • Larghezza: m. 5,4
  • Dislocamento: t. 56
  • Velocità massima: 30 nodi
  • Apparati elettronici: un radar di scoperta, con funzioni ARPA; un radar di navigazione e scoperta, integrato con un sistema cartografico ECDIS; un sistema GPS, un computer di bordo e apparati radio di vario tipo integrati nel sistema C41 del Corpo
  • Motorizzazione: n. 2 motori MTU tipo 12V2000 M93 da 1340 Kw cadauno
  • Armamento: n.1 mitragliera
  • Equipaggio: n.12 militari

UNITA’ A VELA “GRIFONE II”

UNITA' A VELA "GRIFONE II"

E’ una elegante imbarcazione a vela armata a cutter, costruita nel 1988 su progetto Sciarelli. Venne sequestrata nel 1989 per contrabbando di cocaina, che trasportava in Italia direttamente dalle coste sud americane.

Affidata al Corpo, è attualmente in forza alla Scuola Nautica dove viene impiegata, insieme ad altre imbarcazioni simili per storia e caratteristiche, non solo per l’addestramento alla navigazione a vela, ma anche come realistica palestra dove gli allievi possono apprendere le varie tecniche di occultamento di sostanze illecite.

Il Grifone III partecipa normalmente a regate veliche, nelle quali ha colto lusinghieri successi pur non essendo favorito dal suo peso e dalle forme dello scafo, privo di bulbo e deriva.

Se per questo soffre molto con vento debole e nelle andature di bolina, ha sorpreso blasonati avversari raggiungendo velocità di assoluto rilievo con venti più forti e mare formato.

Le sue caratteristiche generali:

  • Anno di costruzione: 1988
  • Materiale di costruzione: vetroresina con coperta in legno ed albero in lega leggera
  • Superfice velica: mq. 250
  • Dislocamento: tonn. 40
  • Lunghezza: piedi 54
  • Larghezza: piedi 15
  • Immersione: m. 2,5
  • Motore: entrobordo diesel Volvo Penta – HP 100 TIpo TMD 31A
  • Velocità: 12 nodi
  • Apparati radar: n. 1 marca Furono tipo 043- modo 1800-SR-NO
    Equipaggio: n. 5 militari

GUARDIACOSTE “MONTE CIMONE”

GUARDIACOSTE "MONTE CIMONE"

Nella memoria dei Finanzieri di mare, le unità classe “Monti” (Monte Cimone e Monte Sperone) più che alla storia del Servizio Navale, appartengono alla mitologia del Corpo.

E in effetti l’attività svolta da questi due guardacoste è stata straordinaria, per risultati, modalità operative e tecniche di contrasto.

Concettualmente hanno rappresentato il salto evolutivo dalla motovedetta al guardacoste, pensate fin dall’inizio per operare a grande distanza dalle proprie basi, in cooperazione con i mezzi aerei, imbarcando stabilmente un ufficiale quale direttore del servizio.

Per questo, la dotazione di apparati radar e radio era la migliore disponibile all’epoca. Sono entrate in linea il 27 novembre 1959 costituendo il Nucleo Navale di Manovra, operante alle dirette dipendenze della Centrale Operativa del Comando Generale, senza limiti di circoscrizione.

Grazie alla loro lunga autonomia, “Cinzia” e “Geranio”, erano questi i nominativi tattici delle due unità, si presentavano di sorpresa sui tratti di mare più minacciati della penisola, mettendo a segno ottimi colpi sfruttando spesso la ricognizione aerea che “Fiamma l”, la Centrale Operativa di Roma, metteva a loro disposizione. In considerazione dell’eccezionale impiego, gli equipaggi erano costituiti da militari accuratamente selezionati e ad essi erano destinati i giovani Finanzieri di mare risultati fra i primi dei loro corsi alla Scuola Nautica: poter affermare di aver “cominciato con i Monti”, era un blasone di esperienza operativa molto ambito ed apprezzato. Le due unità vennero radiate alla metà degli anni ’80, dopo aver scartato l’ipotesi di utilizzarle come navi scuola a causa del loro livello di usura.

Le caratteristiche generali del “Monte Cimone”:

  • Cantiere costruttore: Cantiere Navale Itoyz di Viareggio
  • Dislocamento: t. 109
  • Lunghezza: m. 33,50
  • Larghezza: m. 5,38
  • Immersione: m. 2,0
  • Materiale di costruzione: acciaio AQ42 – tipo 5
  • Armamento: n.1 mitragliera Oerlikon 20/70 a prua, con predisposizione di altre due armi a poppa
  • Motori: n.3 motori diesel Fiat-Mercedes MB 820 Bp da 950 HP a 1500 giri sovralimentati 12 cilindri a V
  • Velocità: 24 nodi
  • Equipaggio: 4 sottufficiali e 12 comuni
  • Autonomia: 4150 miglia

VEDETTA VELOCISSIMA “V.6001”

VEDETTA VELOCISSIMA "V.6001"

Dalle esperienze operative maturate sulla V.6000, venne derivato un nuovo tipo di vedetta velocissima, caratterizzato dallo scafo più lungo e alto della precedente, con una tuga a tutela dell’ equipaggio e con motori di nuova generazione. Nascono così unità di preserie della classe “Levriero”, le trimotoriche V. 6001 e V. 6002, entrate in servizio il 16 luglio del 1999.

Anche per queste vedette il progetto è dell’ing. Fabio Buzzi e fra le tante innovazioni adottate sono da segnalare l’adozione delle rivoluzionare trasmissioni Trimax e dei riduttori di giri ZF a doppia marcia, una novità assoluta in campo navale, adottata per la prima volta su scafi militari.

Ne ha guadagnato la velocità di punte, ma soprattutto l’accelerazione, anche se le capacità evolutive sono risultate condizionate dalle eliche in numero dispari, che danno origine ad un effetto evolutivo contrastante le virate a dritta.

Nel servizio operativo si sono dimostrate molto solide e marine, capaci di rapidissimi trasferimenti assicurando un buon confort agli equipaggi, che però hanno sempre lamentato l’assenza di un posto di guida all’esterno della tuga. Attualmente, la V. 6001 è impiegata per la formazione dei piloti di Vedette Velocissime presso la Sezione Alta Qualificazione della Scuola Nautica.

Le sue caratteristiche generali:

  • Progettista: ing. Fabio Buzzi
  • Cantiere costruttore: F: B. Design di Annone Brianza
  • Materiale di costruzione: Kevlar, carbonìo, resine vinilesteri o epossidiche, con anima di legno di balsa
  • Dislocamento: t. 12,275;
  • Lunghezza scafo: m. 16,418;
  • Larghezza: m. 2,896
  • Immersione: m. 1,21
  • Motorizzazione: nr. 3 SEATEK serie 10000 6-4V-10D da 750 HP, 6 cilindri
  • Riduttori/invertitori ZF 312 TS con cambio a due velocità -rapp. riduzione I marcia 1,195; II marcia 1,000
  • Velocità: 68 nodi 
  • Equipaggio: n. 4 militari

MOTOVEDETTA “V.2000”

MOTOVEDETTA "V.2000"

La V. 2000 è la capoclasse dell’ultima serie di motovedette studiate dalla Guardia di Finanza per il servizio d’istituto. In fase di acquisizione in 49 esemplari su 75 previsti, è una unità dalla linea aggressiva che si è dimostrata operativamente flessibile, molto marina e dalle capacità evolutive assolute, garantite dagli idrogetti Rolls Royce Kamewa di generose dimensioni.

La motorizzazione è basata sugli italianissimi diesel Seatek, i cui 620 hp l’uno, garantiscono accelerazioni da fermo straordinarie e una velocità massima di 45 nodi.

Lo scafo è realizzato in compositi avanzati con largo uso di carbonio ed assemblati utilizzando un innovativo sistema di costruzione che prevede strutture differenziate per le varie parti dell’unità.

Il risultato è uno scafo in grado di assorbire meglio le sollecitazioni degli impatti della carena con le onde, garantendo la necessaria robustezza strutturale.

Alla Scuola Nautica la V. 2000 svezza gli aspiranti comandanti ai segreti delle manovre con gli idrogetti, condotte sia a basse andature che ad alta velocità. Gli istruttori ne apprezzano la docilità e la guida molto istintiva, unite alle caratteristiche dello scafo che perdona molti errori di condotta.

Le sue caratteristiche generali:

  • Cantiere costruttore: Intermarine S.p.A. di Sarzana (SP), in Raggruppamento Temporaneo d’Impresa con il Cantiere Navale Baglietto di Varazze (GE)
  • Materiale di costruzione: coperta e tuga in sandwich balsa e carbonio, resina vinilestere
  • Carena: resina vinilestere, vetro cucito, fiancata sandwich in balsa. Rinforzi ossature in carbonio
  • Lunghezza: m. 13,20
  • Larghezza: m. 3,44
  • Dislocamento: t. 11;058
  • Velocità massima: nodi 45
  • Motorizzazione: N. 2 motori SEATEK 600 PLUS da 620 HP cadauno
  • Idrogetti: n. 2 Rolls Royce Kamewa FF 375 S, con senso di rotazione contrapposto
  • Apparati elettronici: n. 1 radar GEM se 412 4 Kw, ECDIS. sistema GPS, computer di bordo, radio di varie tipologie integrate con il sistema C41 del Corpo
  • Equipaggio: n. 4 militari

MOTOVELIERO MV1 “MANCA”

MOTOVELIERO MV1 "MANCA"

Nel programma di ammodernamento del naviglio del primo dopo guerra si decise di realizzare due unità espressamente pensate per la vigilanza costiera. Doveva trattarsi di mezzi capaci di lunghe perlustrazioni, di tenere il mare anche in condizioni meteo sfavorevoli ed essere di gestione facile ed economica. il Cantiere Baglietto di Varazze realizzò quindi due slanciati motovelieri che risposero in pieno ai requisiti richiesti e furono anche le prime unità del Corpo ad avere motorizzazione diesel.

Entrarono in servizio dal 1926 ed il primo, varato come MV 1, venne assegnato a Trieste e usato anche nell’addestramento degli Allievi Finanzieri della Scuola Nautica di Pola.

L’unità venne successivamente intitolata alla memoria del Finanziere Giuseppe Manca, caduto in un cruento conflitto a fuoco nel corso di un servizio anti contrabbando in montagna. Insieme alla gemella Lombardi furono più volte modificate, rinunciando prima all’attrezzatura velica e infine anche agli alberi, per installare una timoneria, un fumaiolo e l’armamento di guerra.

Nel secondo conflitto mondiale vennero impiegate nell’Egeo, dove entrambe andarono perdute negli avvenimenti successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943.

Le sue caratteristiche generali:

  • Cantiere costruttore: Cantieri Navali Baglietto di Varazze
  • Materiale di costruzione: legno massello
  • Lunghezza: m. 26,50
  • Larghezza: m. 4,80
  • Dislocamento: t. 60
  • Velocità massima: nodi 13
  • Motorizzazione: n. 2 motori Diesel-Benz da 90 HP cadauno
  • Equipaggio: N.12 militari
  • Armamento: n. 1 cannone 76/30, n.l mitragliatrice Colt cal. 6,5, 10 bombe da getto, apparecchio da dragaggio a sciabica

PATTUGLIATORE VELOCE “DI BARTOLO”

PATTUGLIATORE VELOCE "DI BARTOLO"

Considerate le ottime caratteristiche nautiche delle unità addestrative da 35 mt. classe “Mazzei”, il Corpo decise di derivarne una versione operativa destinata ad operare in altura. Nascono così i pattugliatori veloci classe “Bìglianì” V serie, dotati di autonomia e tenuta di mare nettamente superiori alle unità delle precedenti serie, in grado di condurre e coordinare per più giorni operazioni a grande distanza dalla costa.

La prima unità di questo tipo è stata intitolata alla M.O.V.M. TV Giuseppe Di Bartolo comandante della Squadriglia Dragamine di base a Tripoli, comprendente i RR.DD. 36 e 37, caduto insieme a tutti i Finanzieri costituenti gli equipaggi delle due unità, affondate nella notte fra il 19 e il 20 gennaio del 1943, mentre erano in ritirata verso l’Italia. Il TV Di Bartolo alzava la sua insegna sull’RD. 36, unità che per l’eroico comportamento tenuto nell’ultimo combattimento meritò alla propria Bandiera la Medaglia d’Oro al Valer Militare.

Il pattugliatore veloce Di Bartolo è stato impiegato nell’addestramento presso la Scuola Nautica di Gaeta, fino a quando le pari classe di unità didattiche non vennero aggiornate con le stesse avanzate apparecchiature elettroniche.

Le caratteristiche generali del Di Bartolo:

  • Cantiere costruttore: lntermarine S.p.A. (Sarzana (SP)
  • Materiale di costruzione: Materiali compositi avanzati
  • Lunghezza: m. 35,50
  • Larghezza: ID. 7,55
  • Dislocamento: t. 135
  • Velocità massima: 38 nodi
  • Apparati radar: dispone dell’ultima generazione di dotazioni elettroniche in uso al Corpo
  • Motorizzazìone: n. 2 motori MTU tipo 16V 396 TB94 da 3482 CV cadauno
  • Armamento: n.1 mitragliera BREDA cal. 30 con sistema di puntamento optronico tipo Medusa MK3, n.2 mitragliatrici MG 42/59 cal. 7,62 NATO
  • Equipaggio: n. 19 militari

VEDETTA “5812”

VEDETTA "5812"

La V.5812 è una vedetta a scafo dislocante, che fa parte di una classe costituita in origine da 34 unità, costruite nel periodo 1979 -1984 e nate dall’esigenza del Corpo di disporre di unità foranee capaci di operare anche in condizioni meteomarine poco favorevoli.

Il suo progetto di base è quello della classica pilotina britannica “Keith Nelson” da 40 piedi, realizzata su licenza in Italia da vari cantieri, ma principalmente dal Cantiere Motomar di Lavagna (CE).

Nel loro lungo servizio sono state apprezzate dagli equipaggi per le loro qualità marine, l’affidabilità e la facilità di manutenzione, unite ad una autonomia eccezionale per scafi di queste dimensioni. Attualmente sono in fase di radiazione, ma le tre unità della classe in dotazione alla Scuola Nautica svolgeranno ancora a lungo il lavoro di sgrezzatura dei giovani comandanti.

In questo compito la proverbiale robustezza delle “V. 5800” torna utile nelle manovre di ormeggio riuscite un po’ “dure” contro le banchine portuali di Gaeta, ma soprattutto risulta fondamentale la maneggevolezza di queste riuscite unità, che viene percepita rapidamente e istintivamente dagli allievi.

Le caratteristiche generali della V.5812:

  • Cantiere Costruttore: Mericraft Baia (NA)
  • Materiale di costruzione: vetroresina NEOXIL HTA – SAVID
  • Entrata in servizio: 23.12.1980
  • Dislocamento: t. 15,5
  • Lunghezza: m. 15,50
  • Larghezza: m. 12,570
  • Immersione: m. 1.218
  • Apparato radar: BX 732 GEM – ELE1TRONICA
  • Motori: n. 2 diesel A1FO 8282 SRM 50-10, tarati a 480 HP ciascuno
  • Velocità: 26 nodi
  • Equipaggio: n. 5 militari

VEDETTA V.601 “FALCO”

Entrata in servizio il 20 settembre 2003, la V. 601 fa parte di una numerosa classe composta da 36 unità, sviluppate sulla base delle esperienze maturate in Adriatico nel contrasto all’immigrazione clandestina condotta con l’uso di grossi gommoni. Deriva da un RIB da record del Cantiere FB Design, la classe “Falco” ha come requisito principale di sicurezza, la tutela dell’equipaggio nel caso di collisioni in mare ad alta velocità. Infatti, i militari trovano posto a sedere in sedili avvolgenti, dentro un abitacolo molto robusto e dai fianchi rialzati, sormontato da una gabbia di metallo che ha lo scopo di impedire la proiezione in mare degli occupanti in caso di urto.

La parte posteriore del vano equipaggio è anche protetta dai motori installati nella originale configurazione brevettata denominata “ring-drìve”, che li pone all’estremità posteriore dello scafo. Sempre per sicurezza, i serbatoi del carburante sono posti in posizione protetta sotto l’abìtacolo e per abbattere drasticamente le sollecitazioni verticali, tutto l’equipaggio è sistemato a poppavia della sezione maestra. Imbarcazione molto veloce, tiene il mare anche in condizioni critiche e può navigare con i tubolari sgonfi. Perdona molti errori ai piloti distratti o poco pratici della condotta dei mezzi veloci e questa docilità la rende preziosa per la Sezione Alta Qualificazione, reparto destinato a qualificare gli equipaggi delle vedette velocissime in dotazione al Corpo.

Le caratteristiche generali della V.601 “Falco”:

  • Progettista: ing. Fabio Buzzi
  • Cantiere costruttore: F.B. Design di Annone Brianza
  • Materiale di costruzione: Composito avanzato laminato con l’impiego di Kevlar, tubolare Hypalon costituito da 10 sezioni, anima in Nylon interni in Neoprene
  • Dislocamento: t. 4,330
  • Lunghezza scafo: m. 10,273
  • Larghezza: m. 2,805
  • Immersione: m. 0,55
  • Motore: nr. 2 diesel VM MD 706 LH, da 300 hp cadauno
  • Apparecchìature elettroniche: n.1 radar Rayteon, n. l plotter cartografico, n. 2 radio VHF
  • Velocità: 50 nodi
  • Equipaggio: n. 4 militari

PIROSCAFO “SANTA LUCIA”

PIROSCAFO SANTA LUCIA

Il piroscafo “SANTA LUCIA” era la nave passeggeri che fin dai primi anni del ‘900 assicurava i collegamenti fra le isole ponziane e la terraferma. Per tale compito era affettuosamente definito il tram dei Ponzesi.

Costruito nel 1912, venne impiegato come nave ospedale nella Prima Guerra Mondiale e allo scoppio della Seconda fu mobilitato quale nave ausiliaria destinata al dragaggio foraneo.

In realtà il Santa Lucia continuò a svolgere il suo pacifico compito originario, affrontando in più tutti i rischi delle navigazioni svolte in tempo di guerra.

La mattina del 24 luglio 1943 venne attaccato a poca distanza da Ventotene da velivoli della RAF. Centrato da un siluro si spezzò in due, affondando in pochi secondi e trascinando con se quasi tutte le 70 persone che erano a bordo. I sopravvissuti furono solo 4. Grande fu il lutto e lo sconforto nelle piccole comunità isolane e costiere alle quali appartenevano tutte le vittime. A bordo si trovavano a vario titolo anche cinque Finanzieri, nessuno dei quali è fra i sopravvissuti: Carmine Rorno, Giovanni Ponti, Nicola Balzerano, Salvatore Verdino e Michele Giannotta.

Il primo di essi era atleta e campione di nuoto del Corpo in servizio a Gaeta e si deve principalmente a sua figlia, signora Mirella Romano, la costituzione del Comitato delle Famiglie delle Vittime dell’affondamento del piroscafo Santa Lucia, che mantiene viva la memoria di questa grande tragedia del mare.

Le caratteristiche generali del Santa Lucia:

  • Cantiere costruttore: Cantieri Riuniti di Ancona
  • Stazza: tonn. 451,52
  • Lunghezza fuori tutto: m. 51/84
  • Larghezza: m. 7,90
  • Pescaggio: m. 2,60
  • Motore: n. 1 motrice a vapore a tre cilindri a triplice espansione con elica in bronzo a tre pale
  • Velocità max.: nodi 13,44

Si ringrazia: Guardia di Finanza, Colonnello Marcello Marzocca, Maresciallo Aiutante mare Mario Magnatti. Le notizie tecnico storiche, i testi e le immagini pubblicate in questo articolo, di proprietà della Guardia di Finanza, sono state tratte dal relativo Calendario 2010 “Scuola Nautica Guardia di Finanza” e qui pubblicate per lasciare a disposizione degli appassionati di naviglio militare una testimonianza storica importante sul web, di uomini caduti in servizio ed alcune unità ancora attuali ed altre storiche del Corpo, radiate o andate perse in circostanze belliche o altro.

 

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