Circa Antonio Soccol

Questo autore deve ancora scrivere la sua biografia.
Nel frattempo lasciaci dire che siamo orgogliosi Antonio Soccol dei contributi e 125 voci.

Pubblicati da Antonio Soccol

Nasce il Registro storico carene di Renato “Sonny” Levi

Il “Registro”, che raccoglie già molte imbarcazioni, ha iscrizione assolutamente gratuita.

Chi possiede uno scafo “originale” di Renato “Sonny” Levi può chiederne l’inserimento nel Registro compilando nelle sue voci la scheda qui sotto riportata e inviando una fotografia recente dell’imbarcazione. Valorizzerà così, innanzitutto, quanto ha la fortuna di possedere e contribuirà, inoltre, a “distinguere il grano dal loglio”…

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Sic transit gloria mundi

Jacques Yves Cousteau, il “Comandante Cousteau”, “le Commandant” per tutti. Era famoso per un sacco di cose ma soprattutto per quella straordinaria serie di documentari , “The Undersea World of Jacques Cousteau”, girati per la M.G.M. e distribuiti in tutto il mondo.

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Per mare gratis e senza emissioni? YES, WE CAN – La barca non è un auto… (XX puntata)

Allora, sembra certo. Andremo per mare con l’energia ricavata dai pannelli fotovoltaici solari. Era l’uovo di Colombo. Dove metterli ‘sti benedetti pannelli fotovoltaici? Sì, sul ponte. Però c’è di meglio. Per esempio, sulla randa di una barca a vela. Ma come? Non sono rigidi? Non più. E comunque, per favore, fare mente locale: le vele già si steccano per renderle più rigide. Dunque: obiezione inutile. Ma ‘sti pannelli, non pesano da morire? Mica tanto vero. Non quelli dell’ultima generazione

La barca non è un auto (XIX puntata) – Carene brevettate

Guardarle, le carene delle barche ai Saloni, è impresa proprio da “guardoni” e per capire grossomodo come son fatte bisogna sottoporsi a contorcimenti degni di miglior fine… se mi seguite, però debbo dire in tutta onestà che di originale, inusitato, insomma di “nuovo” non ci ho visto nulla di nulla. Un paio di redan, qualche pattino longitudinale troncato qua e là, un diedro piuttosto spinto. Tutta roba che già si vedeva nelle barche da corsa di trenta, quaranta anni or sono.

E allora perché brevettarle?

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Io, secondo pilota del “Dart”

Quando Alfredo Micheletti mi ha chiesto se volevo fargli da navigatore sul “Dart” mi sono sentito abbastanza imbarazzato. Conoscevo un po’ tutto di questa incredibile barca perchè sia Giorgio Adreani che “Sonny” Levi mi onorano della loro amicizia. Sapevo delle velocità eccezionali che lo scafo poteva toccare grazie alla poderosa spinta dei due Montreal Autodelta….

Io, primo pilota di “Dart”

Era il “Dart”, e le sue caratteristiche costruttive erano tali da fare venire l’infarto da desiderio a un guidatore di bagnarola a remi: figuriamoci a me. Mi attaccai come una remora: ero sempre tra i piedi di Giorgio, di “Sonny” e dell’ing. Chiti. Verso la fine dell’inverno ’72 cominciavano le prove sul lago di Sarnico, con vari piloti che si alternavano alla guida; c’erano un sacco di dettagli da mettere a punto: i motori, lavorando a temperature ambientali vicine allo zero, facevano le bizze. I meccanici Autodelta, eroici, impazzivano

La cucina di bordo ideale? Cinese.

Negli anni Settanta frequentavo due cinesi che vivevano a Milano: Hsiao Cin e Ho Kan. Entrambi pittori valenti e cuochi raffinati. Il primo è oggi artista molto affermato (ah, avessi allora comprato un po’ di suoi quadri… invece che un solo “multiplo”, sia pure bellissimo) mentre del secondo, che aveva quel cognome un po’ imbarazzante da pronunciare se appena si doveva farlo precedere da una “di”( per esempio: “il quadro di Ho Kan” che sembrava una bestemmia in dialetto veneto), ho perso le tracce…

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Una carena veneziana per Venezia. Chi la vuole?

di Antonio Soccol Ebbene sì, lo confesso. Ho citato a braccio, senza controllare, fidandomi della mia arrugginita memoria e ho sbagliato: cenere sul capo e, soprattutto, chiedo scusa agli interessati e ai lettori. Sul fascicolo di febbraio di “Barche”, nell’articolo “Una carena veneziana per la US Navy” (pag.130 e segg.) ho scritto: Sono anni che […]

Stiletto: una carena “veneziana” per la US NAVY

“Stiletto” è un trimarano da 88,6 piedi per 40,5 di larghezza (in metri sono: 25 x 12, 30). Ha un dislocamento di circa 60 tonnellate e una immersione di soli pochi centimetri. Spinto da 4 motori Carterpillar C32 da 1.232 kW ciascuno e azionanti 4 eliche di superficie, ha una velocità max a pieno carico di 51 nodi (40 nodi è, invece, quella detta “operativa”).
L’ha costruito, in appena 15 mesi, un piccolo cantiere di San Diego (il Knight & Carter Yacht Center) specializzato in scafi da diporto con una spesa di 6 milioni di dollari prima dell’allestimento e 10 milioni a barca finita. Per i bilanci della US Navy, un costo quasi irrisorio.

La barca non e’ un auto (XVII puntata) – E adesso, povera barca?

Nel 1992 un litro di nafta costava 600 lire al litro. Oggi ha un prezzo sei volte tanto…Il pieno (facciamo mille litri) per un cabinato da 12 metri spinto da una coppia di diesel da 270 cv ciascuno, costa (al momento in cui scrivo) 1.350 euro che è qualcosa di più di quanto guadagna in un mese un cittadino medio italiano. E con quel pieno, quella barca copre una distanza di 160 miglia (circa 200, se ha trasmissioni con eliche di superficie)…

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