Circa Antonio Soccol

Questo autore deve ancora scrivere la sua biografia.
Nel frattempo lasciaci dire che siamo orgogliosi Antonio Soccol dei contributi e 125 voci.

Pubblicati da Antonio Soccol

La Giuria del Premio Aspronadi “Marincovich”, aprire la sezione “cultura del mare”

La Giuria del Premio Aspronadi “Marincovich”, con decisione presa a totale maggioranza dei votanti, ha stabilito di aprire la sezione “cultura del mare”, prevista dall’originale Bando di concorso, anche ai libri per poter così dare giusto riconoscimento a quel settore dell’editoria che con tanta encomiabile determinazione persegue, stimola e diffonde la conoscenza , la storia, il fascino e la poesia di quella grande massa liquida che circonda e avvolge le terre emerse del nostro pianeta.

Sempre più ricco il montepremi. Oltre ai già annunciati contributi da parte di “Mascalzone Latino” (Vincenzo Onorato) e all’elica dello scafo offshore “Cadillac- Achilli Motors” (record assoluto di velocità nella Viareggio-Bastia-Viareggio, realizzato nel 1992) offerta da Lino Di Biase, si sono aggiunti un cimelio di “Luna Rossa” (Patrizio Bertelli), la pinna del windsurf vincente di Alessandra Sensini…

Antartide, il cuore bianco della Terra

Nella prefazione, J.L. Etienne (un medico ed esploratore polare, che nel 1989 ha attraversato l’Antartide per 6.300 km con i cani da slitta) scrive: “L’Antartide ha la forza d’attrazione delle cose inaccessibili che chiamano l’Uomo a impegnarsi con passione, e questo magnifico libro è l’illustrazione di tutte queste passioni: artistiche, umane, scientifiche, politiche (…). Grazie alla sua sensibilità, al suo sguardo illuminato, alla sua passione per l’Antartide, Lucia Simion ci porta con sé nell’intimità di questo pianeta di ghiaccio, in cui saremo sempre e solo di passaggio. L’Antartide non è un continente per gli Uomini, è un continente per la Terra.”.

La Barca non e’… (28° puntata) – Una barca per tutti

C’era un “pezzo” stupendo di Mauro Mancini in materia che raccontava d’esser andato in barca (a vela) da Viareggio a Anzio (se ricordo bene) in una notte di primavera: sosteneva che era stata una delle più belle notti della sua vita. La confrontava poi, quel grande giornalista, con l’ipotesi di fare lo stesso percorso via terra. E concludeva che, a farlo, vi avrebbe perso qualche mese di vita… Tutto ciò più di trenta anni or sono. Immaginate oggi. Eppure…

Torniamo al mercato. Un lancio di agenzia mi informa che: “Anche se il mese di dicembre ha segnato soltanto un +3% in valute locali, il gigante del fast fashion H&M chiude l’ultimo quarter fiscale con vendite in aumento dell’8% e l’intero esercizio con un +11%. Le stime per il mese di gennaio sono di un incremento dei ricavi (sempre in valuta locale) dell’8%.”

La barca non e’ un’ auto (27ma puntata) La patente nautica? In 16 ore (meno due pause – pranzo)

A giocare con Google talvolta ci si può far anche del male. Quanto meno: io me lo son fatto. Ho digitato sul famoso motore di ricerca quattro paroline: “patente nautica a motore” e, in 0,33 secondi, Google mi ha dato 125.000 (centoventicinquemila) siti web dove, possibilmente, si parla di patenti nautiche. La larga maggioranza è data da scuole, sparse su tutto il territorio nazionale. Moltissime di queste propongono corsi della durata di 2 (due) giorni per la licenza entro le 12 miglia! Un’arte difficile come quella del “navegar” si apprende in così poco tempo? Ma siamo matti? E’ stato qui che ho sentito una fitta al cuore, che mi son fatto male.

E’ la nautica, bellezza! – La barca non è un’ auto… (XXVI puntata)

Un lettore mi scrive: “Secondo me la barca andrebbe meglio paragonata a un camper piuttosto che a una macchina, e l’automobile a un motoscafo”. Non è chiarissimo: il motoscafo non è una barca? Vabeh, si vede che per lui, “barca” non vuol dire “imbarcazione di dimensioni modeste per trasporto di persone e cose” come sostiene lo Zingarelli ma significa “scafo con cabina”. Non è grave ma comunque

Rock around the States (5): Merrick Lewis

Di Merrick Lewis, in Italia e negli anni Sessanta, si diceva che fosse il “re dell’alluminio”. In realtà era il proprietario della “The Alliance Machine co.” di Alliance, un paese che si trova nello Stato dell’Ohio e l’azienda era considerata semplicemente “la più importante al mondo nella costruzione di gru”. Sempre in Italia, si raccontava anche che Lewis fosse così pazzo e ricco al punto da essersi, una volta, comprato un autentico castello francese e, poi, di averlo fatto smontare pietra su pietra, trasportare ad Alliance e qui ricostruire

Rock around the States (4): Rene & Gale Jacoby

Rene e Gale erano davvero due americane “allegre e piuttosto temerarie”. E il fatto che fossero madre e figlia, aumentava il loro fascino.

Componevano il primo equipaggio totalmente femminile della storia dell’offshore. Personalmente le avevo conosciute proprio in occasione di quella famosa Viareggio-Bastia-Viareggio del ’65 nella quale io ero “ispettore alle verifiche tecniche degli scafi iscritti” e alla quale le due americane avevano partecipato pilotando un esemplare del magnifico “Settimo Velo Special” della Navaltecnica di Anzio: un progetto di Renato “Sonny” Levi sulla lunghezza fuoritutto di 24’ (7,31 m) e spinto da una coppia di Mercruiser per complessivi 450 cv

FC 155 Bango – confortevole fast commuter firmato da Renato “Sonny” Levi

Il nome come dichiarato dallo stesso “Sonny” Levi, significa: “Fast Commuter da 15,5 metri, avevo usato per la prima volta la definizione fast commuter verso la fine degli anni Sessanta per presentare il G 50 di Gianni Agnelli e successivamente il Barbarina di Mario Agusta, l’Hidalgo di Roberto Olivetti eccetera.

Tutte queste erano barche da 11 o 12 metri e svolgevano la loro navigazione lungo le coste italiane e francesi con una autonomia di circa 200 miglia. Questa nuova unità invece, doveva avere le stesse caratteristiche “filosofiche” ma, doveva garantire una vita più comoda anche con mare formato

La barca non è un’ auto… (25° puntata) – Inventare l’ombrello? Si!

Com’è noto l’Aspronadi è l’Associazione dei progettisti della nautica da diporto. L’architetto Lenzi (yacht designer) mi scrive:

Una provocazione così non poteva cadere nel vuoto…! Altro che! Non solo l’Aspronadi risponde ma si impegna a farlo in modo sempre più incisivo e diffuso. Mi permetto di dire che, con rinnovato vigore, l’associazione da un anno a questa parte ha preparato e prepara interventi in questa direzione. Sempre più siamo consapevoli, come progettisti, degli obbiettivi a cui dobbiamo mirare. E sono fiera di aver riscontrato che tra i membri (con le solite eccezioni che confermano le regole) ci sia la voglia di puntare i piedi sulla professionalità piuttosto che sull’assecondare il mercato. Ed è per questo che affrontiamo il lungo percorso verso l’obbiettivo con un passo dietro l’altro…

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Un uomo troppo intelligente: Carlo Marincovich

Fu così che conobbi Carlo Marincovich. Mi avevano chiesto di aiutare a “portar dentro” ai padiglioni della Fiera del Mare quei pacchi di numero “zero” della nuova pubblicazione. Il primo Salone di Genova si sarebbe inaugurato il giorno dopo e nessuna automobile poteva ormai più entrare nell’area espositiva: per questo il trasporto, dal parcheggio allo stand, doveva esser fatto a mano, visto che nessuno aveva pensato di trovare/recuperare un carrello