Pubblicati da Sergio Abrami

Gozzo autocostruito – progetto Sergio Abrami (I puntata)

Abbiamo riscontrato tra gli appassionati che seguono AMB un cresente interesse per l’autocostruzione di barche di misure fuori tutto contenute tra i 5 ed 6,50 metri ed a questo proposito proponiamo le fasi costruttive di un gozzo eseguite dai un appassionato ingegnere, su un interessante progetto di Sergio Abrami che presta anche molta attenzione alla propulsone prevista sia ibrida che a vela

Visione subacquea – una storia italiana

Il progettista Sergio Abrami propone una interessante soluzione di imbarcazioni con visione subacquea che possono avere diverse fonti propulsive, dai pedali mossi dai suoi occupanti o abbinato ad una propulsione elettrica. Una “geniale invenzione della fine anni ’80”, oggi attualissima se posta in essere dalla Sovreaintendenza alle Belle Arti e dai Parchi Marini protetti, come quello di Baia (Napoli)

Parigi: Museo della Marina

Il Museo della Marina di Parigi è a mio avviso uno dei più belli tra quelli – veramente tanti – che ho visitato attratto per deformazione professionale o per il puro piacere di vedere oggetti, quadri, documenti legati al mare ed alle costruzioni nautiche e navali. Innanzi tutto la sua collocazione: avete presente la tour Eiffel? Il Campo di Marte? Passate il ponte della Senna: lo avete praticamente di fronte nell’ala a sinistra del Palais de Chaillot

Piani di costruzione gozzo tradizionale di 5.0 – 6.0 metri

Piani di costruzione di un gozzo tradizionale da 5 – 6 metri di lunghezza armato a vela latina e motore bimodale, cioè elettrico ed a scoppio… in linea con le nuove esigenze di navigare sotto costa in assoluto silenzio e quindi con il motore elettrico, per poi usare il motore a scoppio per la ricarica delle batterie e in caso di mare formato… Un progetto interessantissimo per le innovazioni inckluse e per la possibilità, per chi ne è all’altezza, di costruirsi un gozzo con le proprie mani…

L’elogio della lentezza

Bellissimo articolo di Sergio Abrami in cui spega il perchè del ritorno dei gozzi di legno classici con le loro ridotte velocitò, ma con il loro peso ben distribuito che consentono di affronyare condizioni di mare formato, ma ad una velocità consona a questo tipo di carena prettamente dislocante. Un suggerimento speciale però evidenzia Sergio Abrami, cioè quello di motorizzare questo tipo di imbarcazione classica con un propulsore bi – modale, come la soluzione proposta dalla olandese Vetus con il “classico pacchetto”: motore termico/motore elettrico e componentistica per motorizzare erimotorizzare imbarcazioni dislocanti. Quando si naviga in termico, rigorosamente silenziato con pannelli fonoassorbenti e adeguati silenziatori di scarico, si ricaricano le batterie. Insomma lo stesso sistema usato dai sommergibili…

Il riciclo e lo smaltimento degli scafi in PRFV: U8105 – Il punto di vista dei progettisti nautici

A mezzo secolo dall’inizio della costruzione in serie di scafi in PRFV inizia a presentarsi il problema dello smaltimento, del riciclo dei materiali impiegati.

La necessità di ridurre l’impatto ambientale nella produzione nautica, soprattutto degli scafi in PRFV è in questi ultimi anni argomento di grande attualità. I sistemi produttivi sono stati rivoluzionati dal sempre più progressivo utilizzo del metodo a stampo chiuso i.e. infusione e dall’utilizzo di resine a bassa emissione di stirene.