Tag Archivio per: Poesie di mare

Luces en el puerto – Los Indios Tabajaras

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Poco dopo la metà del secolo scorso nacque il duo brasiliano de "Los Indios Tabajaras", che a partire dagli anni 60’ hanno interpretato meravigliose melodie apprezzate nel mondo e che certamente a tanti di noi, ormai non più giovani, ci ricordano momenti speciali della nostra vita legati ai nostri giovani amori...

Marechiare’ di Salvatore Di Giacomo

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La famosa fenestella di Marechiaro a Napoli: Antonio Soccol descrive un breve commento e ci racconta un simpatico aneddoto di una delle più note canzoni napoletane del mondo...Selezionare il titolo per visualizzare l'articolo.
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Racconti e poesie dedicati al mare

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Uomo libero, tu amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima Nello svolgersi infinito della sua onda, E il tuo spirito non è un abisso meno amaro...

Poesie e racconti di mare

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"Poesie e scritti sul mare", in questo articolo: Jacques Yves Cousteau e una poesia di Antonio Machado... Chi abbia avuto occasione di nuotare sotto la pioggia conosce la strana impressione di stare all'asciutto sotto la superficie e il timore di uscire per non bagnarsi. Un sommozzatore, a guardare in su quando piove, scorge un'infinità di mobili minuscoli spilli che traforano l'acqua. L'acqua dolce, lentamente mischiandosi all'acqua salata del mare, crea una zona di distorsione ottica nello strato superficiale, come raggi di calore dondolanti sulla terra arroventata

Poesie e brani che parlano del mare

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Una vera mostra d'orticoltura, una serra di piante preziose. Tutte queste volute colorate che sulla terra potrebbero chiamarsi azalee, ibisco, margherite di prato e felci, hanno qui un solo nome: coralli. Sono talmente stupito che mi immergo per toccare ogni efflorescenza. Voglio rendermi conto e accarezzo colle dita una massa rotonda, tocco il fusto cesellato di un corallo colonnare, sfioro il ventaglio spiegato di un polipaio scarlatto, schivo le forme più minacciose e scatenate. E' una giungla, a cui non mancano le liane, sorgenti dal fondo come catene metalliche rugginose, che scambiamo là per là con fili di ferro naufragati, e invece sono speciali gorgonie, le virgolarie.