Renato Sonny Levi, ingegnere aeronautico

Renato Sonny Levi, ingegnere aeronautico, responsabile dell’Ufficio Progetti del cantiere AFCO del padre che produceva differenti tipi di imbarcazioni da diporto, a vela e a motore, da lavoro e da pattugliamento, per vari paesi dell’Estremo Oriente.

Nato a Karachi nel settembre del 1926 è conosciuto in tutto il mondo con il soprannome di “Sonny”.

Articoli

Sonny Levi: i miei ricordi di Don Aronow, Riva e la nautica degli anni 70

Don Aronow: il ricordo di Renato “Sonny” Levi

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Fra i più interessati c'era Don Aronow, quella specie di Tarzan che aveva avuto un successo strepitoso nel mondo dell'offshore e degli scafi veloci d'altura. Incominciai a spiegare a Don i vantaggi dello step drive. Prima che avessi finito tutto il mio discorso, mi interruppe - fra un bel po' di colpi di flash dei molti fotografi che immortalavano l'incontro- e mi sfidò: “Scommetto 100mila dollari che questa barca non raggiunge le 60 mph”...
Progettazione degli scafi plananti

La progettazione degli scafi plananti di Renato “Sonny” Levi

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Le competizioni delle imbarcazioni offshore furono, in un certo senso, le principali responsabili di questo fenomeno. Questo tipo di gara in mare aperto dimostra chiaramente la superiorità di queste carene, sottolineando in particolare le loro prestazioni con mare formato. L’espressione “carena a V profonda” diffuse in fretta il loro caratteristico morbido avanzamento nelle onde e nel volgere di una decina di anni, si verificò così una completa “conversione”.Per quanto riguardava le imbarcazioni al di sopra dei 60 piedi, rimaneva però una certa “opposizione” al cambiamento.
Laver 30

LAVER 30 di Renato “Sonny” Levi e Franco Harrauer

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La Laver voleva inserirsi in una nuova dimensione con un prodotto qualitativo e non quantitativo, con una imbarcazione di alta classe destinata ad una clientela esperta ed esigente. La definizione dei parametri di progetto era stata molto laboriosa e le nostre esigenze di progettisti si erano spesso scontrate con quelle della controparte commerciale e produttiva...Selezionare il titolo per visualizzare l'articolo.
Renato Levi ai comandi di G50

Cabinato Veloce in ferro progettato per la FIAT e mai realizzato

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Un metro quadrato di ferro da 3 millimetri pesa circa 25 chilogrammi. Appare perciò evidente che per costruire con questo materiale si debba poter impiegare lamiera con spessori minori per poter avere un peso per metro quadrato di costruzione abbastanza vicino a quello tipico del legno (compensato e lamellare), dell’alluminio e della plastica. Altresì evidente è il fatto che con lamiere da 1,5 o da 2 millimetri sarebbe necessario realizzare una struttura interna piuttosto complessa per poter disporre di una sufficiente rigidità: così facendo si perderebbe, per quanto riguarda il peso, ogni vantaggio. A mio avviso la soluzione del problema può essere data dall’adozione di lamiera con corrugamenti longitudinali.

Perche’ le carene Delta di Renato Sonny Levi

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Nel mio articolo di maggio su “Mondo sommerso” ho scritto che le prime carene a V profonda erano di gran lunga superiori a qualunque altro tipo di carena planante (particolarmente in acque agitate): però avevano anche alcune caratteristiche “indesiderabili” che alle volte trasformavano la corsa in un incubo...Per visualizzare l'articolo, selezionare il titolo.

Lo sviluppo degli scafi veloci – di Renato “Sonny” Levi

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Negli ultimi anni abbiamo visto l'incondizionata supremazia degli scafi americani che, con motori americani, hanno monotonamente vinto ogni gara.Abbiamo anche visto che è inutile qualsiasi sistema di propulsione che non sia il gruppo poppiero.Questa (barca americana con efb americani) è la formula offshore che ha maggiori possibilità di successo pur di avere una certa dose di fortuna. Naturalmente un minimo d’evoluzione nel disegno delle barche c’è stato...Selezionare il titolo per visualizzare l'intero articolo.

“ ‘A Speranziella story” di Renato “Sonny” Levi

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Avevo rimuginato per un certo periodo di tempo il progetto di un cabinato molto veloce per acque agitate ed avevo preparato i disegni per uno scafo di circa 30 piedi.Questo scafo aveva un diedro pronunciato per tutta la sua lunghezza. Successivamente quando venni a sapere, nel 1961, della prima gara d’altura...Selezionare il titolo per visualizzare l'intero articolo.
Eliche di superficie

La difesa delle eliche di superficie di Renato Sonny Levi

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La scelta di un sistema di propulsione è indicata, fino a un certo punto, da considerazioni di carattere economico, ma — in definitiva — la selezione vie­ne determinata dalle condizioni d’operatività della barca. Così, per esem­pio, se un natante dovrà lavorare d’abitudine su bassi fondali, una tra­smissione tipo idrogetto dovrà essere subito presa in considerazione. Nelle paludi ricche di alghe, invece, difficilmente potrà esserci qualcosa di me­glio di una trasmissione con elica aerea.Per gli stessi principi, alle alte velocità, la propulsione di superficie non ha rivali...Selezionare il titolo per visualizzare l'articolo.

Virgin Atlantic Challenger II di Renato Sonny Levi

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Nessuno aveva mai messo oltre duemila cavalli su un’elica di superficie.Il problema si presentò nell’inverno 1984-85 ai tecnici della Cougar che stavano costruendo il catamarano Virgin Atlantic Challenger con il quale l’inglese Richard Branson intendeva tentare di strappare al transatiantico United States il record di traversata del Nord Atlantico: il Nastro Azzurro.Selezionare il titolo per visionare l'articolo e le immagini.
Futuro

Il Futuro – da Milestones in My Designs di Renato Sonny Levi

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Scafo a triciclo rovesciato, aliscafi e hovercraft del futuro di Sonny Renato LeviNegli anni ‘50 e ‘60 gli aliscafi e gli hovercraft erano considerati veicoli fu­turibili. Più recentemente sono diventati di moda i catamarani e, oggi, i multiscafi che speronano l’onda. Molti studi di progettazione e molti cantieri nel mondo affidano le loro espe­rienze per gli anni ‘90 e il prossimo secolo al SES (imbarcazioni a effetto superficie). Tuttavia, se queste soluzioni offrono sicuri vantaggi all’alta ve­locità, mi sembra però che la vera risposta stia altrove.