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Dino Vian: un eroe sconosciuto

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Antonio Soccol descrive e raccionta la figura di Dino Vian, "Cavaliere della voga" che ha partecipato a tutte le edizioni della Vogalonga di Venezia...

Un napoletano alla Vogalonga

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Antonio da sempre me la menava con la Vogalonga. Tutte le volte che gli affidavano la direzione d’un nuovo periodico (o d’uno vecchio bisognoso di rianimazione) lui ci cacciava dentro un reportage sulla Vogalonga. Fotografie di Enrico Cappelletti. Una festa di colori, facce stravolte dalla fatica, occhi d’orgoglio, acqua, merletti di marmo, Venezia. Io già amavo Venezia. Come tutti. Venezia è patrimonio dell’umanità, dunque appartiene a tutti e a ciascuno. Un po’, anzi: parecchio di più ai veneziani. Che hanno inventato la Vogalonga innanzi tutto per ribadire il loro diritto al possesso della già Serenissima. E per attirare l’attenzione della pubblica opinione sui problemi della città ricamata sulla laguna e minacciata dall’acqua alta, dal moto ondoso, dall’invadenza di milioni di foresti che la percorrono, la calpestano, la insudiciano ma portano schei, soldi, valuta pregiata finché circolava la lira perché adesso circola l’euro che è valuta pregiatissima. Questa faccenda della Vogalonga mi intrigava

Un grande atto d'amore: il restauro della "Serenissima"

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Questa è la storia di un grande atto d’amore. Arrossendo un po’, l’uomo che l’ha vissuta, la definisce semplicemente “una scommessa”, come se in amore tutto non fosse sempre una tremenda e quasi improba sfida. Il restauro della “Serenissima” articolo di Antonio Soccol

Per un milione di colpi di remo di A. Soccol

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Vogando in due, alla veneziana si intende, su un "s'-ciopón", con un colpo di remi la barca avanza di un paio di metri. Se chi voga è forte ed allenato anche qualcosa di più. Per coprire cento metri ci vogliono circa trenta "vogate". Per fare trentadue chilometri ce ne vogliono quasi diecimila. Se poi i chilometri da percorrere sono complessivamente quaranta si arriva a dodicimila colpi di remo sull'acqua.