Gianni Agnelli fu un imprenditore e industriale italiano, amante del mare e delle barche veloci, ha più volte chiesto a Sonny Levi di realizzare barche per lui

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Gianni Agnelli al Salone: i cantieri devono ridursi alla metà. (1977)

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Gianni Agnelli di barche se ne intende. Ne ha avute parecchie. A vela e a motore. Ha corso in offshore e quando s'è ritirato dalle competizioni attive, ha chiesto a “Sonny” Levi di fargli una barca da diporto capace di precedere il vincitore al traguardo... così, per divertirsi un po'. Al Salone di Genova è venuto una mattina che non c'era molta gente ed è stato divertente gironzolare assieme per gli stand.
Ultima Dea Navaltecnica 1962

Le Barche Offshore di Gianni Agnelli - Renato “Sonny” Levi -

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Con queste parole Renato « Sonny » Levi spiega nel suo libro « Dhows to Deltas » come iniziarono i suoi rapporti con Gianni Agnelli. Rapporti che hanno portato alla costruzione di due famosi scafi da corsa “Ultima Dea” e “Ultima Volta” e poi -dopo il ritiro dell'industriale torinese dalle gare- del fast commuter “G. 50”, un'imbarcazione motorizzata con quattro motori entrobordo Vulcano BPM. Per leggere l'articolo, selezionare il titolo.

Ultima Volta - barca offshore - progetto Renato Sonny Levi

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Ultima Volta fu realizzata in lamellare, ma per la prima volta l'ing Levi utilizzò con successo il pioppo che è un legno molto tenero, ma incollato con le resine resorciniche nei soliti quattro strati incrociati a 45° tra loro diede risultati sorprendenti. La baca pesava 4,8 tonnellate ed era lunga 36,6 piedi con un diedro allo specchio di poppa di 25°