Surfury 1965 il famoso Offshore progettato da Renato “Sonny” Levi

Fiore all’occhiello della inesauribile attività del progettista Renato “Sonny” Levi.

“Surfury” 1965 Un Offshore stupendo

Surfury 1965 di Renato Sonny LeviQuesto progetto iniziato dall’ ing Levi nei primi mesi del 1965, rappresentò una tappa molto importante nella sua brillante carriera di progettista. “A’ Speranziella” fu per Levi la sua prima barca offshore ed aveva ceratamente detto qualche cosa di nuovo, generando tanti altri progetti interessantissimi e che tennero banco negli anni 60′ e 70′.

Surfury fu un progetto completamente nuovo ed entusiasmò molto al suo debutto la stampa, tanti appassionati ed addetti ai lavori, segnando una svolta importante nella brillante carriera dell’ing. Levi.

Tale progetto gli fu ordinato dai fratelli Gardner che volevano correre in Europa e fu adeguato alle disposizioni dell’UIM del’epoca, che poi divennero C1, ovvero classe C1, la sigla C significa cabinati, 1 è il limite massimo di 1000 cubic inch, 16,4 litri di cilindrata massima se a benzina, 32,8 litri se diesel.

Su richiesta di uno dei due fratelli Gardner si decise di istallarvi due motori Daytona montati a tandem, cioè uno davanti all’altro, accoppiati con un sistema V drive, in modo di avere un solo asse ed una sola elica. La potenza dei motori era di 1050 CV. Questi motori erano a quell’epoca i più potenti disponibili sul mercato.

Il diedro allo specchio di poppa era di 25 gradi. Questa scelta fu determinata dal fatto che l’eliminazione di un supporto asse e la relativa elica comporta un risparmio effettivo di potenza pari a circa 200 CV, che così potevano essere utilizzati come potenza attiva di spinta della barca consentendo sicuramente maggiori prestazioni velocistiche.

Comunque Levi non aveva mai adottato questo tipo di soluzione motoristica in tandem, pur sapendo che negli Stati Uniti d’America c’erano due barche che avevano montato due motori Daytona della stessa potenza e con la stessa trasmissione. Costruito in lamellare 4 strati in cedro da 6mm di spessore ciascuno, per un totale di 25,4 mm, la scocca fu realizzata in un unico pezzo dalla chiglia alla linea di cinta, lo stesso criterio fu adottato per la cabina relizzata in un pezzo unico. I longheroni longitudinali furono realizzati in abete rosso (spruce), mentre il ponte e gli interni erano in compensato marino.

Realizzata nei cantieri Souter di Cowesin in modo perfetto, fu varata nell’agosto 1965, meno di un mese prima della Cowes Torquay e pesava 4 tonnellate, un risultato straordinario per una barca cabinata di 11 metri. Esattamente la metà del peso rispetto all’Ultima Dea costruita appena tre anni prima.

La novità di Surfury fu rappresentata dal fatto che era la prima barca offshore ad adottare la carena Delta, già sperimentata da “Sonny” sulle imbarcazioni Levi 16 e Levi 17,5.

Surfury si piazzo terzo alla gara motonautica d’altura “Cowes-Torquay” del 1965 dietro al “Brave Moppye” di Dick Bertram ed il “Thunderbird” dell’altro americano Merrick Lewis, giunto secondo. In un primo momento, quando l’ing. Levi entrando nel porto della Cornovaglia alla guida di Speranzella Seconda giunta quinta assoluta, ebbe una grande delusione quando non vide al pontile riservato al vincitore Surfury.

Poi dopo aver parlato con i fratelli Gardner si rasserenò quando gli dissero che per un’avaria meccanica furono costretti a navigare con un solo motore per un bel tratto di gara, compromettendo il risultato. Comunque il riscatto venne il giorno dopo, quando Levi fu invitato dai fratelli Gardner a disputare la gara di ritorno da Torquay a Cowes insieme a loro con Surfury e cercare di vincere il trofeo “Bollinger Goblet” fatto da un gran numero di bottiglie di champagne Magnum.

Ovviamente Levi non si lasciò scappare l’occasione e una volta partito a tutta manetta dopo poco non avevano nessuno dietro alla loro poppa, dimostrando una stracciante supremazia.

L’anno successivo nel 1966 un’altra avaria meccanica dovuta al V-drive toglie a Surfury la soddisfazione di vincere la classica inglese. Al momento del guasto Surfury aveva un vantaggio di circa sedici minuti sul secondo, il “Ghost Rider” di Jim Winne.

Il 1967 fu per Surfury l’anno del successo che si attendeva dal suo debutto del 1965 ed arrivò primo davanti al “Delta Synthesis” dell’italiano Italo Gargiulo ed al Maltese Magnum di Don Aronow.

Nel 1968 Surfury vinse il Wills Trophy alla media record di 54,265 nodi stabilendo il record come prima barca al mondo che aveva superato in una gara i 100Km/h di media.

Fu ancora prima nella gara di Deauville e seconda a Torquay. Questo secondo posto della Cowes Torquay aveva un tratto di mare difficile denominato la Lyme Bay ed era una baia aperta verso Sud che si poteva percorrere su due rotte diverse, una più breve che pasava al centro della baia e l’altra sottocosta e più riparata ed era la più lunga.

In poche parole, mentre Surfury duellava con il Tornado di Balestrieri, poi affondato, percorrendo la rotta più breve, costretto a navigare in un mare molto formato, non vedendo altri avversari dietro loro, credendo di essere primi, mentre un’altra barca , il Telstarun 26 spinta da un Daytona e di Tommy Sopwith, approfittando delle favorevoli condizioni del mare sottocosta, riuscì ad arrivare a Cowes prima assoluta, mettendo in evidenza più che altro l’astuzia del pilota. Surfury comunque dimostrò che non aveva avversari con il mare agitato

Nel 1970 Surfury partecipò alla quinta Cowes-Toruay ed erano in gara molte barche con i gruppi poppieri entrofuoribordo MerCruiser, che garantivano una maggiore potenza ed il grande vantaggio di poter trimmare l’assetto. Surfury pur subendo peso e gli svantaggi detti, riuscì con la sua mole ad arrivare terzo a 10 minuti dal primo ed appena 4 minuti dal secondo.

Offshore Surfury 1965 1965Le dichiarazioni fatte da un autorevole giornalista inglese Jack Knight, affermò che Surfury a cinque anni dalla sua costruzione era la migliore barca del mondo, fecero molto piacere all’ing. Levi, il quale, nel suo prezioso libro “Milestons in my design”, afferma che non ha mai saputo la velocità massima di Surfury e quando la chiese a Charles Gardner (uno dei due fratelli proprietari della barca) egli rispose che era “sufficiente”.

Comunque Levi è certo che la massima velocità fosse di 58 nodi abbondanti.

Dopo la gara motonautica Cowes-Torquay del 1970 i fratelli Gardner ritirarono la barca dalle competizioni ed ora è esposta nel National Motorboat Museum a Basildon (Essex).

Surfury rappresentò con la sua carena Delta una svolta in tutti i progetti successivi dell’ing Levi che nella maggioranza ne furono caratterizzati.

Note:

  • Tutte le date e gli eventi storici trattati nel presente articolo, sono tratti dal libro di “Sonny Levi – Milestones in my Designs” p.g.c. autore
  • La foto sono tratta dal sito ad essa dedicato: www.surfury.co.uk

Altomareblu – Tutti i diritti riservati. Note Legali

 

Articoli Barche Classiche

Lascia un commento:

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.