Rivista Marittima – settembre 2015

Rivista Marittima sett 2015

Cacciatorpediniere lanciamissili ANDREA DORIA in navigazione

EDITORIALE Rivista Marittima

Davvero non si poteva sperare che durante l’Estate il flusso delle migrazioni verso l’Europa nel Mediterraneo potesse attenuarsi; non è certo questo il periodo in cui si fermano i viaggi via mare: le condizioni meteo marine sono infatti in genere ideali per le navigazioni e anche statisticamente negli scorsi anni in questi mesi percentuali degli arrivi dei migranti sono sempre state maggiori.

Quello che certo si poteva sperare era che le tragedie mare diminuissero proprio per via delle migliori condizioni meteorologiche e delle minori possibilità che si potessero verificare naufragi, ma così non è stato: le notizie di tragiche morti in mare si sono ripetute a periodica distanza di giorni dall’altra e sono avvenute anche in circostanze nuove e forse ancora più drammatiche: le persone trasportate dai trafficanti sui barconi sono infatti ogni giorno sempre di più ed ecco che a fine agosto sono state trovate 51 persone morte soffocate, intrappolate nella stiva di una imbarcazione che ne trasportava oltre 500.

Solo un paio di settimane prima per lo stesso motivo erano state ritrovati i cadaveri di 49 persone su un peschereccio vicino a Catania: viaggiare ammassati in una stiva di un barcone è dunque il rischio che si corre se il prezzo che hai pagato agli scafisti è troppo basso …. E queste tragedie sarebbero sicuramente superiori senza le operazioni di salvataggio in mare condotte dalle nostre unità navali, affiancate ormai da qualche mese anche da unità di altre nazioni europee. Basti pensare che l’operazione Mare Sicuro operante dal 12 marzo nel Mediterraneo Centrale con compiti principali di monitoraggio e sicurezza a tutela degli interessi nazionali, in circa 6 mesi di attività, oltre alla cattura di 350 scatisti, ha permesso di salvare quasi 100.000 migranti.

Il pensare che non effettuare operazioni di salvataggio diminuendo la presenza delle navi in mare potesse far diminuire questi flussi è ormai chiaramente smentito dai numeri, che non sono cambiati affatto da quando, ormai da un anno, si è conclusa Mare Nostrum e dai fatti, in particolare dall’enorme massa di migranti che stanno utilizzando l’altra grande rotta di migrazione verso l’Europa centrale, la rotta via terra attraverso i Balcani: i motivi principali delle migrazioni sono dunque da ricercarsi nelle condizioni di vita che offrono i paesi da cui i migranti/profughi partono e le situazioni di guerra in due aree in particolare: Siria-Iraq e Libia.

Quest’ultima è chiaramente l’area di più diretto interesse per il nostro paese, come analizzato all’interno della rivista nell’articolo del dottor Scalea dove, tra i tanti, due dati destano particolare interesse: il primo è relativo alla nazionalità dei migranti che partono, per via dell’attuale situazione di crisi, dalla Libia e che sono prevalentemente provenienti da paesi dell’Africa sub-sahariana, Eritrea e Nigeria su tutti; il secondo dato è che l’attuale aumento demografico dei paesi africani non è previsto che si arresti nel prossimo futuro e un paese come la Nigeria raggiungerebbe, secondo le previsioni, i 440 milioni di abitanti nel 2050 e il miliardo entro la fine del secolo.

Il complesso dei dati relativi agli incrementi demografici nel continente africano uniti a quello degli attuali flussi migratori e delle aree di crisi internazionali, sono sufficienti dunque a suggerire all’Europa di adottare al più presto una chiara e condivisa strategia in materia di immigrazione non solo per i prossimi anni, ma anche per i prossimi decenni. Alcuni avvenimenti, purtroppo negativi, sulla rotta dei Balcani, tra cui la tragica morte di oltre 70 migranti su un camion in Austria a fine agosto e la difficile gestione degli ingressi in Ungheria dei primi di settembre, sembrano aver dato una scossa al processo principalmente a seguito delle posizioni prese dalla Germania. Già l’Europa, su spinta dell’Italia, aveva progressivamente iniziato ad interessarsi più attivamente alla problematica in Mediterraneo e l’attivazione lo scorso maggio della missione Eunavformed in Mediterraneo Centrale a Comando italiano ne è testimonianza, ma ora c’è grande attesa per i prossimi vertici europei e per le decisioni che verranno prese su questi temi compresi i futuri sviluppi dell’operazione della flotta europea in Mediterraneo Centrale.

L’Europa sta curando da anni con grande attenzione settori strategici per il nostro futuro, quali quelli dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento, come l’interessante articolo sulla Flotta Verde nella sezione Tecnico-Professionale sta a dimostrare, a testimonianza dei positivi effetti di un indirizzo di carattere generale, valorizzato dalle singole istituzioni pubbliche, la Marina Militare in questo caso particolare. L’Europa è dunque in grado ed è chiamata a prendere nei prossimi mesi importanti decisioni in maniera responsabile e condivisa sul tema delle migrazioni, visto nella sua ottica più completa, ovvero non solo cercando di sanare la situazione esistente relativa alla suddivisione dei migranti/profughi, ma analizzando le cause strutturali del problema nei paesi di origine e affrontando con altrettanta incisività la questione nell’attuali aree di crisi, Libia e Siria principalmente; il tema, anche in considerazione di un America sempre meno attenta rispetto al passato a quanto avviene al di là dell’Atlantico, non è solo strategico ma forse addirittura vitale per l’Europa stessa.
Stefano Romano

Stefano Romano

SOMMARIO

PRIMO PIANOPANORAMICA TECNICO - PROFESSIONALERUBRICHE

10 Riflessioni sul Mediterraneo visto dall’Europa
Giulio Sapelli

18 La «Terza Guerra Mondiale a pezzi» e la «Bagarre
multipolare» – 2a parte
Mario Rino Me

28 L’emergenza migranti nel Mediterraneo e il
o Libico
Daniele Scalea

Immagine a

36 Il Grande Gioco della Turchia nel Mediterraneo
Andrea Marcigliano

40 Revisione della legge di «Programmazione militare» francese per il quinquennio 2015-2019
Renato Giocondo

46 Flotta Verde: una strategia energetica per la Marina Militare
Pasquale Tripodi

Immagine c

54 Il Modelling & Simulation nell’addestramento
della Marina Militare
Manuel Moreno Minuto

SAGGISTICA E DOCUMENTAZIONE
66 L’arsenale greco di Taranto
Mario Lazzarini

STORIA E CULTURA MILITARE
72 Civiltà militare

Enrico Cernuschi

Immagine b

82 La nascita della Marina inglese in età Tudor
Francesco Frasca

  • 89 Osservatorio internazionale
  • 101 Marine militari
  • 109 Nautica da diporto
  • 113 Scienza e tecnica
  • 118 Che cosa scrivono gli altri
  • 122 Recensioni e segnalazioni
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