Copertina rivista marittima Marzo 2011

Rivista Marittima – marzo 2011

EDITORIALE 

rivista-marittima-marzo-2011-locandina-abbonamenti-anno-1900Siamo in procinto di festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma al con tempo non possiamo abbassare la guardia: uno tzunami politico e sociale ha appena colpito il Nord Africa e gli effetti si stanno facendo sentire giorno dopo giorno. Occorre con sangue freddo riflettere sulla storia e la geografia. Lo sbarco di migliaia di migranti a Lampedusa, la guerra civile in Libia, il tramonto di Mubarak in Egitto ci rammentano ancora una volta che il nostro Paese è circondato dal mare e il ruolo geopolitico di cui ci dobbiamo fare carico dal 1861 ai giorni nostri ci è imposto, che lo vogliamo o meno, dalla nostra posizione geografica nel bel mezzo del Mediterraneo.

Da quando Garibaldi è sbarcato a Marsala abbiamo cessato di essere un insieme di piccoli Stati continentali e provinciali, ma pochi sono i commentatori e gli storici che nel descrivere l’epopea garibaldina guardano la carta geografica e si accorgono che di lì a poco sarebbe stato aperto il Canale di Suez. Solo alcuni si chiedono quali siano state le potenze che hanno ricevuto un beneficio dalla nostra unificazione e conseguente proiezione verso il continente africano e quelle che, invece, perdendo buona parte dell’antica egemonia sul Mediterraneo, hanno sempre tentato di recuperare l’antico «spazio vitale». Di tanto in tanto occorre rammentarci alcune banalità, ossia che il nostro Paese, per continuare a mantenere un certo benessere, deve trasformare materie prime giunte via mare, in prodotti destinati all’esportazione.

In effetti, nell’era della globalizzazione, l’ambiente marino e in particolare il Mediterraneo, riassumono un ‘importanza crescente ai fini dello sviluppo e del progresso, non soltanto dei popoli che vi vivono, ma anche di coloro che esercitano le loro attività a migliaia di chilometri di distanza in altri continenti, interconnessi attraverso una rete globale di flussi economici. Gli uni con gli altri passando attraverso i punti focali più importanti del mondo. Ben tre di questi punti focali si trovano nel Mediterraneo: lo Stretto di Gibilterra, il Canale di Suez e i Dardanelli. Un quarto punto focale particolarmente delicato in termini di sicurezza, si trova nell’area geopolitica del Mediterraneo allargato:

lo Stretto di Bad El Mandeb, che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano e che l’attuale crisi libica non ci deve fare dimenticare. Attraverso questi quattro punti focali passa buona parte delle ricchezze del mondo, tra cui circa 1/6 del quantitativo di petrolio che viaggia su tutte le rotte del mondo giornalmente. Si tratta di una concentrazione di flussi di merci, materie prime, prodotti finiti e idrocarburi, seconda soltanto al volume di traffico che attraversa lo Stretto di Malacca.

Occorre infatti riflettere sul fatto che nonostante l’enorme sviluppo delle comunicazioni aeree, la sempre maggior integrazione delle linee di comunicazioni marittime con quelle terrestri, il 90% dei traffici commerciali continua a svolgersi via mare, per il semplice motivo che i 3/4 della superficie del pianeta è lambita dal mare e buona parte della popolazione mondiale vive in una ristretta fascia costiera, profonda poche centinaia di chilometri. Dunque, dopo 150 anni, come fece nel 1893 il Colonnello dell’Esercito Italiano Cristoforo Manfredi, ragionando sui nostri interessi nazionali, dobbiamo ancora chiederci se vogliamo essere una potenza (media) continentale o marittima.
Patrizio Rapalino

SOMMARIO

PRIMO PIANO

  • Mondo Arabo: i cento giorni che potrebbero cambiare la storia
    Alessandro Corneli 11
  • Le dimissioni di Mubarak
    Stefano Cera 17
  • Il vento della rivolta soffia al Cairo
    Massimo Iacopi 23
  • Sicurezza e processi decisionali.
  • Teoria e pratica
    Mario Rino Me 27
  • Riflessioni metodologiche per una strategia di sicurezza nazionale (SSN)
    Umberto Gori 44

PANORAMICA TECNICO PROFESSIONALE

  • La strategia navale indiana: limiti e sostenibilità
    Pietro Batacchi 50
  • Attacco dal mare e operazioni expeditionary
    L’approccio della US Navy
    Michele Cosentino 60
  • Leadership e Comando
    Roberto Domini 75

SAGGISTICA E DOCUMENTAZIONE

  • Questione di metodo
    Enrico Cernuschi 78
  • Catalogna: un esempio da seguire
    Paolo Bembo 86
  • Herman Oberth e la Marina italiana
    Massimo Zamorani 96

STORIA E CULTURA MILITARE

  • L’affare de Sagallo – Tentativo russo
    Di insediarsi nel Mar Rosso nel 1889
    Carlo De Risio 109

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