Restauro Drago ex V 4000 GdF – I puntata

Restauro Drago V4000 ex motovedetta Guardia di Finanza

Circa un anno fa, il 26 febbraio 2009, informammo i nostri lettori che erano state assegnate due ex motovedette della GdiF, la V 4000 e la V 4011  (Assegnate V4000 Drago – V4011 ex motovedette della Guardia di Finanza), radiate dopo anni di onorato servizio.

Ho avuto modo di seguire personalmente le sorti del V 4000 Drago e dopo essere stata assegnata, sono costantemente informato su tutte le fasi di restauro, essendo in stretto contatto con i suoi due nuovi armatori, appassionati marinai ed incalliti velisti. Nasce spontanea la domanda: ma cosa c’etrano questi due velisti interessati all’acquisto di una ex motovedetta Drago?

C’entrano e come, perché uno dei due marinai in particolare,  letteralmente invaghito dalle linee del Drago e dai nostri articoli apparsi su Altomareblu, sia tecnici che storici, da circa due anni mi “martellava” chiedendomi insistentemente se ero a conoscenza di qualche  Drago – Levi in vendita…  Iniziai a fare una ricerca di queste unità in tutta Italia e meravigliato dall’esiguo numero di unità prodotte, scoprii che in totale ne furono costruite quindici, di cui dodici per la Guardia di Finanza in una versione che per praticità definisco Commander e tre da diporto.

Drago Commander

Procedendo nelle ricerche  delle unità in vita e naviganti, seppi che quelle della Guardia di Finanza, la versione Commander per intenderci, si erano ridotte a quattro unità rimaste in servizio, mentre le altre erano state cedute all’Albania nel quadro degli accordi bilaterali con il Governo Italiano. L’obiettivo era stroncare il traffico di bionde che partiva proprio dall’Albania, diretto verso le coste Pugliesi e che si concluse con un grande successo per le strategie vincenti portate a segno dalla Guardia di Finanza di cielo, terra e mare.

Drago V4000 ex motovedetta

Lo scorso anno, riuscii ad individuare il V4000 Drago dando ai due marinai – velisti la dritta giusta e dopo qualche settimana, con assoluta determinazione, acquisirono questa storica ex motovedetta che aveva prestato servizio presso la Scuola Militare della Guardia di Finanza di Gaeta.

Ho vissuto questo evento con grande soddisfazione personale, poiché queste unità di notevole importanza storica, sono testimonianza incancellabili che evidenziano le alte qualità professionali della nostra marineria, sia ingegneristicamente, che per le capacità artigianali di alcuni cantieri  costruttori di un tempo e che ormai non esistono più.

Inoltre, queste unità sono testimonianza di un patrimonio tecnico culturale che va assolutamente mantenuto in vita e tutelato.

Affido alle immagini una più eloquente visione dei lavori di restauro del Drago Commander, partendo dal momento in cui ha lasciato la sua base operativa della Scuola GdF di Gaeta.

Drago- Commander gdf-V4000 drago-ex-v4000-gdf

drago-V4000-timoni ad ombrello Drago-V4000-GdF

ex-v4000-trasferimento-in-cantiere

Il Drago  ex V 4000 GdF al momento della partenza e arrivo in Cantiere a Savona, inizio lavori di smontaggio armamento, motori, impianto elettrico, impianti idraulico, antincendio e demolizione di tutte le parti compromesse e comunque non recuperabili e sottoposta a tutti le necessarie opere di ricostruzione e restauro in tutte le sue parti e… appuntamento alla prossima puntata…

 

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4 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Valerio,

    ti ringrazio per la condivisione delle considerazioni in merito a questi fenomeni di abusi immotivati che devono scomparire del tutto.

    Dovrebbero essere invece introdotte tariffe nazionali uniche, circa le pratiche di immatricolazione delle barche e quant’altro, ai fini della equità e della trasparenza.

    Ogni proprietario di una unità navigante, qualsiasi essa sia, deve sapere chiaramente quanto costano gli adempimenti per essere a posto con le leggi vigenti della nautica da diporto. Invece, in nome della libertà imprenditoriale si lasciano i “cani sciolti” e povero il diportista che ci capita… sono tanti quattrini in più estorti senza motivazioni valide, pena navigare con i documenti non in ordine. Insomma, regna la formula: devi svolgere questo adempimento, anche banale? Paga e sarai accontentato!

    Il problema, però, sta proprio nel verbo pagare… che in parole povere si traduce in esborso spropositato di danaro, magari per l’ espletamento di una banale e semplicissima pratica che, se svolta direttamente dall’interessato, potrebbe essere anche a costo quasi zero. Si sa benissimo che il più delle volte gli interessati non hanno tempo e ricorrono ad agenzie dalle tariffe ingiustificatamente onerose e persone senza scrupoli che agiscono imponendo la loro legge…

    Un esempio: a Napoli immatricolare una ex m/v, escluso il titolo di proprietà, potrebbe costare intorno ai 2.400 €, mentre la stessa operazione fatta al nord potrebbe costare 7.000 €.. Nasce spontanea la domanda: perché tra nord e sud c’è una differenza così grande? Qualcuno direbbe: bella domanda… e non si può fare altro che evidenziare, partendo da un fatto magari banale, che questo è uno dei tantissimi esempi in cui si evince che la vera unità d’Italia non è mai stata realizzata nei fatti… e la realtà è cosa ben diversa… Basta guardare quello che accade intorno a noi per rendersene conto.

    Molte promesse di abolire enti inutili e fare in modo che determinati servizi a pagamento, sia pubblici che privati, abbiano costi contenuti o a zero euro, se svolti direttamente dagli interessati, magari on – line… si sono rivelate solo promesse o vere bufale…

    In questo periodo di grandi incertezze, specialmente nel settore finanziario nazionale ed internazionale, si sente parlare di rilanciare il settore nautico con questa o quella iniziativa, ma, tranne qualche esempio di imprenditoria privata, per il resto nulla di concreto, mentre l’amministrazione pubblica navigando con deficit di bilancio storici è concentrata sul come tamponare questi grossi guai, nulla è stato fatto per controllare i fenomeni speculativi evidenziati… ed all’orizzonte non vi è nessun cambiamento di rotta!!!
    Inaccettabile per un paese civile!!!

    Giacomo Vitale

  2. Valerio Suster
    Valerio Suster dice:

    Salve,
    riguardo alla considerazione del sig. Giacomo Vitale, volevo far presente che la penso esattamente allo stesso modo: non esiste che in un paese civilizzato come il nostro, invece di facilitare ed aiutare il cittadino, molte istituzioni si adoperano per l’esatto opposto, ossia per ostacolarlo in tutto e per tutto, con ogni mezzo, per rastrellare quattrini e renderci la vita impossibile.
    Questo esempio, per l’immatricolazione uso diporto di questa barca, ne è un esempio lampante.
    Riguardo al restauro.. ottimo lavoro! Che bella che è.. continuate così!
    Siete stati veramente fortunati ad aggiudicarvi questa splendida imbarcazione, un vero pezzo di storia, una pietra miliare della Nautica Italiana.

    Saluti

  3. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    I lavori di restauro totali di questa importante testimonianza storica della ex m/v Drago V 4000 GdiF procedono speditamente e la passione è tanta.

    Purtroppo, gli uffici RINA di Savona al quale si sono rivolti per l’immatricolazione della ex m/v i suoi armatori, hanno dato come risposta un comportamento al massimo della burocrazia pretestuosa ed ottusa.

    Infatti, questa ex motovedetta acquistata con la relativa documentazione in possesso della Guardia di Finanza, cioè del passaporto tecnico RINA rilasciato al momento dei primi collaudi e con il quale ha navigato per otre trentacinque anni dal relativo ufficio competente della zona di Gaeta (LT), non è ritenuto valido dal RINA di Savona, chiedendo una cifra astronomica per immatricolarla come imbarcazione da diporto, adducendo motivazioni pretestuose ed inammissibili.

    Siamo al massimo del ridicolo, un ufficio RINA del nord Italia che smentisce un’altro del centro Italia.

    Questa è la chiara dimostrazione che ogni Ente nazionale che dovrebbe avere un comportamento unico e coerente in tutta la nazione, si arrocca invece su posizioni singole e diversificate a secondo dei vari uffici competenti, come nel caso specifico e le motivazioni sono chiare e lampanti.

    Tutto ciò è una vergogna inaudita ed osta come al solito ogni appassionato che, come nel caso specifico, esegue un atto d’amore nel recuperare una imbarcazione come il Drago e viene mortificato, scoraggiato ed avvilito da questi comportamenti che hanno un solo scopo, quello di rastrellare quattrini dalle tasche di chi, anche con grandi sacrifici si dedica ad un restauro di una unità storica.

    Il teorema è il seguente:
    Vuoi navigare con la tua imbarcazione?
    Paga quello che ti chiedo e navigherai!

    Ai lettori le opportune deduzioni!

    Giacomo Vitale

  4. admin
    admin dice:

    Dopo aver visto un bellissimo restauro di un Drago Levi da diporto, questo nuovo recupero di una unità della Guardia di Finanza, ci riempie di gioia e fa ben intendere il valore di queste motovedette che hanno solcato i nostri mari, la passione degli armatori e dell’amore dei cantieri che operano nel recupero di queste fantastiche motovedette Levi.

    Sono curioso di vederlo in mare con la nuova livrea!!!

    A presto,
    Alex

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