di Giacomo Vitale

Continuano le fasi di restauro del Drago V4000 ex GdF e vi presentiamo di seguito le immagini della ricostruzione dei bagli e ossatura dell’ordinata di poppa, che era in condizioni irrecuperabili, visto il marciume presente di tutte le sue strutture che ne facevano parte.

Purtroppo tutto questo si è verificato perché queste unità venivano lasciate agli ormeggi o in secca per troppo tempo, senza proteggerle dall’acqua piovana che è un nemico acerrimo del legno lamellare.

Inoltre, non essendo stata trattata la struttura ed il lamellare stesso mediante laminazione con resina epossidica, lasciandola alle intemperie con conseguente accumulo d’acqua in sentina ed infiltrazioni dal ponte, hanno fatto degenerare il lamellare e le sue strutture di sostegno.

ossatura ponte di poppa in mogano paratia vano poppa e motore Montaggio ponte di poppa

Pitturazione vano poppa telaio dello specchio di poppa Ponte di poppa

Montaggio specchio di poppa Vano poppa trattato con epossidica e foglio lana vetro medio spessore Struttura ordinata poppa vista dall'interno

Prova assemblaggio coperchi motore pozzetto Coperchio vano motore insonorizzato Secondo coperchio vano motori

E’ importantissimo che il legno, nudo ed asciutto, con umidità relativa inferiore al 12%, sia laminato con la resina epossidica, allontanando per sempre il rischio di degenerazione del lamellare stesso, impermeabilizzandolo in modo che beva bene tale prodotto. Una volta che il legno si è completamente saturato, cioè quando non assorbe più la resina, vuol dire che il trattamento è penetrato bene in profondità nelle fibre del legno e la protezione è attiva, così che il legno lamellare sia annegato completamente nell’epossidica.

Ricordo e segnalo che nei periodi freddi è importantissimo aiutarsi con una pistola termica, con la quale riscaldare moderatamente la parte interessata e la stessa resina prima di applicarla. Infatti, durante questa fase di riscaldamento moderato, si può notare che la resina diventa fluida acquisendo la stessa  densità di un olio idraulico ed avendo preventivamente riscaldato, sempre con moderazione, il legno dilatandone le molecole, si applica la resina a pennello o con il  rullo, in mani successive, verificando dove beve di più, fino a quando al superficie risulta uniformemente coperta dall’epossidica. Le parti che invece non sono sature di resina epossidica, si evidenziano perché sono opache.

Questo fenomeno fisico e visivo, evidenzia che la superficie del legno ed il legno stesso nella sue parte intima, non è ancora saturo di epossidica. Insomma, ci vuole altra resina…

Appena l’ultima mano di resina diviene attaccaticcia, mediamemte dopo due ore a temperatura ambiente superiore ai 20° ed umidità possibilmene contenuta entro il 60% max, si può iniziare a spruzzare un isolante di fondo in un paio di mani, in successione.

Quindi una volta essiccate le due mani di fondo date di seguito per evitare la carteggiatura e qui occorre un po’ di maestria nello stendere l’ìsolante, onde evitare colature, si procede poi alla carteggiatura a secco. Importante in queste fasi usare maschere adeguate, ottime quelle della 3M ai carboni attivi, valide per polveri e vapori di pitture e vernici. Proteggere anche gli occhi con appositi occhiali… per evitare che siano investiti oltre che dalle polveri, anche dai micidiali vapori dei solventi…

Terminata la carteggiatura delle due mani di fondo, si procede alla stesura a spruzzo di tre mani di stucco poliestere bicomponente. Quindi, una volta essiccate le tre mani di epossidica precedentemente date, si procede con la levigatura mediane l’uso di opportune lime con supporto in legno sulle quali vanno sovrapposte diverse strisce di carta abrasiva di varie grane, in modo da mettere in piano tutta la superficie che si sta trattando.

Infine, verificato che la superficie è perfettamente trattata, si procede con la prima mano di pitturazione del colore scelto e poi le altre mani a finire secondo necessità.

Ritornando alle immagini del Drago V4000… parlano da sole. Certamente un restauro impegnativo e lungo che si sta eseguendo con pazienza e competenza, al fine di far riprendere il mare a questa storica pietra miliare della carriera di colui che l’ha ideata e disegnata: Renato “Sonny” Levi.

Di seguito un gruppo di immagini che riguardono gli apparati motori ed il lavoro di smontaggio.

Motore Isotta Fraschini 001 Motore Isotta Fraschini 002 Motore isotta Fraschini 003Motore Isotta Fraschini 004  Motore Isotta Fraschini 005 Motore Isotta Fraschini 006

Immagini relative allo stato di avanzamento dei lavori dell’opera viva e dell’opera morta:

murata a dritta - carena trattata con epossidica Murata a sinistra - opera viva Murata a sinistra di pruamurata a sinistra di prua e ponte Ruota di prua sinistra

Nella prossima puntata vedremo come sono avanzati i lavori della coperta, tuga e allestimenti interni.

(continua)