Il restauro di Budda Special – (IV puntata)

Budda Special vista da prua

Anche se non ne abbiamo più dato notizia volutamente, aspettavamo che il nostro carissimo amico Marcello, armatore del “famoso” Budda Special”, ci comunicasse l’evoluzione con la fine dei lavori di restauro di questo specialissimo offshore che sono puntualmente arrivate pochi giorni fa, anche se siamo sempre rimasti in contatto con l’appassionatissimo armatore a cui va onore e massimo rispetto per l’importante restauro portato avanti con competenza e nel massimo rispetto dell’unità progettata dal mitico Salvatore Gagliotta che ricordiamo con immenso piacere e nostalgia.

Lo splendido restauro della barca d’epoca “Budda Special” – Gagliotta

Budda Special sul carrello Bellissima vista posto di comando

Dopo aver restaurato lo scafo come abbiamo descritto nei precedenti articoli il “bello” è arrivato da quando siamo impegnati a rimettere a posto la parte meccanica. Marcello ci riferisce che partiva da alcune indicazioni dategli da colui che gli aveva venduto il “Budda Special” e che l’aveva custodito per ben quarant’anni.

Budda Special ruota timone in legno

Nell’analizzare la meccanica ed gli impianti semplici ma necessari per far navigare la barca si vide chiaramente che i piedi poppieri erano il modello 100, mentre i motori erano i Volvo Penta B20, che a detta del venditore erano dotati di ben quattro carburatori a motore.

Motorizzazione barca d’epoca “Budda Special”

Da alcune ricerche effettuate dall’armatore risultò che il Budda Special montava presumibilmente una coppia di motori Volvo Penta AQ 155 che oggi sono introvabili. Dopo un anno di assidue ricerche Marcello ha trovato una coppia di motori AQ 115 Volvo Penta con piedi 100 montati su una barca ferma da anni sul Lago Maggiore che ha acquistato revisionandoli totalmente ed effettuando una modifica sull’alimentazione. Ha così modificato il collettore di aspirazione del motore propulsore montando due carburatori Solex 44′ anziché uno e modificato i gomiti di scarico del collettore.

coperchi chiusi vano motori Bocchettoni carico benzina coperchi in plexiglass vano motori

I piedi 100 Volvo Penta sono stati revisionati tra molte difficoltà incontrate nel recepire alcune parti di ricambio che ormai da molto tempo non sono più presenti nei centri di assistenza e vendita ufficiale della Volvo. Pensate che la crociera di un piede l’ha trovata in Inghilterra..

motore sinistra

Nelle ultime fasi di lavorazione che hanno riguardato tutta la barca Marcello ha lavorato anche sull’estetica della stessa adottando soluzioni cromatiche molto belle.

Piedi 110 Volvo Penta

E’ stata ripristinata la timoneria originale realizzata con cavi di acciaio e relative carrucole. Per i coperchi dei motori sono stati fatti due stampi su quelli vecchi che erano in plexiglass e sugli stessi sono stati costruiti due nuovi coperchi da una azienda specializzata nella lavorazione del plexiglas.

pozzetto prua

Ricostruita l’impugnatura originale del volante,  è stato cromato e ripristinato il quadro strumenti originale Volvo montando gli strumenti controllo motori originali Volvo – VDO.

Quadro strumenti e leve Morse Quadro strumenti originale

E’ stato restaurato il doppio gruppo manette originali “morse”, facendo cromare le leve, mentre per il corpo che era purtroppo un po’ corroso, l’ho fatto prima levigare, quindi pitturare con aggrappante per metalli, successivamente è stata applicata una pittura a finire perché eccessivamente rovinato per essere cromato. L’effetto è quello di una gran classica dei suoi tempi, il sapore racing è evidente!

stupendo colore e vista da prua

Anche i bocchettoni di carico del serbatoio carburante sono stati cromati rispettando l’originalità del progetto Gagliotta.

vano motori coperta vano motori

Per gli ultimi dettagli da terminare manca solo il ripristino della parte idraulica dei flaps che, vista l’imminente VBV Legend a cui intende partecipare e la mancanza di tempo, non è riuscito ad ultimare.

timoneria cavo acciaio carrucole

Per il momento è proprio tutto e lasciamo la visione del lavoro eseguito alla visione ed al giudizio delle foto pubblicate nel presente articolo agli appassionati lettori.

 

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3 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Di nulla Marcello,

    è vero sono uno che si entusiasma facilmente alla vista di una barca offshore come la tua, ma c’è un particolare di non poco conto e che fa la differenza.

    Infatti, il gigante progettista Don Aronow di cui ricordo i successi degli anni ’70 ed oltre, parlando di Salvatore Gagliotta, che con “Budda Blitz” stupì tutti durante il Trofeo Napoli del 1967 ottenendo prestazioni paragonabili a quelle dei potentissimi bolidi americani, disse che era un progettista italiano di tutto rispetto e forse il più bravo di tutti…

    Per chi non lo sapesse è stato lui il progettista di “Budda Blitz” e della gemella “Budda Special” che Marcello Arlacchi ha rilevato e restaurato a regola d’arte, facendo rivivere un meraviglioso mito offshore della fine degli anni ’60 e sarà certamente emozionante per quelli che in quegli anni ebbero modo di vederlo combattere nelle gare del mondiale di allora insieme a tante notissime imbarcazioni offshore come il “White Tornado” che verrà appositamente dagli USA per partecipare alla “VBV Legend”.

    Una occasione unica da che gli appassionati potranno rivivere tutti insieme questo fine settimana intervenendo in gran numero al Raduno di una gara classica d’epoca che finalmente l’amico Marco Bertini insieme ad altri collaboratori è riuscito ad organizzare.

  2. Marcello
    Marcello dice:

    Grazie Giacomo per i tuoi appassionati articoli.

    Invito i lettori a vedere dal vivo il “Budda Special” al Primo raduno “VBV Legend” che si terrà a Viareggio dal 21 al 24 luglio, dove potranno ammirare anche lo splendido “White Tornado” appositamente venuto da Miami per tale evento.

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