Italcraft Drago – barca disegnata da Renato “Sonny” Levi

Barca Italcraft Drago

Stemma - logo - DragoQuesto articolo è una sintesi semplificata di un capitolo sul Drago scritto dall’ ing. Renato Levi sul suo libro “MILESTONES IN MY DESIGNS“.

Levi disegnò questa barca dopo tutte le sue esperienze fino a quel punto realizzate ed i calcoli appena conclusi del progetto Hidalgo che casualmente aveva la stessa motorizzazione.

Drago Open di Renato

DATI DI TARGA DRAGO

  • Lunghezza fuoritutto 13,00 m
  • Lunghezza al gallegiamento 9,90 m
  • Larghezza massima 2,62 m
  • Larghezza allo spigolo 2,28 m
  • Immersione 0,53 m
  • Diedro allo specchio di poppa 25°
  • Peso 6 tonnellate
  • Motori 2 x 370 HP D Cummins . (VT8-370-M)(Potenza all’asse 350 HP x 2)
  • Eliche di superficie
  • Carena Step-drive
  • Velocità max: 50 nodi

Le tabelle delle velocità e dei consumi di seguito indicate si riferiscono ai motori 2 x 370 Cummins.

Tabella Velocità Tabella Consumi

Altre motorizzazioni previste

DIESEL:

  • Motori Volvo Penta TAMD 70B da 275 x 2 (all’asse 250 x 2)

BENZINA:

  • Motori BPM Vulcano 2 x 450 HP
  • Motori Mercruiser 2 x 325 HP

Il Drago Italcraft nacque su precisa richiesta del progetto fatta a Levi dai fratelli Sonnino titolari del cantiere Italcraft di Gaeta che ne curarono la produzione. Fu la prima barca da diporto al mondo prodotta in serie con motori diesel ed eliche di superficie che raggiungeva i 50 nodi!!!

Un evento tecnico eccezionale per una barca da diporto radicalmente nuova che solo l’estro geniale di Levi permise di realizzare, rappresentando certamente un fiore all’occhiello importante in tutta la sua brillante carriera di ingegnere progettista.

Presentato al Salone Nautico di Genova nel febbrtaio del 1972, successivamente questo sistema di trasmissione fu brevettato nel 1973 con la dicitura “improvements in fast motor boats” che esprimeva esattamente quello che l’ingegnere aveva cercato di realizzare riuscendoci e cioè “incremento della velocità negli scafi a motore”.

Drago Italcraft Cantiri Gaeta

Drago: immagine tratta dal sito dell’ Italcraft

In Europa a metà degli anni Sessanta iniziarono a comparire sulle barche da corsa d’altura americane i gruppi poppieri e tra essi anche sul Settimo Velo Special della Navaltecnica di Anzio furono istallati due motori EFB Volvo Penta. Rispetto alle linee d’asse vi furono dei vantaggi con questi nuovi sistemi di trasmissione, ma la loro superiorità era ancora discutibile.

Indubbiamente il gruppo invertitore che gira insieme alle eliche da un buon comportamento in virata e soprattutto nelle manovre rispetto alle linee d’asse. Tuttavia la mancanza del meccanismo “power-tilt” che consente di trimmare (regolare) l’inclinazione del piede per variare l’assetto della barca le rendeva poco efficienti, senza considerare che tutta la parte che va in acqua, cioè i piedi con il loro contenuto di doppie coppie coniche, giunti, ingranaggi, cuscinetti reggispinta, ne facevano un oggetto pesante e troppo complicato da mettere sulla poppa delle barche.

Da non dimenticare che per quanto potesse essere stretta la scocca del piede che va in acqua, è comunque di considerevoli dimensioni e quindi produce una grande quantità di attrito (drag). Successivamente comparvero i piedi poppieri con la possibilità appunto di variare l’inclinazione del piede e quindi dell’asse di rotazione delle eliche, consentendo di variare l’assetto della barca, riportando così un successo rispetto agli altri sistemi di trasmissione della potenza alle eliche fin a quel momento adoperati.

Italcraft Drago vista frontaleLe varie prove fatte dall’ing. Levi con altri progetti di scafi offshore e da turismo super veloci realizzati gli fecero capire che le appendici rimanenti nell’acqua, oltre all’attrito, assorbivano una grande quantità di potenza e per raggiungere i 50 nodi di velocità massima assorbivano 150 cavalli circa a motore.

Per ottenere il risultato che il progetto Drago voleva raggiungere, tutte le appendici composte da assi e supporti dovevano assolutamente rimanere fuori dall’acqua e le eliche di superficie lavorare con mezza pala fuori dall’acqua e mezza pala dentro.

Giunto a queste deduzioni Levi doveva solo sperimentare in pratica tutto ciò sollevando l’asse dall’acqua in modo che, come già detto, solo mezza pala dell’elica rimanesse immersa generando la spinta attiva da imprimere allo scafo.

Dal progetto elaborato nacque Drago con una lunghezza di 42′ 8″ (13 metri) e 32’6″ (9,90 m al galleggiamento), con larghezza di 2,62 metri ed un diedro allo specchio di poppa si 25 gradi. In un primo momento Levi pensò di utilizzare una trasmissione a idrogetto, ma poi accantonò subito l’idea poichè capi subito che, per le caratteristiche di questo sistema non si sarebbe mai arrivati ai 50 nodi desiderati.

Il comportamento dell’idrogetto con mare formato è di molto inferiore a quello di un’elica di superficie. Inoltre, se è vero che il drag (attrito generato dalle appendici di trasmissione che in questo caso non ci sono) di una trasmissione ad idrogetto è diverso e non poco da quello di una trasmissione tradizionale, è anche vero che l’acqua deve essere aspirata dal sistema prima di essere gettata fuori con la pressione generante la spinta. Tutto ciò provoca uno spreco considerevole dell’energia disponibile ed è stato dimostrato in diverse prove.

Levi non sapendo l’esito dei primi collaudi del Drago, nel caso non avesse raggiunto i 50 nodi promessi, ipotizzò l’applicazione di ali mobili comandate da un sistema idraulico e poste lungo la linea di cinta della barca.. Questa idea serviva, in caso fosse necessario creare un sostentamento, calcolato in 640 chili che con l’apertura idraulica delle ali mobili doveva servire per innalzare la barca quel tanto che bastava per portare gli assi a far coincidere il loro centro di rotazione con il pelo d’acqua e quindi permettere il corretto funzionamento delle eliche di superficie che come sappiamo, lavorano con mezza pala fuori e mezza pala in acqua.

Tutto questo sistema non fu necessario, poichè dopo una serie di prove e di piccole modifiche alle eliche ed al timone, il prototipo realizzato raggiunse i tanto desiderati 50 nodi confermando la validità indiscussa del progetto che l’ing. Levi aveva realizzato.

L’evento fu pubblicato sulle copertine di vari periodici autorevoli quali:Drago Italcraft: vista da poppa

  • Nautica n° 119 gennaio 1972
  • forza 7 n° 00 1 gennaio 1972
  • YACHT SPORT gen. 1972

Le prove effettuate sul Drago dimostrarono che in quel caso le eliche di superficie garantivano un incremento di velocità del 19% e quindi per semplificare, rendendo più chiaro e lampante il grande risultato raggiunto dall’ing. Levi, con la stessa carena dotata di eliche immerse e quindi convenzionali, per raggiungere la stessa velocità ci sarebbero voluti ben 300 CV in più, visto che la maggiore potenza comporta un incremento del peso considerevole insieme al consumo ed alle emissioni nocive.

Da notare, concetto espresso testaulmente da Levi che, l’efficienza delle eliche di superficie era uguale in quel caso, a quella delle eliche sommerse.

Come precedentemente dimostrato, la diminuzione del drag dovuto al fatto che alla velocità di planata le appendici di trasmissione vanno fuori dall’acqua, lasciando solo le eliche di superficie a lavorare con mezza pala fuori e mezza pala dentro, la diminuzione dell’attrito comporta in realtà un risparmio di 150 CV per asse che essendo due fanno un totale di 300 CV, utilizzati così solo per la spinta attiva.

Drago della Guardia di Finanza

Drago: motovedetta della G.diF. V.4000
(immagine tratta dal sito della Italcraft di Gaeta)

La carena definitiva dell’Italcraft Drago venne presentato alla fiera di Genova nel febbraio del 1972 e nel 1973 venne riconosciuto a Levi il brevetto definito “step drive”, cioè tutto il principio della trasmissione che aveva creato e che portava come risultato l’incremento della velocità degli scafi a motore.

Nella primavera del 1974 sulla rivista Mondo sommerso l’ing. Levi descriveva alcuni degli elementi positivi che il suo brevetto step drive produceva, spiegando che questo termine da lui coniato si rifaceva ad un altro neologismo, lo “stern drive” che si riferiva al sistema di trasmissione entrofuoribordo, oppure il “V drive” che definisce la variazione della linea di trasmissione di una barca.

Le trasmissioni entro-fuoribordo o in linea d’asse a due motori mettono in evidenza che, nel caso di avaria di uno dei propulsori, la barca non riesce più a planare e le prestazioni si riducono drasticamente al lumicino e questo a causa del notevole drag che si crea per l’elica ferma ed il suo asse con il relativo supporto, o il piede con il suo invertitore.

Per comprendere a fondo questo problema basta rifarsi alle eliche a passo variabile o meglio abbattibile in uso sulle barche a vela che quando non usano il motore, avendo una velocità che difficilmente supera i 10 nodi, con questo sistema cercano di non far diminuire troppo la velocità impressa dal vento tramite le vele.

L’attrito di un’elica di superficie è ridotto alla sua metà inferiore. Da questo si ricava un altro vantaggio nelle motorizzazioni a più propulsori che da come risultato un maggior incremento della velocità, garantito dalla maggiore spinta impressa da ogni elica, ma poi subentrano dei limiti ad esempio:

una barca da 25′ (7,50m) ft dotata di due motori da 120 Cv cadauno può raggiungere i 35 nodi di velocità massima. Se a questa barca aggiungiamo un terzo motore di 120 Cv notiamo che l’incremento della velocità sarà di solo 2,5 nodi passando dai precedenti 35 ai 37,5 nodi, ovviamente con eliche tradizionali. E’ evidente che l’aggiunta del terzo motore con l’iuncremento del 50% della potenza si guadagnano solo 2,5 nodi.Il tutto si spiega con il notevole drag che il terzo piede aggiunto produce. Con le eliche da superficie la nuova velocità sarebbe stata di almeno 40 nodi.

Levi afferma, i vantaggi in termini di consumo delle imbarcazioni dotate di eliche da superficie, dovuti alla minore resistenza che esse producono una volta spinta la barca nell’assetto ideale di planata, con appendici fuori dall’acqua e riduzione della superficie bagnata, riducono i fenomeni di rollio e beccheggio. Le stesse velocità raggiunte con il sitema step drive di Levi, paragonate con quelle a trasmissione tradizionale, evidenziano l’utilizzo di un minore numero di giri e di potenza impiegata, che si traduce in economia sul consumo dei carburanti e la riduzione delle emissioni nocive.

Sezioni Ritratte dal libro di Sonny Renato Levi Come detto Levi afferma che le eliche di superficie hanno un notevole effetto riducente dei fenomeni di rollio e beccheggio.

Ciò si spiega in modo semplice, poiché in un movimento di rollio (rotazione a dritta o a sinistra di alcuni gradi, lungo l’asse longitudinale della barca) un’elica viene a trovarsi in posizione immersa, mentre l’altra progressivamente esce fuori dall’acqua provocando un automatico momento raddrizzante, partendo dall’attimo in cui l’elica si trova a essere immersa aumentando la propria spinta di potenza.

La lifting force, cioè la spinta di potenza è considerevole nelle eliche di superficie, poichè esse lavorano in condizioni ideali quando la loro metà inferiore è immersa generando la spinta attiva. Così, per esempio, se per effetto del vento o di un’ onda la barca rolla inclinandosi a dritta, l’elica di quel lato si porterà subito nella sua posizione ideale di equilibrio, mentre quella di sinistra finita inevitabilmente fuori dall’acaqua, non opporrà alcuna resistenza al raddrizzamento, generando così un movimento contrario a quello dello scafo che lo riporta in equilibrio. Ovviamente in una trasmissione tradizionale, verificandosi la stessa condizione di rollio ciò non accade ed entrambe rimangono immerse in acqua generando solo la loro spinta longitudinale.

Per quanto riguarda il beccheggio, la profondità alla quale lavorano le eliche varierà in funzione dell’assetto dello scafo e nel caso la barca si appoppata, le eliche risulteranno eccessivamente immerse, producendo immediatamente una spinta equilibrata verso l’alto sotto allo step, spingendo contemporaneamente la prua della barca verso l’accqua ripristinando l’assetto ideale generando un notevole effetto raddrizzante in senso longitudinale.

In caso contrario, cioè quando le eliche dovessero trovarsi entrambe fuori dall’accqua, diminuendo o cessando la spinta, si genera automaticamente un riallineamento della poppa, ruotando intorno al suo asse trasversale immaginario. Questo fenomeno si verifica anche con le eliche normali, con la notevole differenza che, per verificarsi ciò, la prua della barca deve essere notevolmente in basso verso l’acqua( insomma una condizione pericolosa).

Altro vantaggio del Drago legato alle prestazioni è la diminuzione dell’immersione dello scafo: il punto più basso è sempre la pala più bassa dell’elica o la lama del timone e questa immersione nello step drive si riduce alla metà del diametro dell’elica (nelle trasmissioni tradizionali questo valore è almeno una volta e mezzo il diametro dell’elica).La minore immersione si traduce in vantaggi per la carena ai fini della sicurezza, essendo così capace di non toccare i bassi fondali o investire oggetti semisommersi.

Levi aggiunge che, nonostante siano passati oltre venti anni abbondanti dall’ uscita del suo Drago con i suoi innumerevoli vantaggi nelle righe largamente descritti, i costruttori di oggi, invece di concentrare il loro interesse per veri problemi tecnici e per le loro soluzioni, realizzano solo barche alla moda per questo o quel particolare, insomma un puro fatto commerciale e basta.

Il Drago è stato certamente un grandissimo successo di “Sonny” Levi ed il fatto di essere stato in produzione per molti anni lo dimostra. Fu anche utilizzato dalla Guardia di Finanza in dodici esemplari, in una versione Commander, appositamente costruita su loro specifiche, per il contrasto alle attività illecite della malavita organizzata e nel caso specifico per la lotta contro il contrabbando delle bionde.

La Guardia di Finanza fece la conoscenza del Drago in un’operazione avvenuta nel 1973 in cui questa barca straordinaria fu requisita al Clan dei Marsigliesi, segnando il loro ingresso nel mondo del contrabbando delle sigarette.Verniciata subito con il colori della Guardia di Finanza, l’unità catturata entrò subito in servizio ed i Comando Generale della GdF, viste le altissime prestazioni di questa unità, ne acquistò dodici unità come detto, che furono utilizzate con successo.

 

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19 commenti
  1. Antonio
    Antonio dice:

    Sono in cerca di un Drago 13 mt da acquistare e restaurare.
    Chi mi può aiutare?

  2. Michele
    Michele dice:

    Salve, sono un modellista navale e sono un fanatico del mitico Drago della Guardia di Finanza. Mi piacerebbe poterlo riprodurre ma non riesco a reperire i disegni.

    Mi potete aiutare?

  3. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Ciao Saverio,
    mi ricordo benissimo di te e del tuo Drago Italcraft (Isola di Capri) che fino a qualche tempo era stato spostato in zona Castel Volturno.
    Circa il valore delle eliche, dipende molto dalle loro condizioni e non sono sempre utilizzabili per carene simili, poiché nel caso specifico sono state progettate per la carena del Drago dotata di quel tipo di motorizzazione (2 x 375 HP Cummins TD)e trattandosi di eliche di superficie, non facilmente utilizzabili su altre imbarcazioni, anche se con la stessa o simile motorizzazione.
    In effetti la valutazione offerta è molto bassa, ma posso dirti che sono anche eliche difficilmente vendibili, poiché di Drago navigante ne esiste uno solo al mondo ed è Il Desxy che si trova a Roma e che ho avuto l’onore ed il piacere di provare diverse volte, visto che il suo armatore è un carissimo amico. Inoltre, lui ha già una coppia di eliche di riserva Radice 18×26 pollici in mibral, quindi veramente difficili da piazzare.
    Cordiali saluti!
    Giacomo

  4. Francesco Saverio Scerbo
    Francesco Saverio Scerbo dice:

    Ciao, già un po di tempo fa vi contattai.
    Sono in possesso di un Drago Italcraft che è fermo da circa 10 anni in un cantiere di Napoli. Volevo chiedervi un consiglio: ho due eliche di superficie in ottone da vendere secondo voi quale potrebbe essere un buon prezzo orientativo?
    Un ragazzo di Bacoli che vende e ripara eliche mi ha detto che mi può dare 100 e per entrambe.
    Non penso che valgano cosi poco.
    Grazie

  5. Corrado
    Corrado dice:

    Ciao Giacomo,

    ho ammirato le foto del Rudy Santamaria di cui è stato completato il restauro ad opera tua e di Luca, è davvero un oggetto unico e raro, complimenti vivissimi per l’impegno ed il lavoro svolto con gran successo, immagino la gioia di Vincenzo.

    A presto ciao,
    Corrado

  6. admin
    admin dice:

    Angelo Campenni:

    il modellismo allo stato dell’arte.

    Chi lo conosce sa a cosa mi riferisco e di cosa sto parlando, non credo che a livello europeo e mondiale, esistano mlte persone come lui.

    Dopo anni, affascitato di un modello che vidi in fotografia, chiesi chi era stato quel folle ad aver realizzato un vascello di quelle dimensioni e con tutti quei particolari; immaginerete la risposta.

    Alex

  7. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Maurizio,

    è per me un piacere immenso ricevere queste tue testimonianze preziosissime per la ricostruzione storica di quello che sono state queste famose imbarcazioni progettate da Sonny Levi e per le storie di uomini ad esse legate a 360° ovviamente con una rilevanza particolare per voi delle Fiamme Gialle che con la Vs speciale preparazioone ed aggiungo con la passione per il mare ed il rispetto della legalità, le avete animate, scrivendo pagine di storia e storie che sono rimaste nel passato dimenticate e che invece io voglio ricordare pubblicandole qui sul web mondiale a disposizione di chiunque le voglia vedere, sapere e leggere.

    Ovviamente un grazie immenso a te per le preziosissime testimonianze che ci offri di cui ti sono immensamente grato ed a partire da questa sera, insieme con il mio sviluppatore SEO del blog Alex, abbiamo deciso di aprire una rubrica delle immagini dal vivo che ci invii sugli inseguimenti dei vari Draghi della GdiF che avrà un nome particolare…

    Tra qualche giorno tutti gli appassionati che si collegheranno a questo blog e che sono interessati alle prestazioni ed agli inseguimenti che i Draghi della GdiF hanno fatto durante la loro “carriera” potranno vedere con i propri occhi queste suggestive immagini che ci invii e spero invierai copiose….

    Certamente che per il Settimo Velo posso darti tutte le spiegazioni tecniche che vuoi ed avrei un piacere immenso nell’incontrarti di persona. Chi sa quante cose possiamo raccontarci e vorrei anche presentarti un modellista bravissimo a livello Europeo, Angelo Campenni, mio coetaneo ed amico d’infanzia, una persona veramente straordinaria, modellista completo che quando costruisce un modello lo esegue completamente in tutte le sue parti senza acquistare nessun accessorio già pronto.

    Angelo é espertissimo di navimodellismo storico, militare e civile e anche di modellismo navale dinamico ed è una persona che chi è appassionato di modellismo non può non incontrare e dal quale si possono imparare tante cose utili e nuove.

    Un caro saluto.

    Giacomo

  8. Maurizio
    Maurizio dice:

    Caro Giacomo sono Maurizio Santo e vivo in provincia di Lecce in un paesino molto vicino a Otranto.

    Sono un motorista della Guardia di Finanza e svolgo servizio presso la Sezione Operativa Navale di Otranto. Ho avuto fin da piccolo la passione per il mare e per le barhe e in particolar modo dei motori marini.Sono il figlio di un ex sottufficiale della Guardia di Finanza di mare che ha sempre lavorato in Puglia tra Bari, Brindisi e Otranto nel periodo in cui si fermavano le “bionde”.

    Dico che ha lavorato perchè adesso non c’è piu, è morto nel 1996.A lui devo la passione che ho per il mare e per la nautica.

    Ricordo che quando ero ragazzino, girando tra le carte di mio padre ho trovato dei piani di costruzione, e sfogliando quei grandi fogli fantasticavo immaginando avventure su quel motoscafo che tanto assomigliava a quelli di Napoli che venivano spesso fermati carichi di sigarette sulle coste di Otranto e che mio padre mi faceva vedere.

    I piani che mi facevano tanto fantasticare erano di una vedetta su cui ha svolto servizio mio padre quando era a Bari, un m.s.e. 59, un Settimo Velo con sigla 1152.

    Girando su internet ho scoperto il vostro sito e leggendo e ammirando le vostre foto mi sono reso conto che potevo contribuire anch’io ad arricchire il vostro blog con quel poco che ho ereditato da mio padre e che custodisco con grande amore e passione.

    Innanzi tutto sono in possesso dei piani di costruzione della motovedetta veloce di m 7,60 Guardia di Finanza “Settimo Velo” del 1965 e completi di descrizione tecnica, esponenti di carico, calcoli idrostatici e diagramma, velocità e consumi.

    Inoltre ho alcune foto della motovedetta di quegli anni insieme a tante foto di inseguimenti con i Draghi e foto attuali dei Draghi ex finanza.

    Anche foto del mio draghetto personale e nella prossima mail invierò le foto.

    Modello Drago Levi V 4000 G di F

    V 4000 Drago
    Guardia di Finanza

    Piano di costruzione: Associazione Naviomodellisti Bolognesi
    Materiale di costruzione: compensato, listelli di noce e betulla
    Accessori e particolari: ottone, rame e stagno (è stato tutto realizzato artigianalmente)
    Ho preso spunto dalla vedetta realmente esistente e dislocata presso la Scuola Nautica di Gaeta per la realizzazione dei particolari.
    Tempo di realizzazione: 7 mesi

    Drago Levi V 4000 modellino Drago Levi V 4000 modellino

  9. admin
    admin dice:

    Sempre bene accette le immagini Maurizio!

    Sono l’amministratore di sistema, Giacomo riceverà tutte le tue immagini all’indirizzo di posta del blog:

    info (@) altomareblu.com

    Attendiamo tutti ma come sempre… Giacomo vedrà in anteprima!

    Grazie,

    Alex

  10. Maurizio Santo
    Maurizio Santo dice:

    Vorrei farti vedere alcune foto che sicuramente gradirai se mi dici dove inviarle un contributo sicuramente indispensabile a completare l’argomento Drago.

  11. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Giovanni,

    ti ringrazio per avermi scritto e mi scuso per risponderti con tanto ritardo, ma solo adesso ho ricevuto questo tuo commento via e mail, poiché per errore era finita nello spam in modo automatico e stesso il sistema, automaticamente l’ha recuperata ed inoltrata a me.

    Per avere tutte le notizie di cui mi chiedi circa il MiniDrago puoi accedere dal blog con il link di seguito indicato che ti porta direttamente sull’articolo pubblicato in questo blog che parla appunto del MiniDrago:

    Italcraft MiniDrago; imbarcazione con carena step-drive

    Se hai altre domande da porgermi, non devi fare altro che scrivermi.

    Ciao.

    Giacomo

  12. Giovanni
    Giovanni dice:

    Salve, sono un appassionato di nautica ed ammiro le barche “irripetibili” varate negli anni 70 dal cantiere Italcraft.

    A tal propsito vorrei sapere qualcosa sul Minidrago e sulle sue velocità  e motorizzazioni,

    grazie
    Giovanni

  13. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Ciao Luca e ben ritrovato.

    Le riviste che dedicarono articoli e prove al Drago della Italcraft quando uscì furono diverse, ma per poter avere una copia del numero che a te interessa potresti rivolgerti al mensile NAUTICA ordinando il n° 119 del mese di gennaio del 1972.

    Specifica inoltre che sei interessato all’articolo ed alla prova del Drago. Se nelle loro rimanenze c’è questo numero da te ricercato, dopo aver effettuato un pagamento on line tramite carta di credito, oppure inviato l’importo tramite cc postale, ti sarà  successivamente recapitato al tuo indirizzo indicato.

    Comunque per i dettagli puoi consultare il sito di Nautica (nautica.it). Nel caso il numero da te richiesto fosse esaurito, la redazione di Nautica provvedere  ad inviarti la fotocopia dell’articolo da te indicato. Il prezzo è il doppio della copertina attuale.

    Per qualsiesi altra informazione. scrivimi quando vuoi e nei limiti del possibile cercherò di rispondere alle tue domande, ciao.

    Giacomo

  14. Luca Forzano
    Luca Forzano dice:

    Sei a conscenza su quale rivista c’è la prova del Drago normale o quello della Finanza? Grazie ciao Luca

  15. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Scusa dimenticavo di dirti che la valutazione di mercato del Drago e del Delta – Levi 38 è uguale e cioè 100.000 €.

    Ovviamente le barche devono essere in ottime condizioni generali, naviganti e complete di tutto l’armamento necessario e che si rifà  alle caratteristiche costruttive dei rispettivi cantieri che le hanno costruite.

    Da tener presente che tali valutazioni sono molto attendibili, ovviamente condizioni impeccabili delle imbarcazoni in causa possono portare ad un aumento della valutazione, ma in valori ragionevoli e non assurdi (+20 – 30 % dalla valutazione di base indicata).

    Se vi sono poi interventi a effettuare, devono essere relazionati, quantificati e detratti dal valore di base indicato. Insomma fatti guidare da un perito del settore se non hai le competenze per valutare la barca che stai acquistando.

    Ciao

  16. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Ciao Luca, come promesso ho cercato di trovare un Drago dell’ Italcraft usato, ma purtroppo senza esito. Ad ogni modo ho dei punti di riferimento che sicuramente mi faranno sapere nel caso vi vosse un Drago in vendita, ma consentimi di farti una segnalazione per un Delta-Levi 38 step-drive, con eliche di superficie.

    Se vai su Delta 38 in Vendita pagina dell’usato Levi, si apre la pagina con una serie di bellissime foto di questa imbarcazione; La barca si trova a Napoli.

    Ti spiego brevemente questa barca è nata dopo il Drago ed ha la carena simile, però dal punto di vista funzionale è migliore, poichè pur essendo lunga 13 m come il Drago più larga (2,62 m il Drago) di circa un metro (scusami non ho la misura precisa) e questo ha permesso una distribuzione più razionale degli interni. Raggiunge i 40 nodi di velocità  massima ed il modello segnalato ha due motori Aifo da 500 HP cadauno.

    Certo non raggiunge i 50 nodi del Drago, per la differenza della larghezza ed il peso che comunque le permettono di raggiungere i 40 nodi detti. Ad ogni modo le considerazioni da fare sono due:

    Se vuoi il Drago per le sue elevate prestazioni velocistiche e conseguente minore abitabilità .

    Oppure vuoi il Delta-Levi 38 per ottima velocità di punta e grande abitabilità  per interni ben distribuiti. Cosa non da poco se intendi usare la barca per crociere di diversi giorni e con diverse persone come ospiti, visto i suoi comodi sei posti letto totali.

    Insomma valuta le diferenze e comunque vai tranquillo in entrambi i casi, poichè sei di fronte a due spettacolari barche dalle grandi prestazioni anche con mare formato fino a forza 3-4.

    Questa barca l’ ho trovata navigando su internet, pertanto non la conosco da vicino, ne il suo proprietario. Comunque è sempre bene farsi accompagnare per l’acquisto da un professionista di fiducia abilitato che esegue perizie su questa tipologia di imbarcazioni. Questo a tutela dei tuoi interessi ed anche di chi vende.

    Mi sono permesso di esprimerti una mia semplice opinione che puoi anche non prendere in considerazione.
    Per qualsiesi decisione segui quanto tu desideri realizzare e per qualsiasi informazione contattami quando vuoi, sperando di averti dato dei buoni spunti.

    Giacomo

  17. giacomo
    giacomo dice:

    Ciao Luca, grazie per avermi contattato.

    Ti rispondo subito: non so chi oggi ne produce ancora qualche esemplare, come scritto dall’ ing Sonny Levi sul suo libro “Milestones in My Designs” ed al momento non sono a conoscenza se ce ne sia qualche esemplare in vendita.

    Mi informo e ti dico sulla replica, ma forse sarebbe meglio comprare un bell’esemplare usato. Non sono facilissimi da trovare, ma potrebbe capitare.

    Devi solo avere pazienza, poichè sono pochi giorni che i miei articoli sono in linea. Certamente appena saprò di qualche Drago in vendita ti informerò.

    Scrivimi quando vuoi.
    Giacomo

  18. Luca Forzano
    Luca Forzano dice:

    Ho letto l’articolo e mi è piaciuto sono curioso di sapere se è vero che c’è un cantiere che lo ricostruisce perche sare interessato a comprarne uno nuovo o usato se sopete dove trovarlo vi sarei grato.Luca Forzano

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