Noi, la nautica di Paolo A. Di Muro – Editrice Effemme

EFFEEMMELa prima pagina di controcopertina recita testualmente:

“Paolo Di Muro, giovane ingegnere laureato presso il Politecnico di Torino e l’Università di Chicago, appassionato cultore di barche e letteratura, ha collaborato con alcuni dei principali nomi della cantieristica mondiale, progettando imbarcazioni a motore. Attualmente si occupa di sistemi di propulsione per una importante azienda tedesca. Dall’amore per il mare, nasce il suo primo libro dedicato alle figure mito della nautica”.

Figure che, in rigoroso ordine alfabetico, sono: Bruno Abbate, Tullio Abbate, Michael Aronow, Astillero Astondoa (Jesus Hernandez), Dickie Bannenberg, Fabio Buzzi, Guido Cappellini, Tony Castro, Norberto Ferretti, Angelo Lattardo, Lazzarini & Pickering, Renato Levi, Paolo Molinari, Matteo Nicolini, Nuvolari & Lenard, Bernard Olesinsky, Horacio Pagani, Michael Peters, Massimo Radice, Carlo Riva, David Scott, Paolo Vitelli, Windy (Knur Heibarg Andersen).

Di Muro ha intervistato tutti questi personaggi (i due nomi riportati fra parentesi corrispondono a quelli dei responsabili dei due cantieri) ponendo più o meno a tutti le stesse domande: “Come ha cominciato?”; “Anche le leggende hanno dei maestri. Chi è stato il suo?”; “Qual è secondo lei il segreto della velocità in mare?” eccetera.

Ne è, così, uscito un libro che è una importante panoramica ma anche un confronto piuttosto vivace e interessante, non privo di sorprese. Per esempio: Michael Aronow (figlio del famoso Don Aronow) e Fabio Buzzi che indicano in Renato “Sonny” Levi una sorta di loro maestro in fatto di progettazione.

Buzzi lo definisce:

“un progettista capace che ha avuto delle intuizioni, purtroppo in anticipo sulle possibilità tecniche di quel periodo. I suoi progetti necessitavano di rapporti peso/potenza impossibili da ottenere con barche in legno: ho potuto farlo io più tardi, utilizzando anche delle sue idee, con i compositi”. Mentre Aronow dichiara: “I progetti di “Sonny” Levi sono sempre stati i miei favoriti. Avevano il dono di una bellezza speciale e un fascino che raramente hanno avuto altre barche.”

Si trovano anche affermazioni un po’ opinabili dal punto di vista storico come quella di Bernard Olesinski che garantisce:

Ray Hunt fu il padre della carena a V e “Sonny” Levi fu il padre della forma Delta”.

Una ricostruzione po’ strana considerando che, quando era ragazzino, lavorava nel cantiere del padre dove si producevano i “Trident” da 23 piedi, disegnati proprio da Levi… con 25° di diedro allo specchio di poppa.

Il punto critico di questi lavori editoriali è sempre dato dalla scelta dei “personaggi” da inserire nell’elenco (oltre che dalla loro disponibilità a collaborare all’inchiesta). Quello proposto dall’autore di “Noi, la nautica” è di certo interessante ma non esaustivo né, per ovvi motivi, poteva esserlo. Però riesce un po’ difficile non trovarvi alcuni dei nomi più determinanti della storia nautica italiana: da Pietro Baglietto (ora scomparso, ma non ancora al momento della stesura del libro) a Angelo e Renato Molinari, da Angelo Vassena a Franco Harrauer, da GB Frare a Paolo Caliari. Tanto per fare i primi nomi italiani che mi vengono in mente. Così come stupisce l’assenza di cantieri-mito come Chris Craft, Bertram, De Vries, Nautor (Swan), Pisa, Picchiotti, Italcraft eccetera.

Speriamo sinceramente, per il futuro, in una seconda puntata perché questa prima ha indicato un criterio molto interessante affinché alcune affermazioni, alcuni episodi e alcune teorie diventino “storia” ufficiale della nautica e del mare.

Un libro importante. Da leggere per capire.

  • Titolo: Noi, la nautica
  • Autore: Paolo A. Di Muro
  • Rilegatura: brossura a filo refe
  • Pagine: 258
  • Formato: 13,5 x 21 cm
  • Anno: 2007
  • Prezzo: € 20,00
  • ISBN: 978-88-87321-45-6
  • Distribuzione & Promozione: Messaggerie Libri Spa

Contatto:
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