Restauro di un Roar 35 – Storia di un amore sbocciato all’improvviso

Vi raccontiamo la storia di questo Roar 35, così come descritta dal suo armatore:

Dopo tanto pensare avevo deciso di acquistare una barca ed il mio primo dubbio era acquistare un’imbarcazione in condizioni apparentemente ottime, spendendo svariate migliaia di Euro (non escludendo sorprese spiacevoli), oppure cercare un’imbarcazione da restaurare e sperare di ottenere un prezzo più contenuto?

Dopo aver scandagliato molte darsene e fatto tesoro delle esperienze dei miei amici, spesso vittime di acquisti poco piacevoli, decisi di acquistare una imbarcazione da restaurare, per poi sistemarla a mio piacimento. A fine estate del 2006 mi trovai davanti ad una imbarcazione dei Cantieri del Garda. Era un Roar 35’… il mio primo commento dubbioso fu: “una barca in legno? Non la voglio neanche se me la regalano!”

Roar 35 al momento dell'acquisto Roar 35' al momento dell'acquisto - poppa Roar 35 all'acquisto vista a dritta

Roar 35 all'acquisto vista a sinistra Roar 35 all'acquisto vista posto comando Roar 35 all'acquisto vista accesso al vano di poppa

Per fortuna i miei genitori, che erano con me nello stesso momento in cui la vidi mi dissero: cosa ti costa andare a vederla? (sottolineo che anche loro sono degli appassionati di mare) e così salii nell’imbarcazione. Non credevo ai miei occhi ed in pochi istanti mi innamorai perdutamente… e come spesso capita, i miei genitori, con la loro passione ed esperienza di vita vissuta, avevano ragione. Intanto più guardavo quella barca e più mi innamoravo di lei e la mia mente volava a mille all’ora immaginando già come poteva essere allo stato finale!!! Insomma mi ero invaghito di quel Roar 35′!

Passata la prima fase di quel letterale “colpo di fulmine” ed avendo deciso che quella era la barca che faceva al mio caso, iniziarono le riflessioni sul cosa fare e come farlo. Insomma iniziai a prendere coscienza sul da farsi. L’imbarcazione era ferma da parecchi anni, non era in piacevoli condizioni, ma nulla mi fermò. Contattai il proprietario e la acquistai senza nemmeno preoccuparmi se i motori andassero e del loro effettivo stato. Sottolineo che il precedente proprietario di questa imbarcazione ne era in possesso da circa diciassette anni ed è una signora squisita, che tuttora ringrazio per la sua gentilezza e per avermela venduta.

Lavori eseguiti nel 2007:

  • Sostituzione dei cuscini interne ed esterni con nuovi
  • Sostituzione tappeti interni con nuovi
  • Sostituzione Tendalini con nuovi
  • Installazione caricabatteria nuovo per batterie di servizio
  • Verifica opera morta e opera viva di tutta l’imbarcazione con le eventuali ritocchi e riparazioni
  • Pitturazione delle sentine
  • Riverniciatura dei pagliolati interni ed esterni
  • Trattamento a tutto il teak interno ed esterno
  • Sostituzione delle batterie
  • Verifica generale funzionamento impianto elettrico e di tutti gli apparati elettronici
  • Fatta manutenzione ai motori
  • Raschiatura della vecchia antivegetativa
  • Sostituzione di tutto il tientibene
  • Installazione nuovo Boiler acqua calda

Dopo un inverno di duri lavori con l’aiuto di mio padre e di mia madre, siamo riusciti a portare a migliore vita questa imbarcazione.

Arriva il grande giorno… il varo!! Ricordo ancora il giorno preciso 16 Aprile del 2007 . L’emozione era alle stelle!!

Varo Roar 2007 Varo Roar 35 - 2007 Roar 35

Non sono mancati i festeggiamenti e il brindisi assieme a tutti gli amici della darsena.

Trascorsa una stagione con la famiglia e dopo aver apprezzato le doti di navigazione, decisi di portare l’imbarcazione in un cantiere per un restauro approfondito.

L’imbarcazione viene trasferita via fiume presso il Cantiere Nautico Perini Eugenio di Loreo (RO), dove, a partire dall’11 ottobre 2008 vengono eseguiti i seguenti lavori:

Fiancate:

  • Carteggiatura generale a carta grossa
  • Stuccatura a rasare
  • Carteggiatura
  • Prima mano di fondo con epossidico
  • Carteggiatura fine
  • Prima mano di fondo poliuretanico
  • Due mani di smalto
  • Carteggiatura media della poppa con tre mani di flatting
  • Carteggiatura teak plancetta

Preparazione restauro del fondo da pitturare Fasi di lavorazione restauro opera morta opera morta a sinistra restaurata

Opera morta pitturata e completa Opera morta a restauro completato

Carena:

  • Raschiatura a legno con fiamma
  • Verifica stato carena
  • Carteggiatura grossa ad eliminazione stucchi
  • Due mani di fondo epossidico
  • Stuccatura generale e carteggiatura
  • Quattro mani di fondo epossidico
  • Una mano di primer e due mani di antivegetativa

Lavorazione dell'opera morta e della carena Levigatura della carena portata a legno e poi laminata con epossidica Fasi di lavorazione carena

Coperta e sovrastrutture:

  • Carteggiatura generale teak
  • Carteggiatura media sovrastrutture in bianco
  • Stuccature varie
  • Una mano di fondo epossidico
  • Carteggia tura fine
  • Una mano di fondo poliuretanico
  • Due mani di fondo poliuretanico
  • Due mani si smalto bianco

carteggio del ponte di prua Ponte di prua ultimato Ponte di prua Roar 35 Roar 35 Ponte di prua

Pozzetto:

  • Nuova cucina esterna a due fuochi con installazione nuovo frigorifero.
  • Cruscotto completamente rifatto
  • Rifatto l’impianto elettrico cruscotto con inserimento di magnetotermici al posto dei tradizionali fusibili
  • Pitturazione divani

Smontaggio impianto elettrico fasi lavorazione ponte di comando montaggio impianto elettrico quadro comandi

istallazione nuovo quadro elettrico generale Mobiletto plancia comandi in lavorazione Mobiletto plancia comandi e strumentazione comletato. a

Mobiletto plancia comandi e strumentazione comletato. b Vista di insieme mobiletto quadro comandi e quadro elettrico Quadro comandi a

dettaglio quadro comandi Posto di comando accesso in cabina

Creazione mobiletto cucina frigo a Creazione mobiletto cucina frigo b Costruzione mobiletto frigo c

Mobiletto cucina frigo d dettaglio mobile cucina frigo ultimato Pozzetto

Costruzione struttura di supporto divano pozzetto ad L Divano pozzetto ultimato pozzetto divano ad L e tavolo abbassabile pozzetto vista divano tavolo accesso al vano di poppa

Motori:

Motori a Motori b

Ditta Costruttrice: AIFO

  • Tipo: Entrobordo Turbo Diesel
  • Potenza Massima di esercizio: 220 X 2 CV a 2600 giri/minuto
  • Cilindrata:7400c.c.
  • Velocità di crociera: 19 nodi a 1800 giri/minuto
  • Velocità massima : 27/28 nodi a 2600 giri/minuto

Lavori eseguiti:

  • Revisionato motorini di avviamento e alternatori
  • Sostituito tutti i manicotti in gomma con nuovi
  • Revisionati intercooler
  • Sostituzione boccole assi
  • Sostituzione soffietto scarico motore sinistro
  • Sostituzione baderne assi
  • Sostituzione zinchi circuito acqua
  • Sostituito olio motore, filtri olio, filtri gasolio e cartucce
  • Sostituito olio invertitori
  • Sostituzione di tutti i zinchi
  • Bilanciamento eliche

Smontaggio Scambiatore di calore a Smontaggio Scambiatore di calore b Sostituito manicotti e assemblato scambiatore di calore

Interni:

  • Installazione nuovo condizionatore caldo/freddo 9000 Btu con raffreddamento ad acqua di mare

Accessso alla cabina di prua cabina interni Interni b Vista interni c Interni lato cucina

Varie:

  • Staffe porta gommone su plancetta a chiusura completa
  • Sostituito vetri parabrezza con plexiglass colore fumé
  • Sostituzione antenna VHF con nuova
  • Installazione nuova antenna GPS cartografico
  • Installazione inverter 2500Watt nuovo
  • Sostituzione plexiglass passo d’uomo cabina prua
  • Sostituito prese aria motori su fiancate
  • Nuovo impianto 220 Volt su tutta l’imbarcazione.
  • Sostituzione serbatoio acqua e verifica di tutto l’impianto

Fase di creazione staffe in acciaio inox chiudibili per supporto tender con chiglia in vetroresina.

fasi creazione staffe acciaio inox chiudibili per supporto tender staffe èer supporto tender

Arriva così l’11 maggio 2009, una data memorabile per questa fortunata barca che, dopo un refitting accurato, riprende il mare per nuove avventure!

Imbarcazione ultimata Trasporto con carrello per il varo

11 maggio 2009 data memorabile del varo Roar 35 denominato Roar 80

Ci sono voluti ben sette mesi di lavoro, ma ne è valsa la pena!!

Ora l’imbarcazione si trova A Chioggia nella laguna di Venezia e gode di ottima salute.

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13 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Salve Davide,
    mi dispiace comunicarti che la barca di cui chiedevi è stata venduta!!
    Grazie per averci contattato.
    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  2. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Salve Davide,
    fino a qualche tempo fa la barca era in vendita, adesso non so. Tuttavia, mi informo presso il suo armatore e appena avrò notizie ti risponderò.
    Grazie per averci contattato. Cordiali saluti.
    Giacomo Vitale

  3. davide
    davide dice:

    Salve vorrei sapere se è in vendita. La barca ha il tender l’auto gonfiabile il carica batterie le batterie .

  4. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Dear Tihomir,
    where to place the water tanks of a boat depends on the space you have available, the current positioning of the engine and how it has balanced running the boat.

    Usually the hulls as those of the Roar, sailing in glide slightly with the stern down and the bow raised, for which the tanks can be mounted before the engine compartment, Coe in bilges port and starboard that correspond to the cabin. In this way you will not weigh down the rear of the hull, already burdened by the weight of engines, fuel and passengers and if the only water tanks or water tank can be installed in the bilge that corresponds to your locker which is located immediately after , going towards the stern, the stem. In this way, in tanks filled with water, browsing with more passengers, it contributes to lower the bow and favor the glide.
    Thanks for writing.
    Gicomo Vitale

  5. Tihomir
    Tihomir dice:

    Hi, I live in Croatia and two years ago i found a old Roar 35 and now i want to make a reconstraction because the boat is not in the best situation. i have one question, where can i plase the water tanks. Thanks a lot for your answer
    Tihomir from Zadar

  6. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Rosario,
    nel ringraziarti per quanto riferisci di AMB per la sezione restauro che curo personalmente, premetto che il legno deve essere ben lavato, sgrassato e sciacquato, esente il più possibile da residui di salsedine che creano nel lungo termine antipatiche macchie sul legno, dovute anche ad umidità intrappolata nei vari strati di compensato o legno massello della carena. E’ questo un classico delle barche Riva e similari che sono costruite con lo stesso procedimento ed in tre strati incrociati di compensato i primi due, di massello sottile l’ultimo strato a vista.
    Nel tuo caso se si tratta di mogano che deve rimanere a vista, in considerazione del fatto che la tua barca possa avere un discreto numero di anni sul groppone, per uniformare il colore del compensato di mogano, dopo le fasi di pulizia ed asciugatura, con umidità relativa del legno che deve essere contenuta entro il 12% o meno, per uniformare il colore si può passare un impregnante mogano. Per intenderci si tratta di un comune impregnante di ottima qualità che si usa anche per esterni ed interni di case in legno, infissi ecc.. Va mescolato bene prima dell’uso e deve essere steso in modo veloce ed uniforme, in modo da impregnare bene il legno, limitandosi a far “bere” la giusta quantità di prodotto necessaria alla sua impregnazione e protezione. Quindi, una volta che l’impregnante si è asciugato bene, con temperatura di 20° una decina di ore sono sufficienti, puoi fare due, meglio tre passate di vernice lucida o satinata, a spruzzo o pennello appositamente diluita in prima mano a spruzzo 60% vernice e 40% diluente – seconda mano 80% vernice e 20% diluente – ultima mano 90% vernice e 10% diluente. In prima mano a pennello 60% vernice e 40% diluente – seconda e terza mano 80% vernice e 20% diluente. Per una maggiore protezione si possono fare anche 6 – 10 mani sia a spruzzo che a pennello.

    Tuttavia tre mani sono il minimo indispensabile per una buona protezione del legno. Tra una mano e l’altra una volta asciugata occorre carteggiare con carta abrasiva 200 o più in modo che lo strato di pittura successivo aderisca bene. Spolverare bene con un panno o carta morbida e soffiare con aria compressa prima di applicare la mano successiva. Si può anche passare un po’ di carta morbida appena imbevuta di diluente sintetico con un’ottima rimozione di qualsiasi granello di polvere, garantendo una mano di vernice bella lucida ed esente da impurità. E’ preferibile, quando si procede a spruzzo bagnare con un po’ di acqua il pavimento dove si sta verniciando in modo da non alzare polvere. Se si opera esternamente non verniciare mai a temperature inferiori ai 20°C. e umidità contenuta massimo al 60%.
    Per qualsiasi altra domanda sono a disposizione.
    Un cordiale saluto,
    Giacomo Vitale

  7. Rosario
    Rosario dice:

    Complimenti per il restauro di questa imbarcazione davvero bella. Anche io sono un appassionato di barche ma vorrei un ottimo consiglio da voi perché sicuramente avete molta più esperienza di me :).
    Dovrei pitturare alcune parti all’esterno poste quindi alla luce del sole e alla salsedine ma non so se usare un impregnante a cera oppure un impregnante all’acqua passando successivamente con qualche mano di flattin.
    Cosa mi tocca fare? Arrivederci e una buona giornata a tutti :).

  8. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Tiziano Orlando,
    il suo quesito è stato comunicato automaticamente al proprietario del Roar 35, di cui all’articolo a cui Lei fa riferimento e restiamo in attesa della risposta che provvederemo a pubblicare appena ci perverrà.
    La ringraziamo per aver i contattato.
    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  9. Tiziano orlando
    Tiziano orlando dice:

    Buondì e complimenti per i lavori eseguiti!
    Può darmi info circa i supporti per il tender? Non capisco come siano istallati e come funzionino.
    Se potesse mandarmi delle foto sarebbe meglio!
    Grazie e buona giornata

  10. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Giacomo Carlesso,

    chiedo lumi al proprietario della barca per avere con ferma del luogo dove si trova attualmente la barca e la disponibilità a visitarla… Appena ricevo risposta ti informo via mail.
    Grazie per averci scritto e continua a seguire AMB…

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  11. Giacomo Carlesso
    Giacomo Carlesso dice:

    Salve sig Vitale,

    pur essendo nato nel ’73 sono un grande appassionato dei Roar e devo dire che in questo caso è stato fatto un ottimo lavoro. Apprezzabile aver mantenuto anche se rovinate le classiche manette con pomoli rossi che ne erano un tratto distintivo. Unico neo, (conoscendo Gibi) troppi marchingegni elettronici sul quadro comandi… Mi piacerebbe andare a vederla dal vivo visto che non sono poi così lontano da Venezia.

    E’ in grado di darmi qualche indicazione in più?
    Giacomo Carlesso

  12. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Massimo Compagnucci,

    ti ringraziamo per la tua domanda e per una svista era stata esclusa la parte dell’articolo dedicata ai motori.

    Puoi comunque trovare la risposta che cercavi nell’articolo di riferimento che è stato completato.

    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  13. Massimo Compagnucci
    Massimo Compagnucci dice:

    Bellissimo lavoro, puoi dirci che motori monta la barca, il tipo di eliche e le prestazioni/consumi?

    Inoltre, sarebbe interessante avere alcuni dettagli in piu sui supporti ripiegabili del tender… questo per mio interesse.

    Complimenti per la barca ed il restauro….

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