di Giacomo Vitale

Premessa:
Quando è nata la Classe Meattini il Cantiere Baglietto di Varazze, per far fronte alle impellenti necessità della Guardia di Finanza, diede in appalto a diversi cantieri nazionali la costruzione di alcune unità. Il G.34 D’aleo è stato costruito presso il cantiere di Lavagna per cui lo stesso presenta piccole differenze negli allestimenti rispetto a guardacoste costruiti in altri cantieri.

Ferruccio Candia, autore di questo bellissimo modello che vi presentiamo, per la sua costruzione ha utilizzato i disegni originali di Baglietto ed avendo avuto la possibilità di salire a bordo, ha scattato fotografie dei particolari dello stesso D’aleo, del G.19 Steri (entrambi dislocati a Bari) e del G.41 Bianca venuto da Palermo nei cantieri della sua città per i grandi lavori e questo la dice lunga sulla meticolosità della studio e realizzazione dei particolari di questo modello che, come vedete dalle immagini presentate in questo articolo, sono di ottima fedeltà e molto verosimiglianti.

Di seguito le immagini che si riferiscono a quanto appena detto nelle righe e sono state determinanti per la realizzazione del modello con il mantenimento delle proporzioni in scala e di una maniacale fedeltà cromatica.

Baglietto-Meattini-D'Aleo-ponte-prua Baglietto D'Aleo-verricello-salpa-ancora Baglietto D'Aleo-crocetta baglietto-D'Aleo-ponte-prua-tuga

Baglietto-D'Aleo-posto-comando Baglietto D'Aleo-arma-dotazione Baglietto-D'Aleo-scala-accesso-fly Baglietto-D'Aleo-porta accesso-posto-comando Baglietto-D'Aleo-particolare Baglietto-D'Aleo-corridoio-ponte-dritta

Baglietto-D'Aleo-dotazioni-sic. Baglietto-D'Aleo-dotaz. Baglietto-D'Aleo-accesso-fly Baglietto-D'Aleo-ponte

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Nella foto di seguito pubblicata si nota il G.34 D’Aleo mentre si trovava in disarmo sulla banchina della Maddalena

Baglietto G34 D Aleo disarmo

Successivamente l’unità assegnata fu trasportata in un capannone per un restauro che doveva trasformarlo in barca da diporto, ma che sembra si sia fermato (foto sotto l’ex G.34 durante le prime fasi di lavorazione).

Ferruccio Candia ci riferisce che la costruzione è iniziata nel 1992 e dopo aver terminato lo scafo e la coperta, costruita in compensato di betulla da 8/10 di mm,  è stata abbandonata per tre anni perché  impegnato in altre attività modellistiche. La lavorazione del modello è stata ripresa poi nel settembre del 1995 e terminata ad ottobre del 1996.

G34 D Aleo GdF cabina-corridoio-ponte-dritta cabina-fly-albero-crocetta G34-D'Aleo-vista-prua

cabina-ponte-prua-ancora-rispetto mitragliatric-passo-uomo-verricello-particolari-prua mitragliatrice poppa-G34

girdinetto-sinistra-ponte-scarpone-scarico fly-sinistra vista-fly-cabine-ponte-prua interni-cabina-posto-comando

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Avendo deciso di rendere il modello navigante, ha lasciato il solo scafo senza arredamento. Sono stati montati due motori elettrici dotati di doppi assi contro rotanti, da un lato ridotto e dall’altro diretto, innestati a due assi ai quali sono state montate le eliche di propulsione.

Anche i flaps sono funzionanti e predisposti per l’uso con il radiocomando. C’era l’intenzione di rendere funzionante l’antenna del radar, ma tale realizzazione è stata accantonata perché il motorino ridotto doveva essere montato nel corridoio della saletta, fra la cucina e la cabina RT ed a livello estetico il risultato lasciava a desiderare.

passo-uomo-poppa passo-uomo-prua ponte-poppa-gommone-prese-aria-motori gommone-sella-prese-aria-bigo

gommone-bigo-scaletta-passerella vista-cabine-cielo-aperto cielo-aperto-vano-cucina arredamento-interni-cabine

timoneria-regolazione-flaps motori-elettrici-giunti-cardanci-groupner motori-Hectoperm-elettrici assi-cavallotti-eliche-timoni-flas

Anche l’intenzione di far funzionare le porte stagne è stata abbandonata perché le dimensioni della piastra interna collegata al volantino era troppo ridotta per poter incernierare le quattro aste di chiusura.

La coperta così come il grande boccaporto della sala motori, quello di prua e di poppa, escluso quello della sala macchine, sono stati rivestiti con listello centrale da 6 mm, mentre i successivi sono da 3 mm alternati da listelli di 2 mm. di cartoncino bristol nero per simulare la guarnizione di tenuta, carteggiata e verniciata con 3 mani di vernice satinata.

Elenco materiali e particolari costruttivi:

  • chiglia ed ordinate: compensato marino da 8 mm
  • opera viva ed opera morta in compensato di betulla da 1 mm (n.4 fogli) messo in opera senza particolari problemi. Lo scafo, essendo rivestito con fogli di compensato e non listelli, è stato reso stagno con resina epossidica nei soli punti di incollaggio ed una mano di smalto sintetico all’interno. All’esterno invece l’opera viva ed l’opera morta è stata ricoperta da una mano di resina epossidica e smalto a finire
  • coperta in compensato da 8/10 di mm rivestita con listelli di tiglio incollati con colla idrorepellente
  • falchetta in compensato da 1 mm
  • scarponi: la parte iniziale in balsa ed il resto in compensato da 1 mm resinato all’interno per avere la possibilità montando una pompa nello scafo collegata a due tubicini di silicone di simulare lo scarico dell’acqua dei motori
  • oblò dello scafo ricavati da corpi di siringa in plastica tagliati a misura, chiusi all’interno con lexan incollato ed opportunamente pitturati
  • divertente anche la costruzione dei candelieri. Ci vuole olio di gomito, ma il risultato è identico all’originale
  • le draglie sono delle semplici corde di chitarra
  • sovrastrutture in compensato da 1 mm. e balsa
  • oblò commerciali in ottone cromato ed apribili
  • fanali di via, di fonda e di coronamento fatti a mano perfettamente funzionanti

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