La barca non e’ un auto (XIV puntata) – L’usato di valore in nautica, come trovarlo

di Antonio Soccol

Alcuni lo chiamano Tancredi. Altri “Raffy”. Potrei definirlo “mio nipote putativo” per via di certi legami di quasi parentela che ci legano. In pratica è uno studente universitario di “Economia”, con una considerevole (e gradevole) predisposizione per l’ironia e per gli scherzi: sentite questa.

Circa un anno fa ha iniziato a telefonare alla redazione di una di quelle tv private dove sedicenti giornalisti esperti di calcio fingono (perché la baruffa crea audience) di litigare e sbranarsi fra di loro su tematiche fondamentali quali il valore di certi campioni del nostro sport nazionale, sulle interpretazioni date dagli arbitri alla varie fasi di gioco e sui tanti moduli richiesti dagli allenatori. Fra le molte affascinanti (?) argomentazioni capita talvolta di sentir parlare di nuove promesse, di giovani virgulti capaci di crear ombra a gente come Maradona, Zico, Baggio eccetera.

“Raffy” ha iniziato a telefonare a una di queste tv e a chiedere se quegli esperti avessero “info” a proposito di un emergente giocatore dei cadetti dell’Arezzo di nome Mattia Pessina. Alla prima telefonata i bravi giornalisti, presi – è il caso di dirlo- in assoluto contropiede, glissarono.

Alla seconda telefonata di “Raffy” (sette giorni dopo), fatta ovviamente con voce contraffatta, uno di quegli straordinari esperti ammise di “aver sentito parlare di un giovane, Mattia Pessina, in termini positivi nell’ambiente”.

Alla terza telefonata “Raffy” dichiarò che gli risultava che, il già noto Mattia Pessina, era stato richiesto da una squadra norvegese e poneva il problema se fosse corretto farsi scappare un così promettente giocatorino cresciuto nei vivai nostrani. Nello studio televisivo si crearono subito i soliti due schieramenti: chi a favore dell’esportazione del virgulto e chi contro. Con tradizionale scambio di epiteti.

Alla quarta e ultima telefonata, “Raffy” venne a sapere, da “fonte sicura”, che Mattia Pessina era un “bravissimo” e che si stava ormai trattando per cederlo alla Juventus.

Inutile che vi dica che Mattia Pessina non esiste e che tutta questa allegra storia è stata registrata e messa on line su un sito che si chiama “fantalega” (o “fantacalcio”, non so bene).

Perché ve l’ho raccontata? Perché è così che gira tutto il nostro mondo, non solo quello del calcio.

Vuoi valorizzare qualcosa o qualcuno? Ne parli dando per scontato il suo valore, inventi interessamenti di gente che non ti smentirà mai, garantisci titoli e capacità indiscutibili e al novanta per cento il gioco è fatto perché, pur di non dimostrarsi ignoranti, gli “esperti” ti seguono e ti gratificano del loro determinante giudizio. Se poi la cosa, quale che sia, passa alla radio o sui circuiti tv, come ha di recente dimostrato l’inchiesta di Ilvo Diamanti, il gioco è fatto: quando una cosa l’ha detta la tv è “vera, sacra e indiscutibile”.

Negli anni Sessanta c’era un poster che mi divertiva: c’era disegnato un signore che faceva all’amore con il pianeta Terra (la grafica era molto esplicita) e la scritta diceva: “Make happy yourself, fuck the world”. Allora si scherzava, oggi (lo) si fa sul serio: qui tutti tirano a fotterci.

Volete comprare una barca usata? Ve l’ho già detto: è una palude, peggio delle sabbie mobili.

Se vi accontentate di una caravella di serie recente non avete che l’imbarazzo della scelta: riviste, siti web e pubblicazioni specializzate (tipo Eurotax nautica) ne sono pieni. Se invece cercate qualcosa di più raffinato allora l’affare diventa più complicato. Ma prima di addentrarci in questo difficile settore specifico mi preme segnalarvi testualmente quanto pubblica con grande evidenza un sito web che offre “anche” imbarcazioni usate (oltre che automobili). Vi prego, leggetelo con attenzione e meditate. Ecco, con il più classico dei “copia e incolla”, cosa raccomanda la url www.corrieredeimotori.it

Premessa: L’UTENTE INSERZIONISTA E NAVIGATORE SA E ACCETTA CHE CORRIEREDEIMOTORI.IT NON E’ RESPONSABILE DELLA VERIDICITA’ DELLE INFORMAZIONI PUBBLICATE ED INTENZIONI DI INSERZIONISTI E NAVIGATORI. Importante!! Fate attenzione alle truffe: ecco come riconoscerle.

Controllare, prevedere o conoscere le intenzioni truffaldine di inserzionisti o navigatori è impossibile ma tenete in considerazioni alcuni suggerimenti:

il prezzo: un prezzo molto basso o molto competitivo può servire solo per attirare compratori da truffare, nessuno regala nulla, neanche chi dice che svende per vari motivi o perchè ha bisogno di denaro, non pensate di aver trovato l’affare! Se siete voi a vendere, diffidate di chi vuole pagare con assegni più alti dell’importo stabilito e magari vuole del denaro come resto.

identità: un inserzionista che non dichiara la sua identità e dati anagrafici, magari vuole riservatezza oppure ha qualcosa da nascondere, chiedetegli informazioni: come si chiama, dove abita, il numero di telefono e cercate di verificarne la veridicità; Fate attenzione a chi indica nomi stranieri;

foto: chiedete una foto dell’inserzionista col veicolo (auto o barca che sia) ma, prima fatevi descrivere con esattezza il veicolo e la persona fisicamente, proprio per evitare che magari il truffatore non abbia neanche il bene che vuole vendere ma magari ha preso dati e foto su altri siti web online.

residenza: diffidate di stranieri, è improbabile che un americano o inglese voglia vendere in Italia il suo veicolo (gli americani sono 300 milioni di persone, possibile che questo “venditore” non abbia trovato un utente in America?); fate attenzione a chi si registra con un nome di città straniero o magari associato ad una regione sbagliata: es. Rome, Naples, Milan, Venice ecc.. se nella scheda inserzionista è indicata la città di Roma ma magari la regione associata è Lombardia

annuncio: diffidate di annunci scritti in un italiano scadente, approssimato o addirittura in lingua inglese, truffatori che si trovano all’estero, usano traduzioni automatiche sul web per spargere i loro annunci truffa anche in altri paesi, pur non conoscendo la lingua ma confidando nel fatto che poi, un po’ tutti possono comunicare in inglese;

email: un italiano ha normalmente indirizzi email con nome e cognome e con suffissi conosciuti: alice, tiscali, libero … o magari di propri siti (aziende), anche se è consuetudine, diffidate di indirizzi email che contengano nomi stranieri e numeri: ad esempio: [email protected] oppure [email protected] (questi sono inventati). A volte  nomi comuni seguiti da numeri servono al malintenzionato per ottenere gratuitamente più indirizzi email (numerati) ed ottenere quindi più identità;

telefono: oggi tutti indicherebbero il numero di cellulare che non è possibile rintracciare, se qualcuno indica il telefono fisso, procedete ad un controllo di verifica dell’identità, inoltre fate attenzione a numeri che cominciano con 00 sono numeri esteri, con costi superiori alle normali telefonate a cui siamo abituati

veicolo: internet accorcia le distanze e permette di comprare e vendere senza conoscersi ma, il veicolo dovrebbe essere visionato con attenzione, controllate i documenti prima di acquistare;

pagamento: l’ultima cosa che dovete fare è pagare, prima dovete essere assolutamente sicuri dell’identità della persona, delle sue intenzioni, se non avete dubbi, il minimo dubbio sull’onestà, esigete pagamenti in contrassegno, cioè accettate di pagare solo alla consegna del veicolo; mai anticipare denaro, o addirittura denaro come resto di un assegno ricevuto più alto. Se siete voi a vendere e qualcuno vuole comprare con un assegno di importo superiore a quello dovuto non mandare mai denaro come resto indietro, molto probabilmente, quell’assegno si rivelerà non incassabile. Voi paghereste ad uno sconosciuto un prezzo più alto di quello che chiede per poi fidarvi che vi renda il resto?

Vabeh, siamo proprio all’ABC delle attenzioni che si devono porre in una normale operazione d’acquisto ma è sintomatico che a ricordare tutte queste precauzioni sia proprio un sito web finalizzato alla vendita di usato. Non vi pare? Significa che di marcio in giro ce n’è tanto. Troppo.

Rileggete con attenzione le primissime righe: “Controllare, prevedere o conoscere le intenzioni truffaldine di inserzionisti o navigatori è impossibile”. Roba da matti…. Quasi come quel ministro che diceva che con la “mafia bisogna convivere”…

Ok, facciamoci coraggio e proviamo ad entrare in gioco. Proprio attraverso questo sito web mi linko ad un brooker che ha tre barche, per me, abbastanza significative: un Baglietto 18 metri, uno Zarcos 15 e un Mig 38’.

La prima delle tre appartiene ad un cantiere leggendario ma che ormai ha cambiato tutto: proprietà, criteri e materiali di costruzione, target di clientela. Comunque sia, lo scafo ha grande valore storico. La barca risulta costruita, in doppio fasciame di compensato, nel 1975 e ha quindi più di 30 anni. Spinta da una coppia di GM da 650 cv ciascuno dichiara una velocità max di 24 nodi (3 cabine e 3 bagni su 21 metri di lunghezza): la richiesta è per 145mila euro.

Lo Zarcos 15 ha un anno in più essendo del 1974. Il cantiere non esiste più. Il progetto è di Levi-Harrauer, la costruzione in lamellare marino. Lo scafo è lungo 14,75 metri ft, ha 3 cabine, 2 bagni e monta una coppia di diesel Cummins da 350 cv ciascuno per una velocità non dichiarata. La richiesta economica è di 80mila euro.

Il Mig 38, infine è praticamente quasi nuovo: risale al 2001, costruito in vtr, è lungo 11,21 m ft, ha 2 cabine, un bagno e monta due diesel Yamaha efb da 260 cv ciascuno per velocità di 36 nodi (max) e 29 (crociera). Si vende per 126.000 euro.

Adesso incomincia il bello: prendo i nomi di questi tre modelli e li pongo, uno alla volta su un motore di ricerca (il solito Google) e aggiungo in coda l’aggettivo “usato”: ecco i risultati.

Di “Baglietto 18 metri”, Google me ne trova 384, di “Zarcos 15” ce ne sono 94 e di “Mig 38” ben 78.600 (settantottomilaseicento). Ma ce ne sono così tante di queste barche? No. Assolutamente no. E’ che tutti vendono tutto. Mi spiego: lo stesso scafo è in vendita presso tutti i brookers che operano e che hanno un link sul web, quindi la stessa imbarcazione figura decine e decine di volte, talvolta centinaia. Nel caso del Mig forse fa anche un po’ di confusione (al motore di ricerca) il fatto che sia sinonimo di un famosissimo aereo da guerra. Però, per non sbagliarmi, per lui apro il primo dei link proposti: vedi caso è quello del costruttore italiano della nota imbarcazione. Così apprendo che (anche qui “copio-incollo”):

Il progetto del Mig 38 è firmato dall’Architetto (notare la A maiuscola, ndr) navale Don Arrow, noto per aver realizzato prestigiosi scafi dalle eccezionali prestazioni in ogni condizione di mare. Gli interni e le sovrastrutture sono stati realizzati dallo studio tecnico del cantiere…

Io mi occupo di giornalismo (nautica da diporto) dal 1957 e non ho mai sentito nominare un “Architetto” di nome Don Arrow… Che per caso si tratti di Don Aronow? Lui di barche per “ogni condizione di mare” si dice che ne abbia fatte (progettate manco una, ma fatte sì) parecchie. Però, se persino chi, apparentemente, dichiara di aver acquistato i diritti delle sue carene (Aronow è morto assassinato a Miami nel 1987, sembra perché complice di George Bush in affari piuttosto discutibili ), non ne conosce il nome esatto…mi sorge un dubbio.

Che l’errore sia voluto? Sapete che i falsari mettono sempre e volutamente una inesattezza nelle loro riproduzioni dei soldi: in questo caso, infatti, la loro pena, qualora scoperti, è largamente inferiore perché non è colpa loro se la gente è babbea e non s’accorge del falso! Così, come ha detto Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”… Allora questo benedetto progetto, di chi è? Di uno sconosciuto mister Arrow o del bravo pilota offshore degli anni Sessanta e Settanta, Don Aronow? Boh.

Vorrei però riportare la vostra attenzione sulla gran quantità di barche che corrispondono a quelle che ho finto di cercare. Che fare? Non c’è niente da fare: bisogna con santa pazienza guardarsi tutti quei link e un po’ alla volta dipanare la matassa, confrontare i prezzi e valutare le dichiarazioni sullo stato di conservazione del natante e dei motori… Auguri!

Come? Scrivere per avere dettagli e altre “info”? Certo si può fare. Io ci ho provato: mai avuto una sola risposta. Perché? Non lo so.

(segue)

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1 commento
  1. William Cassar
    William Cassar dice:

    Eh I Tornado, detti un po I Magnum economici.

    Il Tornado 38 dovrebbe essere un Magnum 35 allungato. In un altro articolo dicevi che Itama aveva copiato Magnum, ma secondo me nessuno lo ha fatto come Tornado.
    Infatti gli Itama hanno un diedro più basso a poppa, 22° contro i 24° di Magnum e anche la prua è meno profonda.

    Quello scafo più di Don Aronow è firmato da Wynne che poi il lavoro, propio come ho imparato su questo sito, lo faceva Walt Walters.
    La connessione “Aronow – Tornado” esisteva un po’ negli anni settanta. Se non sbaglio, grazie ad una vendita di un paio di scafi al fondatore di questo marchio. Se la cosa fu legale o no, nessuno lo sa.

    Comunque il Tornado naviga il mare veramente bene, specialmente il loro 38…

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