Sarima Italcraft: barca d’epoca

di Giacomo Vitale

Sarima - posto di comandoL’Italcraft costruì il Sarima a partire dagli anni 60’ ed oltre, nei suoi cantieri di Bracciano dedicati alle barche in legno, nel numero considerevole di 700 esemplari.

Questa barca in quegli anni riscosse un buon consenso da parte dei diportisti e l’Italcraft ebbe il merito, con questa creazione, di introdurre una tipologia di imbarcazione, che fu poi imitata anche da altri  cantieri. Il suo punto di forza fu il prezzo di vendita al pubblico interessante e contribuì a facilitarne la sua diffusione.

Inoltre strategicamente l’Italcraft non era nuova a questo tipo di scelte commerciali e seguì le impostazioni introdotte con un paio di modelli diversi di barche prodotte precedentemente e che furono vendute incontrando il consenso della clientela di quei tempi.

La carena semi planante, aveva un angolo di diedro allo specchio di poppa di 20°, con la presenza di un paio di pattini di sostentamento per lato. La sezione della poppa era maggiore, rispetto ad altri modelli che il cantiere aveva introdotto in passato e questa novità servì per ottenere il giusto sostentamento alla concentrazione del peso dovuto ai motori e del pozzetto, in cui trovavano posto gli occupanti dell’unità in navigazione.

Sarima Italcraft Sarima

Il disegno del ponte di prua di questa unità fu innovativo e arrotondato normalmente rispetto all’asse longitudinale, mentre le abbondanti dimensioni del parabrezza, anche se esteticamente eccessive a mio giudizio, davano una opportuna protezione dagli schizzi dovuti ad un mare mosso o navigando a velocità più elevate. Il ponte, il parabrezza ed il disegno del pozzetto, furono scelte che determinarono le sue linee estetiche inconfondibili, consentendo di individuarlo visto da lontano mentre era in navigazione.

La scelta del materiale di costruzione del Sarima, prodotto in serie, fu per il compensato marino e l’ Italcraft con orgoglio diede un aspetto classico a tale modello, distinguendosi decisamente da quelle in vetroresina, nuovo materiale che in quel tempo iniziava ad essere scelto come nuovo metodo di costruzione e poi introdotto dalla quasi totalità di cantieri costruttori,  fino ad oggi.

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Dati di Targa

  • Cantiere e progettista: Italcraft di Bracciano (Roma)
  • Modello: SarimaSarima
  • Anno costruzione 1965
  • Lunghezza f.t.: 7 m.
  • Larghezza f.t.: 2,76 m.
  • Materiale di costruzione: legno e lamellari corazzati
  • Posti letto: tre
  • Serbatoi carburante: 2 da circa 100 litri cadauno
  • Dislocamento: 2.400 Kg Motorizzazioni di serie Mercruiser  e.f.b. (entro fuoribordo benzina)
  • 1 x 110 CV
  • 1 x 150 CV
  • 2 x 110 CV =  220 CV totali
  • 2 x 150 CV =  300 CV totali

Altre motorizzazioni – Volvo Penta

In alternativa queste unità sono state rimotorizzate con i seguenti motori e.f.b. (entro fuoribordo benzina):

  • AQ 120/piede 200 (4 cilindri 1700 cc.120 CV x 2 = 240 CV totali) 3
  • AQ 130/piede 250 (4 cilindri 130 CV x 2 = 260 120 CV  totali)
  • AQ 140/piede 250
  • AQ 140/piede 280
  • 170 A /piede 280 (6 cilindri 170 CV x 2 = 340 CV totali)

Piedi poppieri

  • Rapporto di riduzione 2,15:1
  • Eliche a secondo della potenza totale disponibile: 15’x14’ – 15’x15’ – 15’x16’ – 15’ x 17’ – 15’x18’ controrotanti.

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Appello a tutti i possessori dei Sarima Italcraft.

Al fine di consentire un censimento di queste unità, in buono stato di conservazione, naviganti o da ristrutturare, i proprietari possono inviarci  immagini e notizie, indicando il modello,  l’anno di costruzione, la motorizzazione con indicazione della potenza, tipo di piede ed eliche montate.

Per semplificare basta inviare una copia dell’estratto RID, per le barche che sono state cancellate, con i libretti dei motori.  Per quelle che sono immatricolate è sufficiente inviarci la copia del libretto inerente solo alle prime quattro pagine, dove si evincono le caratteristiche tecniche della barca ed il tipo dei motori istallati.

Inviare la documentazione e le foto a : info@altomareblu.com

Appena ci sarà possibile, in merito ai dati che ci perverranno, pubblicheremo i risultati di questo censimento.

Si ringrazia anticipatamente per l’eventuale gradita collaborazione.

Le immagini che appaiono in questo articolo sono state fornite da due nostri lettori. Le prime tre sono di una Sarima che si trova nei pressi di Castellammare di Stabia.  Le foto degli interni, il vano motori e l’ultima foto  si riferiscono ad un altro Sarima, denominato Agathos, che  potete vedere nell’apposita sezione del blog denominata: “Barche d’epoca in vendita”.

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11 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Luca Tedeschi,

    nel ringraziarla per quanto dice di AMB, cerchiamo con la ns. passione di dare una mano, dove possibile, ad appassionati che acquistano barche d’epoca e che necessitano di notizie tecniche certe, come nel suo caso, per fare in modo che il restauro della barca sia realizzato correttamente.

    Entro domenica allegherò, per completamento a questa mia risposta, una foto di un altro Sarima con i motori appena montati, dove si vede come è stata posizionata l’ordinata che serve da supporto alle staffe dei motori. realizzerò per lei uno schizzo in cui potrà vedere le forme di detta ordinata.

    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  2. luca
    luca dice:

    Buongiorno,

    grazie innanzitutto della tempestiva risposta e complimenti a questo sito che rivaluta e valorizza le vere barche quelle in legno. Il mio Sarima monta due motori Volvo Penta AQ 130 e.f.b. (entro fuoribordo benzina) e se ha qualche disegno su come possano essere fatti i sostegni del motore le sarei grato in quanto la barca è stata smontata e nel vano motore non c’e niente dove si possano appoggiare i motori e nemmeno ho un’idea di come sono fatti, perché la barca non è stata smontata da me.

    Nell’attesa la ringrazio infinitamente.
    Buona giornata

  3. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Luca,
    congratulazioni per l’acquisto del Sarima! Per la realizzazione ed il fissaggio dei supporti in legno necessari per fissare i motori non ci sono problemi e si tratta di una operazione abbastanza semplice, ma occorre sapere il tipo di motori che intende montare al fine di costruirlo nelle misure specifiche richieste e per istallarlo nel punto idoneo. In sostanza si tratta di costruire un’ordinata di 80 mm di spessore realizzata in più pezzi di cui posso fornirle un disegno schematico di massima e per qualsiasi ulteriore domanda resto a sua disposizione.
    Grazie per averci contattato.
    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  4. luca
    luca dice:

    buona sera ho appena acquistato un bellissimo modello sarima del 1967 volevo chiedere se qualcuno sa come sono i supporti per fissare i motori nel vano in quanto l’imbarcazione è tutta smontata e non ci sono e non sapendo come sono fatti non saprei come fissarli grazie

  5. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Alberto,

    le misure ed il peso del Sarima consentono alla barca di essere carrellabile, anche se solo mediante un ottimo e performante carrello ed un adeguato scivolo. Tuttavia, la larghezza massima trasportabile da un carrello per barca è di 70 cm oltre la larghezza massima del veicolo trainante, capace di trainare un peso massimo consentito di 3500 Kg.

    Grazie per averci scritto,

    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  6. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Alex,

    purtroppo non abbiamo nei nostri archivi riferimenti riconducibili all’ X 31 Italcraft di cui chiedi. La motorizzazione consigliata dal cantiere era 2 x 210 Chrysler a benzina. Anno di costruzione per questo modello 1966. Lunghezza f.t. 9,30 m.

    Grazie per averci contattato,
    Giacomo Vitale

  7. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Andrea,

    nel ringraziarti per averci scritto, rispondo alla tua domanda: Il Sarima, costruito dall’Italcraft reparto imbarcazioni in legno di Bracciano, non è una carena Levi.

    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  8. Andrea
    Andrea dice:

    Salve,
    avrei una domanda: il progetto del Sarima è dell’ing. Levi?

    Grazie e a presto,
    Andrea

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