Giambattista Frare di Giorgio Barilani

Giambattista Frare: Un protagonista…

Classe 1935, appare prepotentemente sulla scena del diporto nautico verso la fine degli anni ’60 Si pone in evidenza per i suoi modelli innovativi, per le carene veloci, le propulsioni ad idrogetti, le trasmissioni speciali “avanzate” e che utilizzano eliche di superficie. Le sue imbarcazioni concedono pochissimo allo “styling” superfluo, ma si distinguono per la loro affidabilità ed essenzialità operativa, e piacciono a chi predilige barche “spartane”.

GB Frare 1963Nel fatidico dicembre 1972 è tra i fondatori dell’AS.PRO.NA.DI. e sarà un protagonista dei primi “anni ruggent”. Oggi ne è socio onorario.

GB Frare entra nella nautica verso la fine del 1956 attraverso un’esperienza giornalistica come redattore della rubrica nautica per “SCIENZA ILLUSTRATA”, una testata di divulgazione tecnica popolare, che segue con attenzione l’evolversi tumultuoso della voglia del “fai da tè” in Italia.

GB Frare

Quando dal papà per anni validissimo e apprezzato tecnico meccanico della prestigiosa Fabbrica Motori “Isotta Fraschini”, aveva avuto in regalo il modello in scala di un racer degli anni ’38-’39, Frare s’era accorto di avere i “motoscafi” nel proprio DNA. Suscita infatti il suo interesse in particolare il settore della nautica in tutte le sue espressioni emergenti, quali il modellismo, la cantieristica. gli interventi di restauro e quant’altro.

Passa dalla penna ai “ferri del mestiere” e presto si cimenta per hobby nel progettare e poi costruire mini bolidi acquatici (navimodelli con micromotori a scoppio) ed auto costruisce addirittura un micromotore da 30 cc, cercando cosi di mettere in pratica gli ottimi insegnamenti tecnici acquisiti dal papà.

In cantiere Giambattista Frare

S’introduce più concretamente nel settore ricoprendo incarichi tecnici in un’Azienda bresciana che negli anni ’60 produce su licenza e vende in Italia affermati fuoribordo Americani poi passa ad un’altra Azienda che importa e commercia tutto ciò che riguarda il diporto ed infine entra più direttamente nel mondo che produce diporto assumendo la direziono dei “Cantieri del Garda”, a Toscolano sul Lago di Garda. Azienda che ha in produzione già vari modelli di imbarcazioni con propulsione entro e fuoribordo “per famiglia”.

41 da diporto con eliche di superficie Ceca Ceca 9m 027 Centomiglia di Lario Cowes 1965

Scafo della Pavia Venezia bocciato dalle verifiche tecniche Scafo della Pavia Venezia bocciato dale verifiche tecniche Scafo della Pavia Venezia bocciato dalle verifiche tecniche o

Lo stesso scafo bocciato e senza ali Lo stesso scafo bocciato ma senza ali Dopo incidente alla Pavia Venezia 1965 Gardone Coppa dell'Oltranza a

 GB Frare alla Centomiglia di Lario GB Frare - Pavia Venezia 1966 a

G.B. Frare vorrebbe subito dare un’impronta” personale alla produzione. Ha sue idee su come progettare modelli nuovi ed avanzati: si è già guardato attorno e la prima occasione capita quando gli viene proposta l’applicazione di “idrogetti” U.S.A. sui modelli entrobordo in produzione. Siamo a cavallo tra la fine degli anni 60 ed primi anni 70, quando in Italia nel diporto le applicazioni di idrogetti su imbarcazioni con propulsori entrobordo sono rarissime ed anche nel diporto USA (tranne che nel settore dei “dragboats”) non godono grande diffusione.

1. Ulixess III Carriddi Jet al Salone Nautico di Genova

Gli idrogetti

G.B. Frare ne fa un impegno progettuale che vuole vincente, e per attirare presto l’attenzione fa in modo di entrare prepotentemente nell’agonismo, partecipando a varie edizioni della PAVIA-VENEZIA ed ad altre importanti Competizioni, dapprima con modelli già in produzione appunto modificati con propulsione ad idrogetto, poi in seguito realizzando nuovi modelli originali e più performanti. Si segnalerà, sia pure con alterne vicende, per le prestazioni che spesso ottiene, notevoli comunque se rapportate alle potenze motoristiche installate.

Carridi jet Dopo incidente alla Pavia Venezia 1965 a Centomiglia di Lario

Bun alla 100 miglia del Lario 1967 GB Frare alla Centomiglia di Lario Delfino d'Oro in Francia Les Embiez

GB Frare Colmo Mazzoletti 1965 GB Frare Pavia Venezia 1963 GB Frare in gara alla Pavia Venezia 1965

GB Frare La Paloma 022 GB Frare La Paloma 023 GB Frare Pavia Venezia 1967

GB Frare Pavia Venezia 1967 a GB Frare Pavia Venezia 1966 b GB Frare Pavia Venezia 1966 c GB Frare Pavia Venezia 1967 b

gb Il giorno della laurea alla Sorbonna GB Frare 072

Aetos Bellaria 1971 Roar in prova GB Ciceri e Soccol Bellaria 1971

Per questo target, è tra i primi progettisti che adotta soluzioni che sfruttano la portanza aerodinamica su monocarene (vedi foto), in anteprima sui catamarani. La FIAT s’interessa ai suoi progetti e gli da l’opportunità di sperimentare con successo l’impiego dei motori diesel CP3SM derivati dalla loro produzione di autocarri, ex-OM marinizzati dall’ AIFO.

Adesso finalmente “GiBi” (come Frare amichevolmente viene chiamato nell’ambiente) può dare una svolta alla linea di produzione del Cantiere, producendo nuovi modelli e/o derivati in parallelo ai modelli “speciali” da competizione.

!5 m con Aifo

Le trasmissioni a sbalzo

Nasce cosi la fortunata serie di cabinati “open” da diporto e da competizione che chiamerà “ROAR”. Sono carene di tipo monoedrico, alcune con redan, con strutture e fasciami in lamellare di tipo “avanzato”, le compartimentazioni e gli allestimenti interni “custom”, ma ridotti all’essenziale, tanto che verranno anche definiti “spartani” (circolava allora nell’ambiente la battuta di GiBi secondo la quale “…tutto quello che non c’è, non si rompe”!!!…), ci sarà sempre la motorizzazione bimotore che impiega diesel aspirati e/o turbo-compressi, asse-elica che fuoriescono tradizionalmente sul fondo oppure, “a sbalzo”, dallo specchio di poppa.

Roar 30 al salone di Genova Roar n. 1 Modello studio monomotore con eliche di supoerficie Roar al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano

Roar Classe OP2 di GB. Frare n.di gara 411 Vittorie e primato mondiale velocitàQuest’ultima soluzione di trasmissione è assolutamente inedita, originale ed anche di notevole semplicità. Abbinata ad “eliche di superficie” offre subito prestazioni velocistiche assai interessanti che convincono Giambattista Frare a tentare, ottenendoli, importanti Records Internazionali per diesel, che danno al Cantiere un ottimo ed importante ritorno d’immagine.

Le sue trasmissioni a sbalzo precedono nel tempo ed “ispireranno” (vedi Ing. Buzzi, ARNESON Drive, ed altri) varie altre elaborazioni più evolute e più sofisticate, tutt’oggi di grande successo non solo nel settore velocistico “offshore”

Roar piedi poppieri eliche di supeficie al Museo della Scienza e della tecnica di Milano

Negli anni 1971, 1972, 1973 e 1974 i suoi “ROAR” partecipano e si classificano primi nella Categoria OP-2 in molte competizioni.

Sono gli anni del Trofeo Napoli (1974 e 1975), delle Viareggio Bastia Viareggio (1974 e 1975) e delle lunghe S. Margherita-Montecarlo e ritorno (1974, 1975) durante una delle quali viene stabilito il Record Mondiale di media e durata (90.7 km/h) per diesel, con il “ROAR 411”.

L’originale del “ROAR 411” che ha ottenuto il record Mondiale, è stato donato ed è esposto al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano.

Piero Ciceri e GB Frare su Roar Roar in gara con eliche di superficie Ultima del Roar

La Nautica e l’idrogeno

Batca con motore ad idrogeno

Il nostro GiBi , sempre attento ad ogni orientamento tecnico operativo, nei primi anni 70, entra a far parte di un team di tecnici che stanno studiando e realizzando l’alimentazione ad idrogeno di un normale motore entrobordo installato su di runabout “di serie”.

Le prove si effettuano lungo la Mosella senza suscitare, tranne qualche scoop giornalistico, particolare interesse presso i ‘big” dell’industria, che allora evidentemente pare non siano ancora preoccupati per un eventuale carenza mondiale di petrolio!! ..Tuttavia queste esperienze vengono raccolte e trasferite in una tesi di laurea in Ingegneria che GiBi FRARE presenterà e andrà a discutere alla Sorbona a Parigi.

Una svolta

Per complicazioni cardiache nel 1982 Giambattista FRARE decide di lasciare la gestione del Cantiere sul Lago di Garda, ma definitivamente anche il mondo della nautica, con sorpresa di tutti coloro che avevano avuto modo di conoscerlo durante la sua “vivace e significativa” presenza sulla scena del diporto.

Durante gli anni in cui ha operato nel diporto nautico Giambattista FRARE nel 1972 era stato uno dei fondatori dell’ AS.PRO.NA.DI. (Associazione Progettisti Nautica da Diporto), nei primi anni operativi ne era stato un protagonista, collaborando alla stesura dello Statuto e degli altri primi atti formali, partecipando con entusiasmo alle riunioni dei Consiglieri, ma poi, nel 1982, nel tempo stesso in cui decide di lasciare il mondo nautico, GiBi lascia anche l’Associazione.

Dopo venti anni, nel corso del 2002, Giambattista FRARE è rientrato in ASPRONADI, sollecitato ad occuparsi di didattica nautica operativa in collaborazione con strutture d’istruzione istituzionali.

Ai primi incontri GiBi si presenta con la stessa inalterata “grinta” degli anni ruggenti, e molti di noi si aspettano di riconoscere presto i segni delle sue “zampate”, … aggiornate agli anni 2000.

Articolo apparso nel fascicolo n. 17 de “Bollettino Aspronadi” (ottobre 2003) e qui riprodotto per g.c. dell’Autore

Articoli Barche Classiche

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9 commenti
  1. admin
    admin dice:

    @Cristian,

    il Centro Nautico di Bellaria… se mai si volesse creare la storia di quel centro, far avere le notizie, le immagini e tutto quello che è possibile raccogliere di quel bellissimo polo nautico legato alle corse Offshore, fare una sezione in altomareblu sulla storia e tradizione di Bellaria Igea Marina nel campo della nautica; noi siamo qui :-)

    Più ufficiale di così…

    Grazie Cristian!

  2. Cristian Scagnelli
    Cristian Scagnelli dice:

    Roar: avevo visto alcune foto al C.N. Bellaria Igea Marina, ma non immagonavo che dietro ad un guscio ed una coperta di legno ci fosse un personaggio come GB FRARE.

    Grazie Altomareblu!
    Cristian Scagnelli

  3. admin
    admin dice:

    Si Massimo,

    posso comprendere ma in questo angolo piccolissimo del web, a differenza di tante testate nautiche, si può leggere ancora di uomini, storia e tanto altro della nautica da di porto, dell’offshore e della tecnica e… nel rispetto dell’obbiettività perché, tutti possono esprimere la propria opinione e discutere “tra leoni” di mare :-)

    Per Aspronadi Antonio Soccol nell’articolo Aspronadi l’illegale ha spiegato anche i retroscena e tutto è molto chiaro; si dà così possibilità ai principali attori di questa assurda vicenda di poter dire la propria; secondo te, secondo voi… avranno mai il coraggio di rispondere?

    Vediamo se sono “uomini di mare”!

    Buon vento,
    Alex

  4. Massimo Compagnucci
    Massimo Compagnucci dice:

    Purtroppo ultimamente, nautica ed uomini di mare sono due mondi che hanno poco a che fare……

  5. admin
    admin dice:

    Cari Massimo ed Antonio,

    ho appreso da voi questa triste notizia e non vi nascondo che ne sono rammaricato perché so quanto Voi siate Uomini di Mare e quanta passione mettete per fare le cose, come al solito ci sono situazioni, fatti e persone che non hanno lo stesso interesse o per puri motivi di “potere”, sono capaci di “distruggere” quanto fatto di buono ad oggi.

    I riferimenti sono all’ordine del giorno e non credo si possa aggiungere altro, i gesti violenti ed inutili è sempre bene evitarli ed è per questo che attenderò di leggere quello che scriverà Antonio per comprendere meglio la fine dell’Associazione Aspronadi.

    Sarà così dato modo a tutti di replicare e mi aspetto una dialettica civile ed educata che ha comunque contraddistinto tutti i lettori di Altomareblu.

    Buon vento Lupi di Mare!!!
    Alex

  6. antonio soccol
    antonio soccol dice:

    Per semplice sintesi in questa sede, dirò che l’11 dicembre scorso una illegale Assemblea elettiva convocata a Roma ha portato ai vertici dell’Associazione un illegale presidente e un altrettanto illegale Consiglio Direttivo che svuotano di ogni autorità l’Aspronadi. Quando scrivo “illegale” faccio preciso riferimento allo Statuto che da 36 anni regolamenta la vita associativa.

    Racconterò quanto prima ai lettori di Altomareblu, in un apposito articolo, tutti i dettagli di questa assurda e triste fine decretata all’Associazione che, in modo del tutto disinteressato e per puro amore per la progettazione nautica, avevo ideato e creato nel lontano 1972/73.

    Antonio Soccol

  7. Massimo Gregori Grgic
    Massimo Gregori Grgic dice:

    Caro Alex, è successo di tutto e di più.

    Ho dato le dimissioni prima dal Consiglio e poi dall’Associazione e davvero non vorrei dilungarmi sugli avvenimenti degli ultimi tempi. Non amo rimestare nel fango e neppure nominare gli assenti. Tutto ha avuto origine in occasione dell’assemblea annuale al salone di Genova: a partire da quell’occasione si sono verificati fatti e comportamenti che ho reputato così negativi, privi di etica, logoca, consequanzialità e serietà da indurmi a prendere le distanza da As.Pro.Na.Di. sulla cui tenuta e credibiltà future ho molti dubbi.

    Massimo

  8. admin
    admin dice:

    Complimenti,

    come sempre, un articolo che racconta un’onda della storia della nautica nazionale ed internazionale.

    Un solo appunto; come mai il commento di Antonio? Cos’è successo in Aspronadi visto che A. Soccol l’ha sempre difesa e promossa anche attraverso Altomareblu?

    Alex

  9. antonio soccol
    antonio soccol dice:

    Straordinaria questa storia di uno dei migliori progettisti nautici che l’Italia abbia mai avuto.

    Grazie a Giorgio Barilani per aver concesso a Altomareblu di pubblicarla.

    E’ un vero peccato dover aggiungere che G.B. Frare ha dato recesso da Aspronadi viste le condizioni pietose toccate negli ultimi giorni da questa ex-gloriosa Associazione di progettisti ridotta ormai a un cumulo di macerie e di illegalità. Che tristezza.

    Antonio

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