33rd America’s Cup, rivoluzione nella competizione più famosa della vela.

di Valentina Paoloni

auckland-ef valentina-Paoloni Cresce l’attesa per la prossima Coppa America, competizione prestigiosa di imbarcazioni a vela che negli ultimi tempi ha visto i sindacati BMW Oracle e Alinghi protagonisti di una disputa legale che pare ancora non ben definita. È del 27 ottobre scorso, infatti, la notizia che revoca la possibilità di disputare la prossima edizione della AC a Dubai, a seguito di una sentenza della Suprema Corte di New York, secondo la quale, appunto, la location deve essere una città dell’Emisfero Sud, come recita l’antico regolamento di gara Deed of Gift.

Per esigenze di location, in maniera opposta al regolamento e relativa sentenza, sarà di nuovo Valencia ad ospitare la tanto attesa competizione, riconfermandosi, ancora una volta, città europea della vela.

E così sarà di nuovo Valencia ad ospitare la tanto attesa competizione, riconfermandosi, ancora una volta, città europea della vela.

new-zealand Prevista per febbraio 2010, la 33° Coppa America vedrà la partecipazione di soli due sindacati, il defender e lo sfidante, così da rappresentare una vera e propria rivoluzione di questa competizione, eliminando gli altri team e saltando quindi ulteriori regate preliminari. Un punto, questo, che ha suscitato molte polemiche, soprattutto per l’uso di una nuova imbarcazione, un catamarano altamente tecnologico di dimensioni mastodontiche, 25 m x 30 m circa, ricordando la Coppa America del 1988 quando gli Stati Uniti rappresentati da US1 Stars and Stripes sfidarono il catamarano neozelandese KZ1.

Sono tante le aspettative per la prossima competizione, così come le perplessità dovute al nuovo tipo di barca che per la sua grandezza potrebbe causare una diminuzione della mobilità e di conseguenza della vena competitiva in gara. E ancora, la decisione di escludere gli altri sindacati, e il posticipo della disputa della Coppa che avrebbe dovuto aver luogo nel luglio del 2009 a Valencia, hanno generato una serie di conseguenze economiche sia per i team che per la città ospitante, per non parlare poi di un consistente cambio di immagine.

Auckland America Cap Coppa America Vela

America's Cup 2010 Team New Zealand

America's Cup Regata Regata Vela America's Cup

Imbarcazioni Coppa America Auckland America’s Cup

E allora, è spontaneo domandarsi se tutto questo sia vero sport, oppure se anche il mondo della vela, così vero, libero e competitivo si stia trasformando solamente in un business privo di cuore e sentimento. Un interrogativo, questo, che ha interessato tutti i fan della più grande competizione di vela al mondo, oltre che tutti gli appassionati di mare e di sport acquatici, con la speranza che la 33° edizione di Coppa America sia davvero tale, giocata in acqua, tra una boa e l’altra, e non più in un’aula di tribunale.

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2 commenti
  1. admin
    admin dice:

    … e finalmente anche la mano femminile tra gli autori di questo autorevole angolo della nautica nel web!

    Benvenuta e… buon vento :-)

    Alex

  2. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Carissima Valentina,
    benvenuta in Altomareblu come autrice dei pezzi dedicati all’Americans Cup..
    Una presenza come la tua era attesa da tempo tra noi, visto che ci interessiamo principalmente di barche a motore da diporto, offshore ecc… siamo molto contenti…
    Grazie…

    Giacomo Vitale

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