Speranzella un magnifico day cruiser dell’ing. Renato “Sonny” Levi

CANAV di Anzio

Uno straordinario cantiere degli anni 60/70 ammirato in tutto mondo da non dimenticare!

CANAV Speranzella 32'

Appassionato di barche d’epoca in compensato marino, nella primavera del 2000, mi recai a Castel Volturno (CE) nel cantiere che si trovava all’imbocco della Darsena per visionare diverse barche che erano in vendita. Ne notai subito una che avendo una forma particolare suscitò in me curiosità impressionandomi positivamente.

Quella prua… la cabina arrotondata e bassa, le fiancate con le due ali curve decrescenti sul ponte verso poppa, la forma della carena a V profondo a sezione convessa… Capii che quella doveva essere certamente una barca eccezionale, veloce e di ottime prestazioni, molto diversa dai tanti plasticoni che erano li intorno.

Era cominciato l’innamoramento a prima vista per quella barca straordinaria di cui non conoscevo nulla. Salito a bordo, sfoderai subito la mia macchina fotografica ed iniziai a fare tante foto. Anche l’interno mi piacque molto anche se in totale stato di abbandono e con segni evidenti di un semi affondamento. Insomma un vero disastro.

Lo scoramento fu forte, ma già nella mia mente immaginavo come smontare, pulire, riportare tutto come era all’origine… e dopo aver visionato i documenti per capire quale cantiere aveva costruito questa barca, iniziò la ricerca delle notizie per avere dei dati certi su cui poi lavorare per ricondizionarla.

Decisi comunque di acquistarla anche se in un totale stato di abbandono con motori non originali da buttare, perché irrecuperabili e inadeguati come potenza, montati in modo sconcertante ed oltre i buoni criteri di sicurezza. Iniziai così a smontare e catalogare tutto quanto si doveva recuperare, buttando via quello che non serviva.

Trovai le prime notizie della Speranziella sul n° 5 di Nautica con la prima prova in mare di un’imbarcazione che il mensile effettuava per i suoi nuovi lettori visto che era la quinta uscita. Un articolo preziosissimo che mi permise di conoscere finalmente il geniale Renato Sonny Levi e la fantastica Navaltecnica di Anzio.

Iniziai con quelle notizie ad orientarmi per poi procedere al restauro della mia Speranzella che, a differenza del modello da competizione di cui parlava ampiamente Nautica, la mia era la versione da diporto. Nacque così il mio interesse per quel cantiere che non c’era più e mi domandavo, non sapendone il perchè, come mai era finito nel nulla.

La risposta verrà dopo diversi anni trascorsi nel mettere insieme tante notizie dell’ ing. Renato Sonny Levi, comprendendo il suo valore per quella geniale invenzione o se vogliamo, una carena Levi a V profondo, che insieme a quella l’americano Hunt rappresentarono le novità ingegneristiche delle imbarcazioni da diporto e da corsa degli anni 60/70. Insomma indipendentemente erano nate due nuove forme di carene plananti apparentemente simili, ma nella sostanza molto diverse.

La carena Levi era a sezione monoedrica e quindi costante nella parte planante, con un angolo delle superfici plananti molto pronunciato (deadrise), una tenuta in mare di gran lunga migliore rispetto alle carene Hunt. L’altra cosa importantissima che inventò il genio e l’intuizione dell’ing. Levi furono le nuove tecniche di incollaggio ed il metodo di posizionamento dei quattro strati di lamellare di mogano incrociato di cui parlerò successivamente.

Cantieri Canav - Per gentile concessione di Martin Levi

Cantieri Canav – Per gentile concessione di Martin Levi

Mi resi conto che la CANAV lavorava secondo la filosofia di provare in mare nelle competizioni i modelli di imbarcazioni che, ovviamente adeguati, dovevano poi essere quelli di serie, sui quali si trasferivano le sperimentazioni fatte in condizioni estreme e quindi efficaci per assicurare la massima affidabilità in condizioni di normale utilizzo, come nelle imbarcazioni da diporto.

Insomma il concetto che applicò Enzo Ferrari sempre ribadito nelle sue interviste in cui affermava che la F1 era considerata da Lui come un laboratorio di collaudo di nuove tecniche evolutive che, una volta sperimentate erano trasferite alla produzione di serie delle vetture che noi automobilisti guidiamo tutti i giorni, con grandi vantaggi in termini di sicurezza e prestazioni, ecc.

Definirei l’ing. Renato Sonny Levi, al pari di Enzo Ferrari, un progettista navale di imbarcazioni da competizione, da diporto e militari di notevole spessore innovativo e che ha segnato indelebilmente il passaggio tecnologico evolutivo degli anni 60, con la sperimentazione di nuovi disegni di carene con profili speciali, dalle tecniche costruttive evolute.

Resta comunque questo grande merito che nessuno potrà mai negargli insieme ai suoi più stretti collaboratori e a tutto lo straordinario personale CANAV che si sono a lui affiancati durante quei mitici anni 61 – 67 di cui parlerò più avanti, fino alla incredibile fine del cantiere per una serie di eventi negativi che portarono alla scomparsa di una impresa unica al mondo.

(Fine I parte)

 

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8 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile dott. Angelo Ranieri,

    ho letto quanto da Lei esposto circa l’insufficiente velocità del suo Sarima e non vedo grossi problemi in carena. Dalla sua spiegazione mi sembra sia tutto normale, tranne questo cuneo fisso parte finale della carena e prima dello specchio di poppa, che ha la funzione di evitare che in partenza la prua della barca si sollevi troppo e per mantenere un assetto costante e ottimale in piena velocità.

    Se ci facesse pervenire qualche foto della carena, potremo verificare meglio.

    Tuttavia credo che il problema siano i piedi poppieri ed il passo delle eliche. Infatti i motori VP – AQ 120 a benzina di serie hanno piede il 200 e non il 280 come nel suo caso.

    Inoltre dai dati in mio possesso, il passo massimo ed il diametro delle eliche adeguati alla potenza degli AQ 120, dovrebbe essere 15’x 15′ e non 15′ x 18′ o 19′, poiché questi passi eccessivi sottopongono i motori ad uno sotto sforzo eccessivo, riducendo velocità, aumentando il consumo.

    Con le eliche 15′ x 15′ dovrebbe superare i 30 nodi ed attestarsi intorno ai 35 nodi di velocità massima.

    Cordiali saluti

    Giacmo Vitale

  2. Angelo Ranieri
    Angelo Ranieri dice:

    Posseggo un Sarima Italcraft del 1979 di mt. 7,20 peso Kg 2.400 in perfetto stato di efficienza e tenuto alla stregua di uno stradivari. Motorizzato VP 2 x 120 cv, piede 280 eliche 15×18-19. A 3000 rpm la velocità ottenuta è di nodi 15,7 e a 4300rpm (oltre non sale) la velocità (GPS) è di 26 nodi, questo mi lascia perplesso in quanto dalla prova originale con motori Mercruiser e stessi cavalli, questa imbarcazione otteneva rispettivamente velocità compresa tra i 25 e 33,6 nodi.

    Tre cose mi lasciano perplesso:
    1) I PATTINI: il loro intradosso cioè la parte inferiore non è a 90° con la perpendicolare della barca ma ha un angolo assai maggiore, cioè non è parallela all’acqua quindi con una perdita di portanza ed un conseguente mancato sollevamento. Così non ne ho mai visti, sembrano più che altro delle fasce di rinforzo (all’interno della carena corrispondono ai due correnti).

    2) I pattini inferiori (in totale sono due per lato di carena, non arrivano fino alla poppa ma si fermano a ERRATA CORRIGE “poco piu di 2/3 della lunghezza a partire da prua”.

    3) Infine il borso di uscita della carena a poppa non è piatto ma presenta una sorta di piccolo sguscio a mò di flap verso il basso.

    Tutti questi fattori ritenete possano determinare questa diffenza di velocità?
    La carena è stata oggetto di interventi di rinforzo ma non ho conoscenza di eventuali modifiche.
    La barca tiene il mare molto bene.

    Cosa ne pensate i pattini vanno modificati come i normali pattini e lo sguscio va eliminato?
    Sarei grato di ricevere un consiglio sul da farsi.

    Vi ringrazio e saluto cordialmente.
    Dott. Angelo Ranieri

  3. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile dott. Angelo Ranierei,

    purtroppo non siamo autorizzati a divulgare le coordinate dell’ ing. Levi. Può, se lo ritiene opportuno, comunicare con Levi tramite noi di altomareblu.com

    Cordiali saluti
    Giacomo Vitale

  4. Angelo Ranieri
    Angelo Ranieri dice:

    E’ possibile avere un recapito telefonico o un email dell’Ing. Renato Sonny Levi?

    Distinti saluti
    Dott. Angelo Ranieri – Pompei (Na)

  5. PAOLO
    PAOLO dice:

    Caro Giacomo,

    grazie per il messaggio, sono in viaggio e potrò risponderti la prossima settimana. Per cortesia dammi la tua e-mail.

    Paolo

  6. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    SPERANZELLA

    Caro Paolo, ti do subito del tu come si fa tra buoni marinai e ti ringrazio molto per avermi comunicato questa bellissima notizia, anzi approfitto subito per dirti che se vuoi, puoi scrivere tutta la storia della tua barca, ad esempio: dove è stata immatricolata, il suo nome attuale, quanti armatori ha avuto, se ha partecipato ad eventi speciali.

    Quindi le sue caratteristiche tecniche, tipo di motori istallati, invertitori, rapporto di riduzione, assi, eliche e descrizione impianto elettrico, impianti idraulici ecc.

    Puoi scrivere tutto in formato txt (blocco notes) ed inviarlo al ns indirizzo di posta elettronica in allegato; dopo un controllo da parte mia, lo pubblicherò subito sul nostro blog di mare. Inoltre inviami tutte le foto che hai, degli interni, pozzetto, posto di comando, impianto elettrico, strumentazione e le viste di poppa e di prua, verricello ecc.

    Con questo tuo contributo di notizie e foto, aprirò una vetrina dedicata alla “Speranzella” e la tua sarà  la n° 01

    Questa vetrina ha solo lo scopo di rendere noto al pubblico l’esistenza di queste barche speciali e  fare in modo tale che tutti gli appasionati possano ammirare queste splendide “Signore del Mare”, dalle prestazioni eccellenti, capirne tutti i pregi, le versioni prodotte, ecc.

    Colgo l’occasione per estendere questo invito fatto a Paolo, fortunato possessore della Speranzella 1963, a tutti i possessori di barche progettate da Sonny Levi ed in particolare i modelli di seguito indicati. Inoltre è allo studio aprire, all’inizio dell’anno nuovo, un registro di tali imbarcazioni così suddiviso:

    A: Speranzella – B: Settimo Velo – C: Speranza – D: Super Speranza – E: Drago – F: Mini Drago – G: Delta 33 – H: Delta 38 – I: Tutte le altre carene di Renato “Sonny” Levi.

    Grazie

    Giacomo Vitale

  7. Alberto
    Alberto dice:

    Gli articoli contentuti in questo blog nautico mi hanno incuriosito, ancora di più leggere che di queste meraviglie progettate dall’ing. Levi ne esiste ancora una traccia, non sarebbe possibile vederne anche delle immagini recenti?

    Alberto

  8. PAOLO
    PAOLO dice:

    Sono proprietario di una Speranzella 1963 conservata all’origine e perfettamente funzionante. E’ una barca unica con prestazioni eccezionali.

    Paolo

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