Barche d’epoca Levi; Annunci ingannevoli su eBay

Da insistenti segnalazioni, dobbiamo rispondere ad alcuni lettori e amici che ci hanno segnalato una inserzione comparsa sul sistema di vendita online eBay.

Nello specifico, ci riferiamo all’annucio “Barca a motore SPERANZIELLA NAVALTECNICA Rudy” nel quale, siamo come Bolg, menzionati come “Fonte” delle informazioni contenute nell’annuncio; non è così.

Si tratta di una violazione che era già stata segnalata un paio di mesi orsono e che è stata prontamente rimossa dopo nostra segnalazione, dai responsabili del sito eBay.

Ci siamo accorti di questa nuova “offensiva” dell’ inserzionista e armatore e dopo aver fatto tutte le procedure richieste per la rimozione dell’annuncio per “violazione dei Diritti di proprietà intellettuale” sul sito eBay, continuiamo a ricevere segnalazioni, ci sembra giusto chiarire la nostra posizione in merito.

Il testo e le immagini contenute nell’annucio eBay, non sono state assolutamente autorizzate da questo blog, per il contenuto del titolo… è giusto sapere che: di barche “‘A Speranziella” , sono state costruite solo tre esemplari e ne restano in tutto il mondo solo due (la primissima, che ha partecipato anche alla prima edizione della gara motonautica d’altura Cowes-Torquay, si trova in Gran Bretagna, mentre la seconda, si trova a Viareggio e si può vedere in “questo blog”: ‘A Speranziella.

pinocchio-ebayDella terza di questa prima serie non abbiamo notizie al momento, mentre tutte le altre costruite successivamente si chiamano semplicemente “Speranzella II” o “Speranzella II 32’ Cabin Cruiser (senza A apostrofata e senza “i”, insomma con nome in lingua italiana e non in dialetto napoletano).

L’annuncio è ingannevole e lo si può vedere direttamente dal titolo dell’annuncio e dalle foto che sono state “copiate” da questo blog e spieghiamo il perchè:

‘A Speranziella è una barca e il Rudy, oggetto effettivo della vendita, è tutt’altra, così come sono differenti le valutazioni che per la prima hanno di certo un valore più alto, vista anche la rarità dello scafo e il numero esiguo degli esemplari prodotti, mentre per la seconda, vista la quantità di esemplari costruiti, la valutazione è ovviamente, inferiore.

E’ inutile dire che bisogna fare molta attenzione, non è di certo colpa di eBay ma del suo inserzionista e se di responsabilità si deve parlare, non capiamo il perché del persistere in pubblicazione di quell’articolo già più volte segnalato come violazione dei diritti di copyright.

A tale proposito, il nostro legale è già in possesso di quanto necessario per formalizzare una azione legale nei confronti di eBay che deve garantire, come si legge dal loro sito, la proprietà intellettuale di testi e immagini… e vi informeremo sugli sviluppi di questa vicenda.

Al fine di evitare spiacevoli avventure preghiamo gli utenti che conoscono l’indiscussa professionalità e autorevolezza di questo blog, di segnalare eventuali altri annunci che ritraggono immagini e testi di questo blog e verificare assieme se l’annuncio è veritiero oppure no come nel caso eBay ed interverremo immediatamente tramite il nostro legale che ha in questi casi il mandato per agire con determinato rigore ed a norma di legge contro chi tenta questi raggiri arrecando danni all’immagine ed all’autorevolezza del nostro blog.

I nostri esperti, sono sempre a disposizione per chiarire eventuali dubbi.

Valutazioni e perizie sono sempre possibili nel rispetto del patrimonio di queste rarissime opere d’arte disegnate dall’ing. Renato “Sonny” Levi.

Amministratore

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16 commenti
  1. antonio soccol
    antonio soccol dice:

    Repliche e replicanti

    Un, assolutamente sconosciuto, Lindsey Roland mi scrive via e-mail:

    “Dear Antonio, A replica presupposes the exact copy of the original, that is the quality and all the other features the original possesses. (…) For instance, you might get a $18.000 Rolex replica for a $229.00 price only!”

    Traduco: “Caro Antonio, una replica presume la copia esatta dell’originale, quali che siano le qualità e i dettagli che l’originale possiede. (…) Per esempio, puoi avere una replica di un Rolex da 18.000 dollari , per soli 229 dollari”.

    Il generoso Roland, dopo avermi invitato a visitare il suo sito (cosa che mi guardo bene dal fare), aggiunge anche questo strepitoso post scriptum. “When applying for a well-paid job, when flirting with a girl, when asking for a credit in the bank you get your chances doubled with A Rolex President replica on your hand!”. Insomma: se cerco un lavoro ben retribuito, se sto battendola a una che di me…non ne vuol proprio sapere o, infine, se ho bisogno di un buon prestito dalla mia banca, basta che mi metta al polso una replica di un “Rolex President” e subito acquisto il doppio di possibilità di farcela.
    Confesso che la tentazione mi è venuta. Così, giusto per fare la prova… Ma poi ho pensato… E ho lasciato perdere: decisamente troppo rischioso!

    Fuori dagli scherzi e dagli orologi. Qualcuno (Giacomo) che conosco molto bene, mi segnala due siti inglesi: sono entrambi di brooker che vendono barche usate.
    Il primo, offre un Triana Tropica 27’ con queste parole: “This very special Renato Levi designed boat, with its world famous deep-V hull, features breathtaking performance (60 knot maximum speed!) and a luxurious cabin specification. Built in March 1997, this boat has enjoyed a recent refit which included a full engines service….” Si tratta, a detta del brooker, di una barca progettata da Levi con la sua carena a V profondo famosa in tutto il mondo (60 nodi di velocità massima), costruita nel marzo del 1997 e ottimamente revisionata.

    Il secondo, che ha anche il testo in italiano, offre, invece, un “Triana 25’ (8 metri). Anno: 1973; costruttore: Triana; progettista: Levi. Prezzo corrente (tasse escluse): £ 16.950 (pari a 21.469 euro). Visitabile a Channel Islands, Regno Unito”.

    Dov’è il problema? Il problema è, forse, che noi qui ci troviamo di fronte a delle “repliche” assolutamente perfette? No. Peggio. Molto peggio. Perché le “repliche” hanno, almeno, la facciatosta di autodichiararsi tali mentre qui si offre sul mercato un prodotto che viene dichiarato “originale”. Quelle barche sono state, infatti, disegnate proprio da Renato “Sonny” Levi e hanno effettivamente la “sua” magica carena a V profonda.

    Ma il cantiere per il quale il noto designer ha lavorato è, da tempo, fallito (o chiuso per motivi privati) e il logo e gli stampi sono stati rilevati da altri produttori che hanno ripreso a “stampare” quei modelli. Non pagando però le giuste e sacrosante royalties al legittimo progettista. Il quale, ovviamente, non ha mai potuto controllare la qualità di quelle stampate e quindi si ritrova il suo nome a garanzia di un prodotto che non conosce ma che non può misconoscere. Fare causa legale? Non se ne viene a capo di nulla. Anche perché il problema non riguarda solo Levi né è circoscritto ad un solo cantiere inglese. Di scafi realizzati da stampi di cantieri falliti, l’Italia è piena. E, come ben sappiamo (l’esempio, purtroppo, è venuto e viene dall’alto e ha fatto grande scuola), l’immunità da noi è legge mentre la cosiddetta “giustizia” è pressoché inesistente.

    I progettisti di barche si trovano totalmente indifesi e ci rimettono un sacco di soldi. Ma, paradossalmente, questo sarebbe ancora il “meno peggio” dei mali.

    Il vero guaio non è nemmeno “morale”: a chi importa più se vive in un paese, in un mondo, “morale”? Non sono un bacchettone (lo so, grazie), ma sentite questa che riprendo da un lancio di agenzia: a Ishoej, vicino a Copenaghen, in Danimarca, si è svolta di recente la prima edizione europea della Masturbate-a-Thon, la maratona di masturbazione. Decine di uomini e donne dai 18 anni in su, con il volto coperto da una mascherina, hanno praticato il “self service” del sesso dalle 11,30 del mattino fino alle 22… Il cosiddetto “piacere solitario” diventa un gioco collettivo. Dunque la “morale” (intesa come “costume di vita”) è solo una variante.

    Il vero problema è “pratico-tecnico”. Insomma: sono barche serie, affidabili, sicure quelle che si trovano in giro e che hanno questa storia?

    La risposta è NO. Se chi rileva degli stampi non sente l’obbligo di mettersi in immediato rapporto con chi ha progettato quelle barche e non ci pensa minimamente a “regolare” la situazione, come si può sperare che costruisca seriamente, che segua con meticolosa attenzione ogni dettaglio, a suo tempo richiesto dal “creatore” di quegli scafi, chiunque esso sia. Inutile sperarlo. In compenso, il nuovo costruttore si sente assolutamente autorizzato (da chi?) a sfruttare nella sua pubblicità il nome (magari “famoso in tutto il mondo”) del progettista che risulta così essere “cornuto e mazziato”.

    Tempo addietro (settembre 2007) avevo segnalato il caso di un costruttore italiano che utilizzava carene Levi, acquistate da un fallimento, per farne dei Rib. Ed ero stato molto duro, fino all’insulto, nei suoi confronti. Mi fa piacere oggi poter dire che questo cantiere si è messo in contatto con lo studio del progettista e gli ha chiesto di trovare un accordo e di collaborare. Bene, ecco un piccolo esempio positivo. Molto positivo. Ma, purtroppo, è unico. Speriamo ne seguano altri.

    Nel frattempo: “occhio ai bidoni” perché i “replicanti” sono molto peggio (leggi, più pericolosi) delle “repliche”. E poi, dannazione, manco si possono mettere al polso per conquistare una ragazza!

    Antonio Soccol

  2. Bruno I.
    Bruno I. dice:

    Avete ragione cari amici!!

    La Navaltecnica era la mia città dei balocchi. Qualche giorno fa mi sono incontrato con Luca e Vincenzo Balestrieri (jr.). Sono entrambi più giovani di me di qualche anno. Anche Luca ricordava Ultima Dea e menetre ne parlava si illuminava di un sorriso da bambino.

    Anche per loro quel posto era la città dei balocchi e forse più ancora lo era il Cohete, al tempo probabilmente la barca più bella del mondo. Siamo stati tutto un pomeriggio a parlare, a guardare foto, ad aggiungere particolari. Eravamo veramente tre ragazzini che sono stati dentro una favola.

    Un grazie di cuore a questo blog che continua a farci sognare.

    Bruno

  3. admin
    admin dice:

    @Bruno,

    grazie per i tuoi inesauribili contributi storici.

    Ovviamente sarebbero più interessanti (per i lettori del blog e anche per noi che lo curiamo) se riguardassero esclusivamente carene originali e riconosciute di (e da) Renato “Sonny” Levi. Come, per esempio, il tuo “Mezzoretta” che, grazie alla tua adesione, ora figura nel Registro.

    E cosa che, invece, i vari “Rudy”, “Pandora” eccetera da te sempre citati, assolutamente non sono.

    Forse tu vivi tutta la storia di via Zanardelli e della Navaltecnica come unica e indivisibile, proprio come impone ogni gioioso ricordo-trauma infantile.

    La nostra speranza e il nostro impegno sono, invece, decisamente finalizzati a fare chiarezza su quello che in quel cantiere (e in molti altri) è stato fatto di valido e autentico e su quello che invece, pur avendo magari un qualche significato come scafo d’epoca, è, dal punto di vista della progettazione, solo una “autentica patacca”.

    Un caro saluto,

    Lo staff del Registro delle carene di Renato “Sonny” Levi

  4. Bruno I.
    Bruno I. dice:

    “colligite fragmenta”

    questa era l’esortazione con la quale nei tempi buii delle invasioni barbariche (ma saranno veramente stati tempi buii?) si cercava di difendere i valori della cristianità e della civiltà.

    E’ assolutamente vero, caro Paolo, Fujyama montava i Crusader, aveva prestazioni straordinarie, poi è stata rimotorizzata con i Mercruiser e credo che raggiunga ancora 35 nodi, così come Futura montava i BPM 265 6 cil. poi sostituiti con gli Aifo 8361 da 220. Anche Blue Sky montava i BPM 265.

    Raccogliamo i frammenti. La mia proposta è che chiunque sia informato della storia di una di queste imbarcazioni porti il suo contributo sul blog, e il blog potrebbe provvedere a catalogare.

    Per certo so che il Rudy Pussycat montava i Perkins 165, sostituiti con gli Aifo 8061 da 300 (a proposito tra pochi giorni prova in mare!!), il Rudy Janez montava i Perkins 190 sostituiti con gli Aifo 8361 da 270 e una modifica all’invertitore.

    Pandora ha sempre montato i GM V53 216 cv e 197 all’asse cui vennero sostituiti i pompanti, per cui dispone verosimilmente di 220 cv all’asse. Anche Tucana monta i GM 216, però silenziati.

    Altre ne so, cominciamo a raccoglierle!! Forse si potrebbe istituire una apposita sezione nel blog! Un caro saluto a tutti.

    Bruno

  5. Paolo
    Paolo dice:

    Caro Giacomo,

    non so se Bruno ha fatto un errore ma Fujiyama montava gli Interceptor 400 e non i Chrysler, ma forse sono io che non ho capito bene.

    Ciao

  6. admin
    admin dice:

    Ecco un’altra chicca d’epoca:

    Navaltecnica motorizzazioni

    Selezionare l’immagine per ingrandirla

    Si ringrazia il responsabile dell’archivio Registro Storico delle Carene Levi.

  7. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Bruno,

    sei come un fiume in piena e questo dimostra tutta la tua passione. Grazie per i complimenti .
    Ma, soprattutto, grazie per la tua “ricostruzione storica” di alcuni scafi progettati (e non) da Renato “Sonny” Levi. Davvero interessante.

    Il tuo “commento” contiene, in sintesi, due domande:

    1) Le “Speranzelle Seconda serie” sono progetti Levi oppure Navaltecnica (gestione Rodriguez) come i “Rudy”?
    2) Chi mi aiuta a chiarire questo “albero genealogico”?

    Alla prima risponde direttamente “Renato “Sonny” Levi, a pagina 77 (versione in lingua italiana) del suo libro “Milestones in my designs”, con queste testuali parole:

    “Dovevano passare circa 30 anni (rispetto alle teorie di Lindsay Lord, ndr) perché Ray Hunt ed io giungessimo, procedendo per strade diverse, alle nostre individuali versioni delle carene a V profonda.

    Le due barche (Glass Moppie – progetto di Ray Hunt per Bertram, ndr – e Speranzella II serie) sono state disegnate nello stesso periodo e cioè nei primi anni Sessanta e per lo stesso scopo: crociere veloci in mare aperto con possibilità di partecipare anche a gare offshore. (…) Nel 1964 ho disegnato la linea Delta… prima per il Levi 16 da circuito e subito dopo per Surfury per le gare offshore…”.

    Dunque quella “Seconda serie” è un progetto Levi, per lo meno finché qualcuno non ha ritenuto di metterci le mani. I “Rudy” invece, come dici tu, assolutamente no: non sono “carene Levi”. E a nulla valgono eventuali dichiarazioni di operai che hanno continuato a lavorare alla Navaltecnica dopo l’uscita di Levi da quel cantiere.

    Per quanto concerne la seconda domanda, la risposta è ovvia: ti può aiutare solo la data di costruzione (e immatricolazione) della barca. Elemento che, nel nostro “Registro”, è messo in chiara evidenza.

    Con l’occasione ti ricordo che quanto appare sul blog è solo un elenco “parziale” delle caratteristiche delle carene progettate da Renato “Sonny” Levi. Come puoi vedere consultando la scheda del “modulo di richiesta di iscrizione” ( vedi: Iscrizione al Registro Storico Carene Levi ) gli elementi richiesti sono molti di più. Noi, in archivio, li abbiamo tutti ma, per motivi strettamente tecnici informatici, lo spazio nel blog è quello che è, non pubblichiamo.

    Stiamo, comunque, preparando un documento cartaceo unico, che contenga tutti questi dati e che sarà messo in visione degli appassionati oltre che, naturalmente, agli “iscritti” e/o “aventi diritto all’iscrizione”.

    Quando ci mandi la scheda compilata per la tua “Mezzoretta” che è certamente una autentica “carena Levi”?

    Un caro saluto e grazie ancora per l’attenzione che sempre ci riservi.

    Giacomo Vitale

  8. Bruno I.
    Bruno I. dice:

    dimenticavo:

    i GM che motorizzavano le speranzelle non erano turbo diesel, mi sembra che fossero aspirati ed avevano una sorta di volumetrico.

    Sicuramente erano due tempi, ed erano i motori che venivano montati sui mezzi della seconda guerra mondiale.

    Avevano 197 o 216 CV a seconda dei pompanti (credo). Ce ne è una versione turbo più recente sullo stesso gruppo termico, ma da 400 CV.

    Grazie ancora.
    Bruno

  9. Bruno I.
    Bruno I. dice:

    carissimo Giacomo, carissimi amici del blog,

    l’iniziativa del registro Levi mi sembra a dir poco encomiabile, mi permetto di suggerire anche la costituzione di un catalogo, per quanto riguarda le nostre amate barchine e le Speranzelle in particolare. Nessun dubbio sul fatto che si tratta di pezzi unici, però mi sembra che ci sia ancora un po’ di confusione sulla genealogia.

    Allora: la prima è stata la numero 16, poi venne Speranzella seconda, quella con i v drive per intenderci, trasformata dal conte Pasquini in barca da crociera; poi abbiamo la serie delle speranzelle 32 motorizzate BPM, Fujiyama, Futura e Blue Sky, l’ultima appartenuta a Domenico Modugno, la prima rimotorizzata Chrysler benzina e la seconda AIFO 8361, la terza è forse proprio quella di proprietà di Giacomo. A questa serie appartiene anche Carrubbo, in demolizione a Fiumicino, che montava nella sua ultima configurazione i GM.

    Questa serie si riconosce per avere il cruscotto quasi verticale. Poi ci sono le Speranzelle II serie, costruite da Navaltecnica a partire dal ’69, Pandora e Tucana, quindi senza Levi, coeve dei primi Rudy, molto simili nell’allestimento e nell’estetica al Rudy Pussycat, ancora con le calandre il legno, sicuramente varato ad Anzio nel ’69 e di certo non a Messina (ho le foto del varo), che sto ristrutturando ad Anzio insieme al mio amico Pier Giorgio Radaelli. Seguono poi i Rudy Janez e Santamaria con le calandre delle prese d’aria in acciaio inox. Tutti i Rudy hanno 16° a poppa.

    Pussycat è costruito in tre stati di lamellare e non quattro, come tutti gli altri, per essere più leggero. I gradi delle Speranzelle II serie (Pandora e Tucana ex Chita) non li conosco e Levi non li dichiara nei suoi libri. Si limita a dire che sono scafi derivati da Speranzella seconda. Sicuramente sono più profondi dei Rudy. Pandora l’ho vista spesso in secca, mi sembra che abbia 22°, come la Speranza.

    Le Speranzelle 32 dovrebbero essere più profonde, credo che Fujiyama ne abbia 25, come anche Speranzella seconda.

    La domanda è questa: Le Speranzelle II serie sono dei progetti Levi o sono dei progetti Navaltecnica come i Rudy?

    Quindi, Pandora e Tucana sono barche che possono essere iscritte nel registro Levi oppure no?

    Certamente non i Rudy, anche se rimangono una bellissime barche e sono ansioso di provare Pussycat con i due AIFO da 300 al posto dei Perkins.
    Chi mi aiuta a chiarire questo albero genealogico?

    Un caro saluto a tutti.
    Bruno

  10. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Baldoino,

    nel ringraziarti per la notizia segnalata, fa piacere constatare che siamo seguiti assiduamente da lettori attentissimi che condividono la valorizzazione delle carene progettate da Renato “Sonny” Levi, di cui ci occupiamo da tempo, contribuendo in modo determinante alla vigilanza che ci siamo preposti di esercitare, al fine di garantire l’autenticità delle stesse, smascherando eventuali inganni, come barche poste in vendita a prezzi esorbitanti e spacciate per carene Levi.

    Approfitto di questo ulteriore maldestro tentativo di vendita, mistificando una barca Rudy costruita dal Cantiere Navaltecnica di Anzio e spacciandola per la mitica Speranzella, per fare qualche precisazione:

    Il Rudy fu una barca costruita dalla Navaltecnica in diversi esemplari alla fine degli anni sessanta, quando “Sonny” Levi non faceva più parte di quel cantiere nelle quote di proprietà. Infatti il cantiere passò sotto il controllo della Rodriquez S.p.A. di Messina che ne rilevò interamente il pacchetto azionario. Successivamente tale cantiere, non avvalendosi più della collaborazione dell’ing. Levi, lanciò sul mercato, che viveva ancora delle gesta vittoriose della A’ Speranziella, vincitrice della prestigiosa gara internazionale offshore Cowes-Torquay edizione 1963 e con la Speranzella II Cabin Cruiser vincitrice della V.B.V. del 1964 conquistando il Trofeo Elica d’Oro, il modello Rudy che era somigliante in generale alla Speranzella, rivisto e corretto, ma con una carena sostanzialmente diversa e con angolo di diedro a poppa ridotto rispetto a quello della Speranzella stessa, con motorizzazioni diesel che partivano da 2 x 160 HP, quindi con prestazioni nettamente inferiori a quest’ultima. La cosa che fa arrabbiare e non poco é il tentativo di qualche “furbo” di nascondere il nome del Rudy, sostenendo in modo ingannevole che sia una Speranzella, tanto chi se ne può accorgere, pensano i furbi, vista la somiglianza tra i due modelli…insomma oltre a mistificare truffaldinamente la realtà, si tenta anche di prendere per incompetente o poco informato il potenziale acquirente che così dovrebbe cadere nella loro trappola…

    Una vergogna di cui da responsabile di questo blog, dal prossimo annuncio di questo genere, segnalerò all’Autrità competente.

    Sempre sotto la totale gestione dei Cantieri Rodriquez di Messina e prima che la Navaltecnica chiudesse definitivamente i battenti, fu costruita una unità avente carena quasi uguale a quella della Speranzella Levi, ma con livrea del tutto simile a quella del Rudy, sia come interni che pozzetto e con differenze minime di carena e la motorizzazione affidata a motori turbo diesel GM da 197 HP cadauno. Tale unità fu denominata Speranzella II, sottolineando comunque che non é una carena Levi. Quindi chi fosse interessato ad acquistare una barca simile può rivolgersi a noi chiedendoci informazioni e saremo ben lieti di far capire cosa si sta acquistando, verificando anche la congruità del prezzo richiesto. Sappiamo bene che una carena Levi ha un valore indiscutibilmente superiore, rispetto ad una carena che somiglia o che si ispira al modello citato, ma che di fatto non é assolutamente una Carena progettata da Renato “Sonny” Levi.

    Infine segnalo la serietà e la grande sensibilità personale della responsabile commerciale della Sailornet Yachting srl di Fiumicino, Sig.ra Monia Ferrante che, avvisata dal nostro amministarotore di aver pubblicato a sua insaputa un annuncio ingannevole di vendita di un Rudy Navaltecnica, spacciato per una Speranzella, la stessa, constatata la realtà dei fatti, senza esitare lo ha rimosso e la ringraziamo per la sua estrema correttezza e siamo ben consapevoli che lei ha pubblicato l’annuncio in tutta buona fede, dando per veritiere le informazioni fornite dall’inserzionista.

    Un caro saluto alla signora Monia Ferrante ed al nostro affezionato lettore Baldoino, che ringraziamo sinceramente per i loro graditissimi interventi e aggiungo che siamo sempre a loro completa disposizione.

    Giacomo Vitale

  11. Baldoino
    Baldoino dice:

    Rudy Navaltecnica su Sailornet…

    Altro annuncio ingannevole, spacciata per una barca progettata da Levi, è un Navaltecnica modello Rudy del 1973 che non ha nulla a che vedere con la ‘A Speranziella come potrete leggere nell’annuncio di vendita.

    Il prezzo proposto è di molte volte superiore al valore di mercato per una barca d’epoca non Levi e mi sembra che si tratti sempre della stessa persona dell’annuncio su e-Bay; de Roma e de coccio!

    A tutti gli appassionati e amanti delle vere barche Levi, ricordate il registro storico delle carene Levi, chiedete prima di fare degli incauti acquisti che son certo che i “matti” del Registro vi aiuteranno con consulenze, perizie e quanto necessario per fare un giusto investimento; per tutti gli altri… No registro storico carene Levi? Aiaiaiaiaaiai!

  12. admin
    admin dice:

    Caro Paolo,

    a dire il vero, è da tempo che seguiamo l’evolversi di questi fenomeni e non sono pochi. Come hai potuto leggere, le richieste di spiegazione questa volta erano diventate troppe e non riuscendo a far eliminare l’inserzione, abbiamo risposto.

    Si, ti confermo che l’azione legale per la difesa dei diritti e dell’immagine del blog e dei professionisti che lavorano a questa fantastica opera dell’editoria digitale sarà fatta con forza e ne daremo comunque informazione sull’evolversi della vicenda.

    E’ un patrimonio eccezionale che non vorrei dire….. ma qualche furbo incominca a capire. Non si tratta della solita barca d’epoca blasonata e risaputa, qui si parla di barche d’epoca e del restauro di barche d’epoca Levi.

    Parliamo di barche rarissime e questo può dar modo a tanti di riflettere e ad alcuni anche di approfittare.

    Grazie del sostegno. So che ci leggi assiduamente e ne sono contentissimo.

    Ai lettori aggiungo che: se volete di continuare a fare segnalzioni ad eBay… fatele e per il resto che dire, speriamo che tolgano presto quella pagina.

    Un caro saluto,
    Alex

  13. Paolo
    Paolo dice:

    Bravo admin,

    è ora difinirla con questi sciacalli che inquinano le informazioni a loro vantaggio e a discapito dei potenziali acquirenti con false comunicazioni.

    E’ evidente che chi non è competente casca nell’inganno perchè non conosce la storia delle barche di Sonny Levi, e la somiglianza delle linee di Speranzella e Rudy potrebbe confonderlo.

    Poi utilizzare un blog come il vostro, così serio e professionale, è un vero abuso.

    E’ auspicabile che qualcuno prenda dei provvedimenti a difesa dei diritti di copyright dell’autore di questi capolavori.

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