Pubblicati da Paolo Lodigiani

Manovre da turchi

La passione per le barche d’epoca non mi impedisce di apprezzare i vantaggi che la moderna tecnologia mette a disposizione del navigante. Talvolta, capita anche a me di associarmi al lagnoso coro di quanti rimpiangono il “bel navigare” dei tempi andati. Ma è tutta ipocrisia: non mi sognerei mai di sostituire il mio avvolgifiocco con un ingombrante guardaroba di vele in cotone, e sono ben lieto quando in bonaccia posso cedere il timone al mio pilota automatico.

Pirro, Cinea e gli strumenti elettronici

Questa variazione su tema di Plutarco, del tutto indegna – devo riconoscere ­dell’originale, mi è venuta in mente qualche tempo fa ascoltando la conferenza di un bravo e famoso progettista italiano. Illustrava una sua recente creazione, uno splendido, modernissimo, ultra lussuoso yacht a vela di 100′ (30 metri!). Insieme ad un pubblico attento e interessato anch’io seguivo la sua esposizione a bocca aperta per lo stupore, quasi abbacinato dalla quantità e qualità di innovazione, alta tecnologia, idee, raffinatezze stilistiche e progettuali che l’architetto era riuscito a profondere in quella barca: motori retrattili, chiglie a geometria variabile, ardite strutture in materiali compositi, manovre automatizzate e molte altre meraviglie