Aspronadi, l’illegale

di Antonio Soccol

Appartengo, e non credo sia un gran vantaggio in questo momento storico, a quel tipo di razza umana (in Italia, ormai, in via di estinzione) capace di stupirsi e forte sino al punto di scandalizzarsi. Di provare quindi sdegno, indignazione e vergogna per atti, discorsi, comportamenti contrari alla morale, alla decenza, alla convenienza e al decoro.

Quanto è successo recentemente in Aspronadi mi ha stupito e scandalizzato. Ecco i fatti.

1) Il 9 ottobre, come da 36 anni a questa parte, viene convocata a Genova, nel venerdì del Salone Nautico, l’Assemblea di Aspronadi che, per l’occasione, sarà elettiva dei nuovi vertici della Associazione. Nelle sale dello Yacht Club Italiano convergono 47 soci oltre ad altri 15 presenti per delega: totale 62 votanti.

La riunione inizia con un applauso a Patrizia Melani ved. Marincovich che l’ultima riunione di Consiglio Direttivo ha cooptato come socio onorario in sostituzione di Carlo Marincovich, fondatore di Aspronadi e mancato nel novembre del 2008.

Subito il vicepresidente uscente Giovanni Maria Grasso prende la parola e dichiara “non valida” l’Assemblea perché non convocata a termini di Statuto con lettera “raccomandata” ma via e-mail. A nulla valgono gli interventi del Sindaco Aldo Gatti che cerca una soluzione ragionevole visto che mai una Assemblea di Aspronadi ha raccolto un così alto numero di votanti. Dopo un furibondo scambio di opinioni in cui alcuni soci e un proboviro esprimono violentemente, anche con espressioni blasfeme, le loro idee e la loro ira, l’Assemblea viene sciolta: 47 persone, alcune delle quali sono venute appositamente dall’estero e altre coprendo più di duemila chilometri in auto, riprendono attonite e perplesse la strada di casa cercando consolazione nella considerazione che lo Statuto è struttura fondamentale e indiscutibile di ogni associazione. In latino: “Dura lex, sed lex”.

2) Il Presidente uscente Berardo Cittadini invia immediatamente una raccomandata con ricevuta di ritorno che convoca una nuova Assemblea elettiva per il giorno 23 ottobre a Milano.

Per l’occasione e per non infierire sulle esangui casse sociali, metto gratuitamente a disposizione per questa riunione una stanza dei miei uffici. Ma, una segnalazione del Sindaco Baratta, avvisa che anche questa seconda “chiamata” ha un errore rispetto alle disposizioni dettate dallo Statuto: prima e seconda convocazione sono, infatti, proposte nella stessa giornata. La prima alle 8,30 del mattino, la seconda alle 14. L’articolo 36 dello Statuto recita, invece, testualmente: “la seconda convocazione non può aver luogo nello stesso giorno della prima”.

Per 8 ore e 31 minuti e di uno stupido errore nella digitazione di una lettera, l’Aspronadi vacilla. Però, in realtà, quello che la distrugge sin dalle sue fondamenta è l’atteggiamento che improvvisamente assume il suo Presidente il quale, non solo annulla l’Assemblea milanese, ma altresì, prendendo al volo le dimissioni ufficiali da Tesoriere del socio Paolo Lodigiani, dichiara esautorato tutto il Consiglio Direttivo e si auto proclama “braccio operativo in nome del Collegio dei Sindaci”.

Successivamente danno le loro dimissioni anche Maela Lenci (vice Segretario Generale) e il consigliere Massimo Gregori.

Lo Statuto (art. 44) dice che il Consiglio è composto da otto membri e che (art. 49) “delibera a maggioranza”. Dunque, se 3 (tre) consiglieri danno le dimissioni ne rimangono 5 (cinque) che, comunque, rappresentano la maggioranza. Ma il Presidente prima, il 27 ottobre, scrive:

Debbo necessariamente fare presente che le dimissioni di tre Consiglieri di un Consiglio uscente aggiungono difficoltà alla soluzione della situazione

e poi dimostra che non sa far di conto e stabilisce che il Consiglio semplicemente non esiste più.

Come per tutte le società italiane, là dove uno Statuto è carente, subentra il Codice civile il quale prevede che ogni Consiglio possa cooptare consiglieri in sostituzione fra gli iscritti (o aderenti) all’associazione stessa. Cade dunque l’affermazione del Presidente che, già in data 26 ottobre, aveva scritto (a tutti i soci):

Stante infatti le dimissioni di tre Consiglieri [Paolo Lodigiani, Maela Lenci e Massimo Gregori] e non essendoci primi tra i non eletti atti a sostituirli, cioè soci votati ma non eletti alla Assemblea di due anni fa, il Consiglio non è più valido e non può di conseguenza operare neppure per l’ordinaria amministrazione.

Non basta: il Presidente trasporta alla sua sede in Bassano del Grappa tutta la documentazione della Associazione, in aperto contrasto con l’articolo 52 dello Statuto che sostiene come “gli atti dell’associazione” debbano esser conservati dal Segretario Generale. In questo modo ogni attività ufficiale di Aspronadi viene soppressa.

Siamo scesi a livello di una “repubblica della banane” e Aspronadi ha il suo piccolo dittatore.

A niente servono i molti e reiterati suggerimenti da parte di parecchi autorevoli soci (Boghi, Gregori, Mancini, Soccol eccetera) che suggeriscono di mettere in liquidazione l’Associazione: nulla sposta la ferma volontà di chi, trafficando, vuol conquistare il potere. E niente convince Berardo Cittadini: si sente il novello “pulzello” che deve a tutti i costi salvare Aspronadi portandola però in precisa rotta sugli scogli della più assoluta illegalità.

3) Sconsolati e preoccupati cinque soci: Giorgio Barilani (grande e storico Presidente di Aspronadi dal 20 marzo 1983 all’ottobre del 1990 e Proboviro uscente), Massimo Gregori (in Aspronadi dal 1976 e Consigliere uscente), Elena Lenzi (Segretario Generale uscente), Piero Nessi (in Aspronadi dal 1979 e Segretario Generale per più bienni) e Antonio Soccol (ideatore e fondatore di Aspronadi nel 1972, oltre che da sempre socio speciale/onorario) si sono dati appuntamento a Desenzano (dove Barilani vive) e hanno cercato di trovare una dignitosa via di uscita. Erano inoltre presenti per delega due progettisti storici come Renato “Sonny” Levi e Franco Harrauer.

I cinque hanno serenamente ragionato senza alcuna intenzione negativa se non quella di “salvare il salvabile”. Da quella riunione è uscito un documento che riporto integralmente e che è stato inviato a tutti i soci dell’Aspronadi. Diceva:

Ai Soci As.Pro.Na.Di. aventi diritto al voto in Assemblea.

Ci siamo incontrati a Desenzano ed abbiamo trascorso alcune ore discutendo, alla presenza e sotto il patrocino autorevole di Giorgio Barilani, della situazione e del possibile futuro dell’Associazione. Durante l’incontro abbiamo tentato senza successo di contattare il Presidente Berardo Cittadini.

Abbiamo riesaminato tutto il carteggio intercorso tra i Soci ed i Consiglieri dalla mancata assemblea di Genova in poi.

Abbiamo cercato di capire le posizioni e le motivazioni di ciascuno.

Abbiamo considerato varie possibilità che spaziano dalla convocazione dell’Assemblea ordinaria o straordinaria alla richiesta di scioglimento dell’Associazione, passando per l’ipotesi e l’opportunità del deferimento di alcuni Soci ai Probiviri per la loro radiazione.

Con profonda tristezza abbiamo preso atto della grande confusione nella quale è stata gettata As.Pro.Na.Di. ad opera di pochi. Uno strumento prezioso nei contenuti quale lo Statuto è stato svilito da alcuni a puro contenitore di formalità, salvo ignorarne all’occorrenza il dettato. In poco tempo sono stati vanificati il lavoro, la dedicazione, la fatica di tanti Soci in tanti anni.

As.Pro.Na.Di. ha raggiunto un livello di credibilità, notorietà e referenza mai toccati prima. E’ possibile che i recenti avvenimenti derivino dalla nuova visibilità ed appetibilità dell’Associazione.

Abbiamo deciso, con vero dolore, di dimetterci dall’Associazione perché riteniamo che siano venuti meno i presupposti statutari, che siano fortemente compromessi i rapporti interpersonali e che l’Associazione, nella presente situazione, non ci rappresenti più.

Crediamo che questa amara decisione si configuri come il male minore.

Tuttavia, allo scopo di non mettere As.Pro.Na.Di. in difficoltà nella gestione e nella conclusione dei premi “Marincovich”e “Una barca per tutti”, i responsabili dei concorsi (Antonio Soccol ed Elena Lenzi) ed altri in qualche modo coinvolti intendono fermamente ed in autonomia portare a compimento le iniziative da loro intraprese.

Naturalmente chiunque ha facoltà di aderire alle nostre conclusioni e di operare di conseguenza, presentando le proprie dimissioni (ovvero “recesso”, come da Statuto) sottoscrivendo per adesione questo documento e formalizzandole poi con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno da inviarsi al Presidente.

Desenzano del Garda, Novembre 2009

Firme di: Giorgio Barilani, Massimo Gregori Grgi?, Franco Harrauer, Elena Lenzi, Renato “Sonny” Levi, Piero Nessi, Antonio Soccol

Perché si parla di deferire alcuni soci al Collegio dei probiviri per chiederne la loro radiazione?

Senza voler entrare i dettagli davvero troppo squallidi, la risposta più precisa viene dall’articolo 29 del famoso Statuto che ordina:

La sospensione è decretata nei confronti dei soci morosi nel pagamento delle quote associative da oltre quattro mesi. Persistendo la morosità, il provvedimento di sospensione è convertito in espulsione…

Ora il bilancio di Aspronadi si chiude ogni anno a giugno pertanto, da sempre, le quote associative devono esser pagate entro aprile.

Ma il Vice Presidente Giovanni Maria Grasso confessa di suo pugno di aver pagato la quota del 2009 solo dopo sollecito, il 23 di ottobre, dunque con sette mesi di ritardo. Situazione analoga caratterizza anche il socio Giovanni Ceccarelli e molti altri.

Poco importa quanto raccomanda nello Statuto, l’Art.21 (Doveri):

Tutti i soci devono agire per il perseguimento delle finalità dell’associazione e sono tenuti a contribuire, mediante il versamento dei contributi annuali, alle spese di gestione della stessa.

A salvare questi “distratti” ci pensa, ufficialmente il Presidente Berardo Cittadini che, in una circolare ai soci del 27 novembre, scrive :

Da quanto mi ricordi Giovanni Ceccarelli, così come molti altri e me compreso come spesso ho detto in Consiglio, ha pagato la quota associativa in ritardo, niente di più. E’ veramente esecrabile che un banale episodio del genere venga strumentalizzato al fine di screditare il suo ed il mio nome.

E’ molto interessante (e drammaticamente significativo) sottolineare un dettaglio: questa lettera, firmata da Cittadini, è stata in realtà scritta proprio da Giovanni Ceccarelli come clamorosamente rivela un errore di copia-incolla che ha garantito a tutti i soci, in modo inequivocabile e incontestabile, la natura “ceccarelliana” dello scritto originale.

4) Valutiamo la situazione: abbiamo un Presidente uscente che si presta a firmare lettere scritte da un candidato alla nuova presidenza, lettere nelle quali quest’ultimo si autoassolve dal peccatuccio di esser socio “moroso”. Un articolo ignorato e snobbato dello Statuto viene definito “un banale episodio”. Leggiamo allora un altro brano tratto da una diversa lettera ufficiale di Cittadini:

Voglio dire che oltre allo Statuto esiste anche un modus operandi che storicamente è documentabile e la memoria storica di una associazione qualsiasi ne è il suo patrimonio e non credo vada trascurato per nessun motivo. Di piccole scorrettezze è piena la storia della nostra Associazione, chi le ha commesse non intendeva certo far male o distruggere, anzi a volte si è agito non proprio in maniera ortodossa per snellire o risolvere, sempre tenendo ben presente lo spirito e soprattutto da buoni naviganti il dove siamo, per poter capire quale strada prendere per dove vogliamo andare. Posso per esempio citare il fatto che non è la prima volta che una Assemblea viene convocata senza lettera raccomandala [la ricevuta di ritorno non è affatto prescritta ] , anche se comunque convocata per lettera.

Già. Peccato che a Genova questo non abbia avuto alcun valore e che ben 47 persone siano là convenute inutilmente. Se non è prendere in giro i soci come si chiama questo gioco?

5) Nel frattempo, come in una inarrestabile dismenorrea, iniziano a pervenire a Berardo Cittadini le lettere di recesso (dimissioni dall’Associazione) da Aspronadi.

Le firmano: Battista Emanuele (socio studente), Boghi Sergio (socio affiliato e attuale Consigliere), Borro Luca (socio studente), Buonpensiere Simone (socio studente), Campestre Simone (socio studente), Carriero Oscar (socio affiliato), Consoli Alessandro (socio studente), Fiorentino Francesco (socio aggregato), Frare GB (socio dal 1973, attuale socio onorario), Gatti Luca (socio studente), Glorioso Federico (socio studente), Gregori Massimo (socio ordinario e attuale Consigliere), Harrauer Franco (socio fondatore, attuale socio onorario), Harrauer Saverio (socio aggregato), Lenzi Elena (Segretario Generale), Levi “Sonny” Renato (Royal Designer for Industry della The Royal Society of Arts, socio Aspronadi onorario), Mancini Andrea (rappresentante ufficiale dell’INSEAN, Vasca Navale di Roma; socio affiliato), Marassi Michela (socio aggregato), Marini Giulio (socio studente), Mazzon Daniele (socio studente), Mendoza Cesar (direttore IED Torino, socio aggregato), Monte Mireles Liliana (socio studente), Nessi Piero (già Segretario Generale, attuale socio onorario), Pittaluga Marco (socio studente), Rapetti Luciano (socio affiliato, attuale Proboviro), Ravagli Marco (socio studente), Spreafico Lorenzo (socio studente), Telaroli Giuseppe (socio ordinario), Tuccio Vincenzo (socio affiliato), Zavaglia Luca (socio affiliato).

Sonny Levi al telefono con GB Frare Franco Harrauer

Elena Lenzi e Cesar Mendoza Cino Ricci premia Giorgio Barilani

GB FRAREInoltre, essendo stata annullata per volontà del Presidente, la riunione di Consiglio Direttivo del 21 ottobre u.s. che avrebbe dovuto accettarne l’iscrizione come “studenti”, non sono soci: Bardetta Caterina, Busiello Margherita, Calabrese Mary, Cortese Andrea, Cucinotta Antonio, Cucinotta Marco, De Nardo Alberto, Donato Alessandro, Donato Nicola, Garofalo Luca, Giarratano Giancarlo, Gugliandolo Domenico, Leggio Emanuele, Marte Antonio, Meucci Mariangela, Pitruzzo Rosario, Puglia Valentina, Restuccia Antonio, Ruta Andrea, Salini Luigi e Testa Marco.

A questo elenco mi aggiungo anch’io con questa lettera che riporto integralmente:

Caro (oso) Berardo,

ricevo la raccomandata del 23/11/09 con la convocazione alla, del tutto inutile e antiStatuto, Assemblea di Roma per venerdì, 11 dicembre 2009.

Come certamente sai, l’Assemblea romana sarà un grottesco flop come le due precedenti. E ti prego di evitare di parlarmi di democrazia, parola che oggi ha perso, purtroppo anche in Aspronadi, ogni significato.

A questo punto non ho scelte: rassegno le mie irrevocabili dimissioni da “socio onorario” (sta, come ricordi, per socio “ideatore e fondatore”) di Aspronadi. Non mi riconosco più in questa Associazione né, men che meno, nel suo potenziale, troppo opinabile, futuro.

Credimi, ho molto amaro in bocca (e altrove) e ricordo con grande nostalgia i tempi (15 gennaio 2009) in cui tu mi scrivevi: Ciao Antonio, sai che ora mi sembra un po’ buffa questa cosa, “… quale cosa?”

La cosa è che io leggo nell’ombra e con molta attenzione tutto quanto passa tra te e ASPRONADI, ma diciamo pure tra te e la splendida Elena e mi sento con piacere il Presidente vecchio e barbogio protetto dai collaboratori cui vuole bene, sentendosi sicuramente ricambiato [oddìo, magari non da tutti]. Però mi ricordo quando tu, su “Arcidiavolo”, provavi eliche entrando ed uscendo da Bocche di Magra ed io, con enorme soggezione, ti guardavo ammirato [ottanta anni fa, più o meno] e poi quando, io da Conigliere ASPRONADI e tu da Direttore di No Limits, si parlava di Handy’s a bordo.”

Ok, vecchio “barbogio”: hai sbagliato e hai distrutto Aspronadi. So che te ne duole.

Ma “Honi soit qui mal y pense (Sia vituperato chi ne pensa male)”, no?

Non parteciperò alla perdita di tempo di Roma e ti auguro “buon vento”ma spira, purtroppo, scirocco: vento di Sud-Est e, inoltre, marcio…

Credimi, con affetto, e “alla prossima”…

Antonio Soccol (socio ideatore e fondatore e ex-socio onorario di Aspronadi)

E così, svuotata della larga maggioranza dei suoi soci storici fondamentali e di molti giovani, Aspronadi diventa una scatola vuota.

6) Nella citata lettera che Giovanni Ceccarelli ha scritto di suo pugno ma poi facendola firmare e diramare da Berardo Cittadini si legge anche:

Molti, moltissimi soci sono stati e probabilmente saranno morosi ed è sempre da me stato detto che, prima di attivare la procedura prevista dallo Statuto, cortesia vuole che si faccia almeno una personale telefonata al proposito. Da quanto mi ricordi Giovanni Ceccarelli, così come molti altri e me compreso come spesso ho detto in Consiglio, ha pagato la quota associativa in ritardo, niente di più. E’ veramente esecrabile che un banale episodio del genere venga strumentalizzato al fine di screditare il suo ed il mio nome. Per quanto riguarda la pretesa di giudicare oltraggioso il suo atteggiamento nei confronti di ASPRONADI, sinceramente l’ipotesi mi sembra così ridicola da non meritare altro commento che questo.

E qui siamo davvero all’inciucio più esecrabile: c’è un presidente uscente (Cittadini) che si fa garante per il presidente candidato (Ceccarelli) e lo assolve dalla sua situazione di socio in chiaro contrasto con lo Statuto, attraverso argomentazioni di finto “bon ton” e il tutto non con “farina del suo sacco” ma ignominiosamente firmando un testo prefabbricato da Ceccarelli stesso. Il senso di nausea diventa insopportabile, perché per molto tempo Cittadini, davanti a numerosi testimoni, ha sempre dichiarato nessuna fiducia nei confronti di Ceccarelli così come ha altresì sempre sostenuto che era disposto a “pagare” se qualcuno gli avesse tolto dai c… il vicepresidente Giovanni Maria Grasso, personaggio il cui unico scopo pareva essere “combattere” Aspronadi.

Cos’è successo per determinare questo inconcepibile cambiamento di rotta? Non si sa. Parlano solo i fatti. Che però sono incomprensibili.

A parodia della vita politica nazionale, qualcuno incomincia a chiedersi se il presidente di Aspronadi, Berardo Cittadini stia bene. Qualcun altro gli scrive chiedendogli: “Sei sotto ricatto?”. Altri gli domandano: “Sei burattino o burattinaio?” Naturalmente tutte queste lettere non ricevono risposta.

7) Viene convocata una terza Assemblea elettiva per il giorno 11 dicembre a Roma. Lo Statuto al suo articolo 36 recita testualmente: “…l’assemblea deve essere riconvocata entro trenta giorni dalla prima”. Dal 23 ottobre all’11 dicembre di giorni ne sono trascorsi 50 (cinquanta) e non 30 (trenta), dunque questa Assemblea è assolutamente illegale. Per dovere segnalo il problema sia al presidente uscente che al Collegio dei Sindaci. Nessuna risposta.

Un laconico comunicato della segreteria di Aspronadi informa che vi sono due candidati alla Presidenza: Giovanni Ceccarelli e Massimo Paperini. Il primo dirama un suo “programma di governo” dove allegramente garantisce che se sarà eletto, cambierà lo Statuto. E siamo nuovamente alla parodia dei problemi politici nazionali.

Il secondo candidato informa alcuni soci con un documento di programmazione che dai più viene definito “una banale lista della spesa”.

Che succede nella illegale Assemblea romana?

Il sito web della Associazione scrive a lettere cubitali: “Massiccia presenza di votanti”. La verità? Risultano 28 presenti fisicamente più 7 deleghe: totale 35 votanti, vale a dire il 56,45% rispetto a quelli presenti a Genova. Alla faccia del valore e della efficienza della raccomandata rispetto alle e-mail… e, ovviamente, della sedicente “massiccia presenza”.

In apertura di riunione prende la parola il sindaco Andrea Vallicelli che racconta come egli stesso sia stato spesso socio “moroso” e che questo non può costituire elemento pregiudiziale. Bontà sua. Evidentemente lo Statuto associativo ha le stesse caratteristiche di quella parte del corpo umano maschile che si allunga o restringe in funzione degli stimoli del testosterone.

Un tentativo di cooptare in associazione un nuovo socio viene respinto per non commettere “illegalità”. Alcuni soci presenti colgono l’occasione per pagare (con sette mesi e undici giorni di ritardo) la loro quota sociale. Non viene fatto nessun riscontro contabile su chi sia o sia stato sino a quel momento socio “moroso” e abbia quindi diritto o meno di voto.

8) Si passa quindi alle elezioni che danno questo risultato:

PRESIDENTE: Giovanni Ceccarelli. CONSIGLIERI: Attilio Albeggiani, Franco Gnessi, Pier Paolo De Cesari, Giovanni Maria Grasso, Fabrizio De Santis, Maela Lenci, Davide Tagliapietra, Benedetto Inzerillo. PROBIVIRI: Roberto Nicolucci, Andra Vallicelli , Massimo Paperini. SINDACI: Berardo Cittadini, Aldo Gatti, Francesco Baratta.

Questo vertice merita alcune considerazioni.

Del neo presidente Giovanni Ceccarelli s’è già detto ma merita ricordare la sua straordinaria qualità di progettista: sostiene di aver disegnato oltre mille (impossibile) barche e fra queste anche due scafi per l’America’s Cup (il primo “Mascalzone Latino” e successivamente “+ 39”) i cui strabilianti risultati in gara sono ancora sulla bocca di tutti.

Fra i consiglieri si evince che Albeggiani e Inzerillo hanno studio professionale assieme: certo non è proibito ma…; Grasso era quel vicepresidente uscente che doveva venir espulso dai probiviri. Un piccolo momento di attenzione meritano anche De Santis e Lenci. Il primo, nove giorni prima dell’assemblea romana aveva scritto questa lettera (copio-incollo):

Caro Presidente, cari Consiglieri e cari Soci,

vi scrivo queste poche righe in quanto ormai non mi riconosco più in quello che sta accadendo all’interno della nostra associazione.

È ormai più di un decennio che sono socio, partecipando attivamente alla vita dell’associazione prima come sindaco poi come consigliere, ma l’evolversi delle polemiche che sono scaturite dopo il tentativo di assemblea presso lo yacht club italiano, mi portano a dissociarmi completamente da queste polemiche in atto sia come consigliere che come semplice socio.

Nello specifico della situazione voglio sottolineare che le parole del socio Antonio Soccol non rappresentano ne il mio pensiero ne quello del consiglio, in quanto non mi risulta convocato da oltre un mese e mai in precedenza il consiglio in precedenza aveva incaricato Antonio Soccol di esprimersi a nome di esso, anzi chiedo che i toni vengano riportati ad un piano accettabile altrimenti mi prenderò carico di chiedere come socio l’intervento dei provibiri nei confronti di tutti quei soci che cercano di infamare l’associazione con il solo scopo di farla chiudere solo per poterne riaprire una gestita solo da loro.

Caro presidente, ti prego di prendere atto delle mie dimissioni dal consiglio e ti chiedo come semplice socio di voler prendere una seria e congrua posizione a riguardo di tutto quello che sta accadendo.

Fabrizio de Santis.

Come ben si vede siamo di fronte a una coerenza indiscutibile. Ma, si sa, solo gli imbecilli non cambiano mai idea e poi si rifiuta mai una carica in Italia?

Maela Lenci, invece, il 22 ottobre aveva scritto al presidente a al Consiglio Direttivo in carica:

Buongiorno, almeno ve lo auguro.. Allego le mie dimissioni, già anticipate per voce. Non so se si può ritenere valido tale documento inviato via mail e per giunta non ho modo di inserire la mia firma causa problemi con lo scanner; non ho modo neanche di spedirla via fax con la firma perché presso la sede di Bassano non risulta un numero di fax. Qualora fosse necessaria maggiore formalità, sarà mia premura inviare una regolare lettera per posta normale.

Cordiali saluti, Maela Lenci

… Altro straordinario esempio di coerenza. O di connivenza? Altro dettaglio che crea perplessità: come mai 24 ore prima dell’Assemblea elettiva, Maela Lenci già telefonava a Aspro-soci dichiarando che dal giorno dopo sarebbe stata lei ad occuparsi di certe importanti faccende associative? Preveggenza pura? Non so voi, ma io sento sapore di inciucio…

Eleggere, poi, fra i probiviri Berardo Cittadini dopo lo scempio che ha fatto e permesso si facesse dello Statuto sembra un po’ come quello che, a guardia del suo pollaio, aveva messo una faina.

Infine una piccola valutazione statistica su questo vertice: complessivamente i soci di Aspronadi sono residenti per il 74,1% al Nord; e per il 25,9% al Centro e al Sud (isole comprese).

L’attuale, sia pure illegale, vertice di questa associazione elenca complessivamente il 42,9% di residenti al Nord e il 57,1% di operatori del Centro e del Sud. Una ben strana metamorfosi delle rappresentanze geografiche che, come dicono gli avvocati, suggerisce qualche legittima suscipione.

9) Guardiamo però concretamente la sostanza delle cose.

Può questa specie di armata Brancaleone eletta in una Assemblea illegale, con al vertice dei rappresentanti illegali (dal Presidente a buona parte del Consiglio Direttivo, ai Probiviri), votati da soci in buona parte illegali avere dignitosa rappresentanza presso Istituti come il RINA, come UNI/ISO, come ATENA, come UCINA e i tanti altri dove, sino a poco tempo fa, Aspronadi era interprete ufficiale del pensiero della “progettazione nautica italiana”?

Escluso.

Alcuni di questi Enti e Istituti hanno, infatti, già espresso molta perplessità e preso le dovute distanze. Altri hanno ricevuto in questi giorni le oneste dimissioni degli ex-rappresentanti.

Peraltro questa ormai “ex Associazione” non ha neppure risposto all’obbligatorio censimento nazionale sulle associazioni italiane. Dunque non esiste proprio.

Avendola io ideata e fondata 37 anni or sono, credo sia “umano” che ora io sia “stupito e scandalizzato”.

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7 commenti
  1. Antonio Soccol
    Antonio Soccol dice:

    Caro Giovanni,

    che coincidenza di nomi di persona… Grazie per la definizione di articolo “interessantissimo”. Ed ecco quanto Giovanni Ceccarelli ha promesso in campagna elettorale. Come sempre “copio-incollo” dal suo testo originale.

    1) Consiglio composto da membri:
    a) di comprovata esperienza in seno associativo
    b) nuove/giovani volenterose leve uscite da master o neo laureati
    c) rappresentanza all’ interno di aree di lavoro legate ad Aspronadi in particolare:
    • Progettazione legata alla libera professione
    • Progettazione legata all’industria
    • Insegnamento legato alla nautica e al navale
    • Consulenze
    • Project managment
    • Cantieristica e sicurezza sul lavoro nel diporto e navale.

    Tutto ciò non è permesso dallo Statuto (art. 44). Dunque è illegale. Risulta inoltre, quanto meno bizzarro, pensare che il futuro Presidente potesse decidere da chi poteva/doveva esser composto il nuovo Consiglio che, sino a prova contraria, avrebbe dovuto esser eletto da una Assemblea libera e non “condizionata”. In ogni caso, il nuovo Consiglio non è assolutamente composto da persone con queste caratteristiche. Promessa non mantenuta.

    2) Suddivisione in 3/4 macro aree geografiche (sud – centro – nord W -nord E).
    • Delocalizzazione di alcune responsabilita’ ai singoli rappresentanti scelti all’interno o esterno del consiglio direttivo.

    Manovra pre-elettorale utilissima perché scaltra: atta, infatti, a creare e quindi a disporre di “cariche” da distribuire/elargire e ottenere così “voti di scambio”.
    Domanda: da quando in qua, una seria associazione di professionisti insegue l’allargamento del numero dei suoi iscritti con le stesse strategie di chi vuol conquistare un “mercato” commerciale?
     

    3) Banca dati funzionante per ricerca competenze. Facilmente accessibile da tutti e possibilmente ben popolata da numerosi soci neolaureati/masterizzati. Banca dati utilizzabile anche per C.T.U. Obiettivo massima trasparenza nell’assegnazione degli incarichi. In cambio un piccolo ritorno economico per l’ Associazione da chi poi ha ricevuto l’ incarico sotto forma di opinamento della parcella o altra modalità da verificare che sia corretta legalmente e fiscalmente.
    4) Promuovere rapporti con le due principali federazioni – Motonautica FIM – Vela FIV – con consiglieri delegati a seguirle.
    5) Promuovere un rapporto paritetico con Ucina e ritornare ad essere presenti con un nostro stand al Salone di Genova.
    6) Iniziare dialogo a livello ministeriale Governativo per un riconoscimento dell’associazione come polo di riferimento per consultazioni legate alla nautica da diporto in modo stabile e duraturo.

    I punti 3), 4), 5), 6) sono solo inutili parole in libertà: pura, ridicola e grottesca “propaganda elettorale”.

    7) Organizzazioni con un convegno importante solo se sponsorizzati e appoggiati in loco.
    Quando ero giovincello girava una canzoncina che diceva: “Con un po’ di fantasia vado a letto con Sofia” e la Sofia in oggetto era la Loren…

    8) Attualizzare lo statuto con particolare riguardo:
    a) alla luce delle nuove tecnologie di comunicazione all’operatività e alle nuove normative in vigore;
    b) introdurre la carica di Presidente Onorario intesa come una figura istituzionale senza effettiva carica operativa al fine di non rivoluzionare l’impostazione associativa ed avrei pensato alla figura di Giorgio Barilani.
    c) Introdurre un concetto federativo legato alle aree geografiche.

    E questo è il nucleo centrale del problema: “Se mi fate diventare Presidente, io cambio lo Statuto”, dice il candidato alla presidenza. Neppure Pinochet ha avuto il coraggio di dirlo, prima di assaltare la “Casa rosada” e portare a morte Salvador Allende.
    Onore al merito, dunque, al futuro Aspro-dittatore che ha ben capito come, con l’attuale Statuto, lui sia illegale e con lui tutta l’Associazione. La soluzione è a dir poco banale: basta buttar via il vecchio Statuto e “modernizzarlo” Ops, si dice “attualizzare”!. Già, ma lo Statuto si può modificare solo con una Assemblea Straordinaria, inimmaginabile per i numeri richiesti (presenza dei due terzi degli aventi diritto, art. 32).

    9) Definire un chiaro rapporto con le Università e corsi dei Master incaricare un membro di consiglio con esperienza nel mondo Universitario che segua di persona; cercare di diventare l’albo a cui s’iscrivono “obbligatoriamente” o “consigliati”, gli ex studenti di master o neo laureati.
    Non avendo Aspronadi più carisma né autorevolezza sembra cosa saggia garantire l’equilibrio delle sue casse sociali attraverso l’acquisizione quasi coatta di giovani soci opportunamente “obbligati” o “consigliati” da appositi “consigliori”. Straordinariamente gratificante: per le Università, soprattutto.

    Tutto questo grottesco pasticcio crea non poche conseguenze: grazie al duro lavoro fatto, in buona parte, dal Consiglio Direttivo uscente, Aspronadi è ufficialmente rappresentato presso Enti come: Uni/Iso,Ucina, Rina, Atena, Sunrise, premio Myda, Abitare la barca, Targa Bonetto, La barca dell’Anno, Design on board eccetera.

    Ora, qualcuno è in grado, per esempio, di immaginarsi il bravo e serio Sergio Abrami mentre si rivolge, in sede internazionale, ai suoi interlocutori di Uni/Iso e dice: “Ragazzi, io rappresento una associazione illegale, con un vertice composto da soci morosi, eletto con voti non “sicuramente” legittimi e da una Assemblea convocata contro la precisa espressione dello Statuto. Mi volete lo stesso?”

    E se non trovasse l’opportunità di confessarlo (cosa che escludo), che valore avrebbero le sue opinioni? Chi rappresenterebbero?

    E le altre istituzioni fingerebbero di non sapere? Ne va della loro dignità e del loro prestigio. E della loro co-responsabilità.
     
    Sintesi 1: se una ipotetica Aspronadi, per sopravvivere- sia pure illegalmente-, è devuta arrivare ad avere come Presidente un Aspro-socio platealmente sorpreso, con prove inconfutabili, ad autoscriversi lettere di plauso e di assoluzione dei suoi peccati e di averle poi fatte in modo pacchiano firmare da un compiacente presidente uscente, che Associazione è? Qualcosa che rappresenta con serietà un certo numero di professionisti’? Escluso.
    Quando mai un re travicello ha garantito prestigio ai ranocchi?
     
    Sintesi 2: a questa sedicente Assemblea elettiva, Aspronadi si presenta con un Consiglio dove cinque membri hanno dato le loro dimissioni (De Santis, Gregori, Lenci, Lenzi, Lodigiani) e di questi, due hanno anche dato recesso dall’Associazione. Elemento davvero inconsueto nei 37 anni di vita di Aspronadi. Ma, poi, alle prime elezioni due di questi consiglieri dimissionari (Lenci e De Santis), si ripresentano candidati e vengono immediatamente eletti…
     
    Sintesi 3: Aspronadi è illegale. Meglio accettarlo.
    Sperare che così non sia, che la “sciroccata” sia passata senza lasciare traccia è impossibile. Purtroppo.

    Ecco perché, caro Giovanni: Aspronadi non esiste più.

    A.S.

  2. Giovanni
    Giovanni dice:

    Interessantissimo articolo,

    ma ho un interrogativo che vorrei sottoporre, che cosa farà il nuovo vertice?
    Non è giusto valutare anche questi elementi che Soccol non ha preso in considerazione?

    Saluti,
    Giovanni

  3. Antonio Soccol
    Antonio Soccol dice:

    Caro Tito, grazie per il tuo pacato intervento.

    In effetti mi crea grandissima amarezza la situazione di totale illegalità che si è venuta a creare in Aspronadi. Peraltro i personaggi che l’hanno creata avevano già dato ampie prove di essere mal mostosi.

    Tu ricorderai di certo il corso fatto da Aspronadi alla Vasca Navale di Roma anche perché ne hai fatto ottimo reportage proprio su Altomareblu (si veda: Seminario ASPRONADI).

    Ebbene pensa che, prima di quella iniziativa, il neo eletto presidente di Aspronadi (allora ancora semplice socio) aveva scritto a tutti queste testuali parole:

    Egregi colleghi, mi sarei aspettato che la vasca di Roma essendo anche struttura pubblica avrebbe dovuto organizzare queste giornate/a gratis, come fanno altre strutture similari all’estero se richieste e motivate da reale interesse.

    In fin dei conti letto il programma è un modo loro per farsi pubblicità e per cercare di portare nuovi clienti.
    Grazie, non sono interessato.
    Comunque meritevole come iniziativa dell’associazione.

    Saluti a tutti.
    Giovanni Ceccarelli

    A questa impressionante e arrogante circolare, l’allora Segretario Generale, Elena Lenzi, il 18 febbraio, rispose così:

    Buon giorno Giovanni,

    La ringrazio innanzi tutto, a nome del consiglio, per i complimenti che ci ha voluto rivolgere.
    In effetti come avrà potuto vedere e vedrà stiamo cercando di migliorare i servizi per i soci e le funzioni che l’Associazione svolge verso il mondo nautico e non solo.

    Mi dispiace apprendere che, causa certamente fonti informazioni differenti, abbiamo dati discordanti.
    Per quanto mi è dato sapere le vasche navali, per quanto possano essere organismi statali, anche all’estero si fanno pagare. Oserei dire anche profumatamente.

    Un esempio: il corso ‘Ship Hydrodynamics I’ March 23 – 27, 2009 (5 days) che si svolge presso il Marin, The Maritime Research Institute Netherland, di Wageningen.

    Se si va questa pagina: http://www.marin.nl e si clicca sul form per la registrazione apparirà il prezzo per 5 giorni di corso: 3500 euro!!!! Cioè 700 Euro/giorno di corso!!!

    D’altra parte non mi riesce difficile pensare che per come se la passa la ricerca italiana in genere: senza una lira! Le cose gratis non si possono più fare.
    Ma bando alle parole, come dicevo la diversità di informazioni sicuramente sarà dovuta a fonti di informazioni differenti. Di conseguenza La inviterei a comunicarmi in modo più dettagliato i suoi riscontri in modo da migliorare ancor di più il servizio.

    Nel frattempo Le posso anticipare che siamo riusciti a fare in modo di offrire ai soci il corso presso la Vasca di Roma in modo gratuito, proprio per affermare e confermare il nuovo spirito che anima l’Associazione.

    E’ cioè, quello tra gli altri, di organo di diffusione di una cultura del settore specializzata che garantisca al socio di potersi sentire seguito ed aggiornato nel suo lavoro.

    Sperando di aver stuzzicato in Lei la voglia di contribuire a tale scopo, Le invio cordiali saluti

    Elena Lenzi

    A corso realizzato (e con il successo di cui tu sei stato testimone) un altro personaggio ampiamente responsabile dell’attuale illegalità di Aspronadi, l’allora vice-presidente Giovanni Maria Grasso ha così scritto:

    Buon pomeriggio a Tutti,

    Penso sia necessario avere percezione esatta di quello che viene erogato attraverso quasar.

    Il corso della vasca mi è sembrato più una loro pubblicità circa le loro competenze e, credo, non ci abbia arricchito di importanti nuove competenze in fluidodinamica.

    Elementi importanti per la professione che esercitiamo.

    Giovanni Maria

    Merita specificare che Giovanni Maria non era affatto presente al corso stesso.

    Come vedi, caro Tito, la volontà di seminare zizzania, di fare della gratuita (quanto ridicola, sciocca e inopportuna) maldicenza era organizzata e faceva parte di una precisa strategia.

    Ceccarelli e Grasso volevano a tutti i costi prendere il potere in Aspronadi e ci sono riusciti calpestando le motivazioni istituzionali dell’Associazione e assoggettandone lo Statuto alle loro esigenze. In sintesi riducendola alla nullità dell’attuale illegalità.

    Come è ben scritto nell’imperdibile libretto “Allegro ma non troppo”, un delizioso saggio del grande Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di Storia Economica a Berkeley:

    “Una persona stupida è una persona che causa danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé ma addirittura subendo una perdita”.

    La storia non concede mai sconti. A nessuno.

    Antonio Soccol

  4. Tito Mancini
    Tito Mancini dice:

    Il minuzioso racconto di Antonio Soccol su quanto avvenuto all’assemblea di AS.PRO.NA.DI. ha dell’irreale, oserei affermare teatral/comico se non temessi di offendere la maggioranza di coloro che hanno partecipato

    La mia conoscenza dell’Associazione è molto relativa, avendone avuto in passato, sporadici contatti a livello professionale ma, di una cosa sono certo tutti gli affiliati, sono professionisti affermati e di chiara fama, a qualsiasi ordine professionale appartengano e per alcuni di loro, ho una sincera ammirazione.

    Tutto ciò premesso, mi riesce oltremodo difficile comprendere l’atteggiamento pretestuoso e di opposizione adottato in assemblea dai “vertici” dell’Associazione.

    E’ avvilente considerare come la volontà di pochissimi, che hanno invocato i “termini di legge (statuto)” , abbia potuto creare un simile sfacelo mentre gli stessi, non siano stati altrettanto solerti in altre occasioni.

    A mio avviso questo piano, molto probabilmente “preorganizzato”, di fatto ha valutato tutti gli intervenuti all’assemblea, come dei semplici “spettatori” e non membri di un’assemblea straordinaria di AS.PRO.NA.DI.

    Tutto ciò, non mi sembra assolutamente un comportamento etico nei loro confronti, in considerazione anche degli obiettivi che l’Associazione si prefisse all’atto della sua costituzione e che per anni questi hanno fornito, non fosse altro per il lustro apportato dal loro nome associato ad AS.PRO.NA.DI.

    Un ultima considerazione, non esistono “peccati veniali”, per le leggi vigenti, il furto di una mela e di un’automobile vengono trattati alla stessa stregua ma, non desidero assolutamente entrare nel merito, sulla legalità o meno dei provvedimenti adottati nell’assemblea, questa è una questione che appartiene agli “Organi di Controllo” a cui è soggetta qualsiasi Organizzazione od Associazione.

    Cordialmente,
    Tito Mancini

  5. admin
    admin dice:

    La mia richiesta è stata esaudita.

    Nell’articolo dedicato a Gianbattista Frare avevo letto di Aspronadi e del rammarico espresso da Antonio in merito all’Associazione che lui ed altri hanno contribuito da più di un decennio a far nascere, incuriosito ho chiesto cosa fosse mai capitato e… la risposta di Antonio è diventato un articolo che spiega i punti salienti di una incresciosa situazione.

    L’Associazione è in questo “angolo del web” sostenuta e promossa, anche questi punti saranno affrontati presto ma per quello che mi riguarda, se non ci saranno chiarimenti “ufficiali” e un rientro nella legalità e della funzionalità dell’associazione, difficilmente questo rapporto potrà continuare, contestualmente non credo che nemmeno gli organi “ufficiali” come RINA, ATENA e UCINA sosterranno una situazione così difficile e “forzata”.

    Toc Toc… Aspronadi, c’è nessuno?

    Alex

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