A salty dog – Procol Harum

Procol Harum, “A Salty Dog”

Navigando sul web casualmente ho visto su YouTube il video di un brano dei  Procol Harum, intitolato “A Salty Dog” del 1969, che mi ha improvvisamente riportato alla mia gioventù, suscitandomi forti emozioni.

Mi permetto di riproporla ai lettori di Altomareblu, dai giovani ai meno giovani, perché è una storia di mare che appunto parla di un “Capitano lupo di mare”, una storia di enorme suggestione e di vera poesia che consiglio a tutti di vedere ed ascoltare. Inoltre, nel presentare il video di riferimento voglio evidenziare, specialmente per i più giovani, come si suonava una volta, pochissima elettronica, molta preparazione personale e tantissima passione!!!

Agli appassionati di queste bend degli anni 60′ e 70′ segnalo che i “Procol Harum” sono un gruppo ancora attivo ed ha un loro sito: www.procolharum.com

Infine, tra i brani famosi che hanno interpretato ricordo “A Whiter Shade of Pale”, divenuto notissimo in Italia nella versione intitolata “Senza luce”, interpretata dai “Dik Dik”.

Il testo in inglese:

A Salty Dog

All hands on deck, weve run afloat! I heard the captain cry
explore the ship, replace the cook: let no one leave alive!
Across the straits, around the Horn: how far can sailors fly?
A twisted path, our tortured course, and no one left alive

We sailed for parts unknown to man, where ships come home to die
No lofty peak, nor fortress bold, could match our captains eye
Upon the seventh seasick day we made our port of call
A sand so white, and sea so blue, no mortal place at all

We fired the gun, and burnt the mast, and rowed from ship to shore
The captain cried, we sailors wept: our tears were tears of joy
Now many moons and many Junes have passed since we made land
A salty dog, this seamans log: your witness my own hand.

La traduzione in italiano:

Un lupo di mare

“Tutti in coperta, ci siamo disincagliati! “Sentii gridare il capitano
“Esplorate la nave, sostituite il cuoco: che nessuno sopravviva!”
Attraverso gli stretti, intorno a Capo Horn: fin dove possono fuggire i marinai?
Un sentiero difficile, una strada tormentata, e nessun sopravvissuto.
Partimmo per luoghi sconosciuti all’uomo, dove le navi vanno a morire
Nessuna vetta elevata, nessuna poteva eguagliare l’occhio del nostro capitano.
Al settimo giorno di mal di mare trovammo l’approdo.Una sabbia così bianca, un’acqua così azzurra, un posto tutt’altro che mortale.

Scaricammo il cannone, bruciammo gli alberi della nave e raggiungemmo la spiaggia a remi.
Il capitano gridava, noi marinai piangevamo: le nostre erano lacrime di gioia.
Molte lune e molti giugno sono trascorsi da quando siamo approdati.
Un lupo di mare, questo marinaio: la mia mano ti è testimone.

Buona visione a tutti!

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38 commenti
  1. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Ciao Franco,
    si è tutto come tu dici e stupenda la canzone ed anche la trasmissione “Avventura”. Bei tempi in cui tutto era più semplice e naturale, mentre adesso è tutto molto virtuale e poco reale… poi quando si aprono gli occhi, svegliato dalla realtà, ti accorgi che di aver beccato una fregatura… Purtroppo al tempo butta così..
    Per quanto riguarda la tua precisazione, “Senza luce” la cantavano i Dik Dik e non i Camaleonti ed è stato un mio errore di cui chiedo scusa. Anzi, colgo l’occasione per corregge anche l’errore nel mio pezzo.
    Grazie per averci scritto e come dici tu, “W la Musica” che ascolto per moltissime ore nella giornata e con un repertorio vastissimo, visto che sono appassionato di soul-jazz-blues-rock-leggera-classica-lirica-sinfonica- cubana-africana ecc.. ed ho un archivio molto vasto.
    concordo con le tue osservazioni circa il pezzo intitolato Fortuna, ma forse meno coinvolgente di Salty dog. Tuttavia, la musica bella è sempre bella.. scusa l’espressione!!
    Un cordiale saluto,
    Giacomo Vitale

  2. franco
    franco dice:

    Ciao a tutti. Viva i Procol Harum che hanno cantato un pezzo che si intitola “Fortuna”, in italiano, la conoscete… In mezzo a questo pezzo, c’è un tratto di musica di Back. Ciao.

  3. franco
    franco dice:

    Salve, mi chiamo Franco, 55 anni, di Milano. Non conosco l’inglese, però, mi pare, che la canzone in questione fosse la sigla iniziale di una serie di documentari intitolata “Avventura”, dove si vedevano e sentivano dei gabbiani. Vorrei sapere se è questa, era a dir poco stupenda. Vorrei, anche, fare una precisazione che, forse, può essere stato anche un errore di stampa, riguardo alla canzone “Senza luce”, non la cantavano in italiano i Camaleonti, ma i Dik-Dik. Grazie e….viva la musica! Ciao.

  4. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentilissimo Antonello D’Antoni,

    sono veramente contento di averti fatto rivivere momenti belli della tua gioventù che sono stati anche i miei, con il pezzo dei Procol Harum che in tantissimi, coetanei di quegli anni, ricordiamo con un pizzico di malinconia, ma anche con tanta felicità, perché allora era tutto più semplice e meno artefatto e nel tuo caso il bellissimo ricordo di tuo papà..

    Grazie per averci scritto!!
    un abbraccio ed un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  5. Antonello D'Antoni
    Antonello D'Antoni dice:

    Mamma mia che ricordi… son tornato indietro di circa 40 anni, (classe 63) finalmente ho riascoltato la canzone che cercavo da tempo insieme al documentario che mi trasportava in un mondo fantastico, fatto di sogni e tante promesse seduto accanto a mio padre perso da ragazzino.

    Mi riporta in un tempo allora innocentemente felice!! Ti ringrazio per avermi fatto rivivere quei momenti indelebili nella mia mente e che condivido con ognuno di voi.

    Un abbraccio,
    Antonello

  6. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Ciao Mauro,

    la memoria non ti inganna era “Avventura” una serie televisiva ben fatta che ha lasciato un segno indelebile nella memoria dei ragazzini di un tempo che oggi sono uomini maturi…

    Grazie per averci scritto.

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  7. Mauro
    Mauro dice:

    Se la memoria non mi inganna il programma era “A come avventura” e mi ha insegnato ad apprezzare i documentari. La sigla di chiusura “A Salty Dog” aveva come sfondo una stupenda scogliera, con i gabbiani ….

  8. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Grazie Nik per quanto dici e sono contento che questo brano porta alla memoria momenti bellissimi ed emozioni vissute nella tua vita.
    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  9. nik
    nik dice:

    Si mi fa ricordare.. mi apre i cassetti della memoria dove sono rimasti solamente pezzetti di carta scritta. Non sono condivisibili con chi non
    ha vissuto bellissimi momenti. Questa canzone rispolvera le emozioni della mia vita passata come foglie al vento.

  10. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Marco,

    ti ringraziamo per quanto dici di AMB e siamo contenti di averti portato alla mente, così come accaduto per altri lettori che ci seguono, i bei momenti della nostra gioventù legati, come nel caso specifico, ad alcuni brani musicali storici e “magici” della nostra trascorsa gioventù, come per il brano interpretato da Joe Cocher ed in origine dei Beatles, legati anche alla trasmissione “Avventura”.

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  11. Marco
    Marco dice:

    Carissimi tutti, caro Giacomo,

    girovagando per il web mi sono imbattuto in questo forum “magico” che grazie a Voi ed alla fantastica musica dei P.H. mi ha riportato, appunto per magia, agli anni della mia infanzia.

    Ero un bambino di meno di 10 anni, sono del 1961, che guardava “Avventura” alla “TV dei Ragazzi”, almeno mi sembra di ricordare che ne facesse parte” e al tempo non amavo particolarmente “Salty Dog”, anche se mi piaceva tantissimo perchè significava la fine del mio programma preferito. Voglio portare infine un piccolo contributo a tutti voi per ricordare da vecchio fan dei FabFour che anche “She Came In Through The Bathroom Window” di J.Cocker è in realtà una cover di un brano dei Beatles scritto da Macca nel 1969 (si trova nell’LP Abbey Road), ciao.

    Marco

  12. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Graziano,

    ti ringraziamo per averci scritto e sono sicuro che se in italia vi fosse un numero maggiore di naviganti del web, tanti ci scriverebbero quanto hai espresso tu e tutti gli altri che ci avete comunicato delle emozioni provate nell’ascolto di questo “magico” brano musicale.

    Cordiali saluti,
    Giacomo Vitale

  13. Graziano
    Graziano dice:

    La trasmissione bellissima, credo proprio fosse “come avventura”, con i pochi mezzi di comunicazione e senza l’affollamento mediatico di oggi, ti faceva sognare e volare la fantasia. La sigla finale così bella e struggente mi lasciava sempre come dopo un sogno ad occhi aperti ed oggi la porto con me nel mio iPhone che trilla troppo.

  14. Ezio
    Ezio dice:

    A Giovanni ricordo che la trasmissione Avventura non è degli anni sessanta perchè la canzone è del 1969 e io ho avuto la prima televisione in casa nel 1972. Quindi…

    Comunque le due sigle erano fantastiche e suggestive anche se non capivo i testi
    Ciao

  15. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Alberto,

    ti ringraziamo per averci scritto e mi fa piacere che ci sono persone che come me condividono le stesse emozioni di gioventù.

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  16. Alberto
    Alberto dice:

    Ogni volta che la sento non riesco a trattenere le lacrime. Avevo pochi anni quando è stata scritta una delle piu’ belle canzoni di sempre.

    Grazie per averla postata insieme alla traduzione!

    Alberto

  17. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Carissmo Marcello,

    quegli anni erano molto particolari, artisticamente parlando e sono assolutamente d’accordo che il modo di suonare dei Procol Harum abbia ispirato ed introdotto lo stile e la musica dei Pink Floid, che sono stati dei veri colossi artistici per tutti gli studi fatti e che hanno portato al coronamento della loro carriera con la realizzazione del loro stupendo e più bel lavoro che ha avuto un riscontro di successo internazionale strepitoso: “Delicate Sound of Thunder” che ho ascoltato, riascoltato, visto e rivisto in un numero indefinito di volte, provando sempre le stesse forti ed intense emozioni. “Musica stupenda ed inossidabile nel tempo!!”

    Per i Beatles, scusami, forse qualche ispirazione dai “Procol Harum”certamente, ma erano antecedenti all’evoluzione strumentale ed artistica dei “Pink Floid”. Infine che dire, a tutto volume ascolto in questo momento “Shine on You Crazy Diamond” con un impianto “adeguato” e lascio spazio all’arte che delizia il mio udito!!

    Un sincero grazie per avermi scritto e per condividere con me emozioni artistico musicali eccezionali, anzi uniche, da “cinquantino” quale sono.. Mannaggia ho circa sessantuno anni, ma credo che questa musica accomuna tanti appassionati di tutte le età…

    Un caro saluto,
    Giacomo

  18. Marcello
    Marcello dice:

    Carissimo Giacomo,

    credo che i “Procol Harum” con la loro musica abbiano ispirato colossi artistici come i Pink Floid e forse i Beatles. Corregimi se sbaglio.

    Ciao,
    Marcello

  19. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Dilan,

    veramente grazie per il tuo “sentito” commento e quando pensai di pubblicare su AMB questo famoso e speciale pezzo, non avrei mai immaginato queste risposte così belle e sentite. Il fatto che sei un Capitano vedo che coinvolge ed emoziona di più, per quelle frasi del testo che hanno attinenza con la realtà che si vive a bordo di una nave attuale, magari vista tra la nebbia… ricordando il passato storico a cui si rifà il brano, magistralmente interpretato da un gruppo inglese che suonava in modo naturale evidenziando la loro bravura, senza artefici elettronici, come purtroppo capita oggi di vedere in gran parte delle band attuali.

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  20. dilan962
    dilan962 dice:

    Sono del 62 e ricordo benissimo che seguivo affascinato questo programma, catturato sin dalla sigla iniziale.

    Ricordo che la sigla finale inspiegabilmente mi trasmetteva un profondo senso di angoscia. Ho cercato varie volte le canzoni ,ma non conoscendo i titoli non riuscivo a trovarli.

    Finalmente adesso ho anche tradotto i testi. Molto belli, molto profondi. Sono anch’io un capitano e capisco più da vicino il testo della canzone A Salty dog.

    Veramente molto bella.

  21. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Camillo,

    da quanto scrivi si capisce che i Procol Harum ti hanno coinvolto veramente tanto con quei pezzi magici che oggi non si sentono più. Quello che coinvolge, a modo mio di vedere è quel modo appassionato, convinto, che cattura la tua attenzione ed il modo con il quale suonano senza trucchi o miracoli informatici… ha la sua valenza!

    Buone vacanze insieme alla tua donna e grazie per averci scritto e per quello che ci hai detto…
    G.V.

  22. Camillo
    Camillo dice:

    Anche io ero un seguace di Avventura, sono nato nel 61.

    Però l’unico presentatore che ricordo era Carl Sagan, poiché spesso veniva ripresa la sua trasmissione “Cosmos”. La sigla finale mi è sempre piaciuta all’infinito, la malinconia che infonde è di una profondità che trascende il conoscibile e sembra provenire da un passato antico ed eterno, oppure da mondi lontani mai vissuti eppure nostalgici.

    Questa canzone è l’abbraccio di una donna che ti ama, il cielo azzurro dopo la tempesta, il ricordo di una bellezza mai posseduta eppure ugualmente vissuta. Ci monterò le immagini della mia vacanza a Creta, con la mia compagna che gioca tra le onde alte al tramonto.

    Camillo

  23. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Nicola,

    comprendo quello che dici e sono d’accordo con te. La musica nel momento in cui si ascolta per la prima volta e focalizza la nostra attenzione, vuol dire che ci ricorda persone o eventi particolari che sono capitati nella nostra vita e che sono ormai indelebili nella nostra mente. Quando la musica ci ricorda persone alle quali siamo legati da affetti profondi, specialmente quando queste non sono più presenti nella nostra vita per vari motivi, l’emozione è forte e in un baleno ti riportano alla mente tanti ricordi.. Sono certamente forti emozioni… il tutto dipende molto dalla bellezza del pezzo che gioca molto sulle nostre emozioni. E’ il caso di “A salty dog dei Procol Harum”.

    Ti ringraziamo per averci scritto. Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  24. Nick
    Nick dice:

    Questo pezzo,

    sigla di un programma televisivo degli anni settanta, mi ricorda tanto mio padre, scomparso ormai 15 anni fa.
    Adesso che son padre anch’io capisco quanto bene mi volesse e tutte le volte che sento l’attacco della canzone mi si inumidiscono gli occhi.

    Un saluto.

  25. Giovanni
    Giovanni dice:

    La trasmissione era degli anni Sessanta e non Settanta. Anche io ero un bambino che vedeva la televisione ed ascoltava estasiato quella musica. Che, naturalmente, mi fa ancora oggi venire la pelle d’oca, ogni volta che la risento!

  26. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Alessandra,

    ti ringrazio molto per quello che dici e per condividere con me e tutti quelli che ci scrivono in merito delle emozioni che abbiamo tutti in comune per il noto brano dei Procol Harum!
    Un caro saluto!

    Ti segnalo un brano molto bello interpretato dal pianista George Winston che son sicuro non ti darà angosce e spero sia di tuo gradimento.

    Buon ascolto!
    Giacomo Vitale

  27. Alessandra
    Alessandra dice:

    Sono nata nel 1962. “Avventura” era una delle mie trasmissioni preferite.

    E soprattutto adoravo la sigla finale, anche se mi metteva un’angoscia incredibile. Anni dopo, quando l’ho ritrovata e ne ho letto il testo, l’ho interpretato come la storia di un ammutinamento. E’ il capitano che non lascia nessuno vivo, trascinando con sè, in un avventura folle fino ai confini del mondo, uomini normali, che alla fine si ribellano. E’ una musica (e un testo) pieno di suggestione.

    Mi emoziono sempre ad ascoltarla. Spesso l’abbino con Moby Dick del Banco del Mutuo Soccorso e con Velasquez di Vecchioni. Grazie di averla condivisa!

  28. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Roberto,

    ho un anno in meno dei tuoi e ogni volta che ascolto questo pezzo, rivivo in modo quasi inossidabile le emozioni di quei lontani giorni, quando era gettonatissimo… e mi fa piacere che esistano ancora persone capaci di emozionarsi e che hanno sentimenti legati al grande elemento…

    Grazie per averci scritto!

    Un caro saluto,
    Giacomo Vitale

  29. roberto
    roberto dice:

    Alla soglia dei 61 anni, quando riascolto a “Salty Dog” e “A whiter shade of pale” raggiungo uno stato di estasi emotivo/spirituale e fatico a trattenere le lacrime.

  30. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Caro Marcello,
    condivido assolutamente quello che dici e ti posso dire che per me è la stessa cosa…
    Grazie per il tuo gradito commento.
    Giacomo Vitale

  31. Marcello
    Marcello dice:

    Ho ascoltato a salty dog innumerevoli volte riprovando sempre le stesse emozioni, è un piacere per la mente e un sollievo per l’animo,

    Ciao Marcello

  32. Giacomo Vitale
    Giacomo Vitale dice:

    Gentile Marco,

    ricordi bene! Infatti, a metà degli anni 70 la Rai mandava in onda un programma, seguitissimo dai giovanissimi di allora, che si chiamava “Avventura di Bruno Modugno” e la sigla finale della trasmissione era appunto “Salty Dog” dei Procol Harum, una magistrale interpretazione di grande effetto e notevole qualità tecnica ed artistica, a mio giudizio, ma credo anche da parte di chi sente e capisce ogni tipo di musica bella e artisticamente di spessore, sia da parte dei compositori che degli interpreti e quanto dico vale per la musica classcia, sinfonica, jazz, soul, rock, blues ecc..

    Per quanto riguarda la sigla di apertura del programma “Avventura presentato da Bruno Modugno”, ricordi benissimo, era appunto il brano interpretato da Joe Cocker “She Came in Through the Bathroom Window”

    di seguito il suo testo:

    She came in through the bathroom window
    Protected by a silver spoon
    But now she sucks her thumb and wanders
    By the banks of her own lagoon
    Didn’t anybody tell her?
    Didn’t anybody see?
    Sunday’s on the phone to Monday,
    Tuesday’s on the phone to me
    She said she’d always been a dancer
    She worked at 15 clubs a day
    And though she thought I knew the answer
    Well I knew what I could not say.
    And so I quit the police department
    And got myself a steady job
    And though she tried her best to help me
    She could steal but she could not rob
    Didn’t anybody tell her?
    Didn’t anybody see?
    Sunday’s on the phone to Monday,
    Tuesday’s on the phone to me
    Oh yeah.

    Buona visione e grazie per il tuo gradito commento! Continua a seguire Altomareblu perché ci saranno altre sorprese sull’argomento “musica che ha come protagonista il mare”.
    Un caro saluto,

    Giacomo Vitale

  33. Marco
    Marco dice:

    Ah! I Procolharum….
    Non conoscevo le parole e sono molto belle.
    Immaginavo che parlasse di mare, se non altro per il suono dei gabbiani che aveva in sottofondo.
    Ero ragazzo e mi ricordo una trasmissione che aveva questa sigla finale… le immagini in bianco e nero di quello che oggi penso fosse Chichester con il suo Gypsy Moth…di Sam Griffith con il suo Bertram ad una Miami-Nassau e altro.

    La sigla di apertura invece era ‘She came in through the bathroom window’ di Joe Cocker. Niente male vero?
    La trasmissione per i ragazzi si chiamava “Avventura” o forse sto facendo un mix di due trasmissioni….mi ricordo che il conduttore era Mino D’Amato e andava in onda alle 17-18.
    Parlo del 1971-72.
    Della serie “quelli che….”

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