1969 Rotta per l’Antartide – La prima spedizione di Giovanni Ajmone Cat di Ferruccio Russo

Il 18 dicembre 2009 ricorre l’anniversario della prematura scomparsa del C.te Giovanni Ajmone Cat e per ricordarlo degnamente segnaliamo che, lo scorso 20 novembre è stato presentato il libro “1969 Rotta per l’Antartide” a cura di Ferruccio Russo ed edito dalle Edizioni Scientifiche ed artistiche.

La stesura di questo volume è stata iniziata e fortemente voluta dal Comandante Ajmone Cat.

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Quando nel febbraio del 2007 Altomareblu iniziò a pubblicare articoli sui viaggi in Antartide compiuti dal C. te Giovanni Ajmone Cat con il suo “San Giuseppe Due”, l’intento era quello di fare un sincero omaggio a due affascinanti imprese tutte italiane in cui, una feluca lunga 16 metri, magistralmente guidata dal C. te, per la prima volta nella storia, partendo e rientrando in Italia, portava il tricolore nei mari dell’estremo Sud, sul continente antartico.

Questi “ricordi” pubblicati da altomareblu (San Giuseppe Due: Spedizione italiana in Antartide e Spedizioni italiane in Antartide; San Giuseppe Due – Cantieri Palomba) sono stati narrati da coloro che avevano partecipato in qualità di equipaggio solo al secondo viaggio, pertanto, per tutto ciò che concerneva il primo, ne è stato dato un semplice accenno derivante dai racconti che il C. te Giovanni Ajmone Cat aveva fatto ai 4 membri facenti parte dell’equipaggio del viaggio successivo.

Oggi, questa lacuna è stata finalmente colmata, ma il C. te Giovanni Ajmone Cat non ha potuto presenziarvi come protagonista essendo prematuramente scomparso il 18 dicembre 2007.

Di seguito la cronistoria della presentazione del libro avvenuta presso il Circolo Nautico di Torre del Greco:

Il 20 novembre 2009 presso il Circolo Nautico di Torre del Greco, è stato presentato il volume “1969 Rotta per l’Antartide – la prima spedizione di Giovanni Ajmone Cat” a cura di Ferruccio RUSSO e pubblicato dall’E. S. A. (Edizioni Scientifiche e Artistiche).

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L’autore nel curare la redazione dell’opera durata due anni di intenso lavoro, ha fondato il suo scritto sulla rielaborazione delle memorie di Giovanni Ajmone Cat, come accenna nella “presentazione” del volume redatta dal dott. Aldo Seminario, Presidente del CNTG e la documentazione fotografica ed iconografica, proviene dall’archivio personale del C. te Ajmone Cat.

Successivamente l’autore, non potendo più attingere direttamente ai ricordi del C. te Ajmone Cat, ha saputo descrivere un racconto avvincente, forse quasi autobiografico, visto il modo in cui è stato descritto lo spirito del Comandante mentre si preparava ad affrontare il suo primo viaggio poi intrapreso affrontando positivamente le innumerevoli difficoltà incontrate.

Durante la presentazione dell’opera di Ferruccio Russo sono intervenuti i seguenti oratori:

  • Moderatore: ing. Gianfranco Busatti
  • Dott. Aldo Seminario, Presidente del C.N.T.G., nel presentare l’opera e l’autore di “1969 Rotta per l’Antartide”, ha spiegato l’importanza che ha avuto Torre del Greco ed il suo Circolo Nautico, nella preparazione delle imprese di Giovanni Ajmone Cat.
  • Ferruccio Russo, l’autore, che ha raccontato come ha conosciuto il C. te Ajmone Cat.

da sinistra - Ferruccio Russo il dott. Aldo Semerario e l'ing. Gianfranco Busatti Il dott. Aldo Semerario durante il suo intervento

Come si sia entusiasmato alle sue navigazioni e come sia riuscito a convincerlo a scrivere una prima stesura di un memoriale per ciascuno dei due viaggi spiegando poi, come sarebbe stato riesaminato per completarlo con le numerosissime fotografie ed illustrazioni a corredo del volume.

  • Rita Ajmone Cat ha descritto brevemente la sua passione del Comandante per le barche e la navigazione, avendo iniziato giovanissimo a veleggiare sul lago di Como.

Rita Ajmone Cat durante il suo intervento Rita Ajome Cat e Mario Camilli

Quindi un breve excursus familiare, il padre Mario Ajmone Cat, che abbracciò la carrera militare diventando generale di squadra e Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica dal 13 dicembre 1944 al 5 febbraio 1951; la madre, Donna Carlangela Durini di Monza, che partecipò nel 1930 alla spedizione trans africana Baragiola-Durini.

Con genitori così speciali, il giovane Giovanni Ajmone Cat fantasticò sul suo futuro progettando le avventure che dovevano avere come scenario predominante il mare che tanto amava.

Dopo gli studi terminati con una laurea in Agraria ed un’opera di bonifica nell’Agro Pontino, Giovanni Ajmone Cat iniziò a considerare seriamente di farsi costruire un’imbarcazione specificamente attrezzata per poter raggiungere l’ Antartide partendo dall’Italia.

Un viaggio, fino a quei tempi, mai tentato per le oggettive difficoltà e le innumerevoli incognite che tale impresa poneva. Infatti l’Antartide, all’epoca, era pur sempre un continente ancora semi inesplorato.

Il C. te Ajmone Cat caparbiamente, dopo anni di studi e di preparazione e con il totale sostegno della famiglia, la madre, Donna Carlangela e la sorella Rita, nel giugno1969 partì da Anzio con la sua creatura il “San Giuseppe Due” alla volta dell’Antartide.

Ritornerà in Italia rientrando ad Anzio con il “San Giuseppe Due”, solamente nel novembre del 1971.

San Giuseppe Due - Ingresso ad Anzio

  • Il moderatore, ing. Gianfranco Busatti, nel ricordare il C. te Ajmone Cat, quale “Socio Onorario del Circolo Nautico di Torre del Greco, la sua amicizia e stima, ha evidenziato le enormi differenze tecnologiche che intercorrono tra gli anni dei viaggi (1969- 1973) e l’epoca attuale, specialmente nelle comunicazioni. Nel 1969 non esistevano quei sistemi altamente tecnologici oggi comunemente utilizzati, soprattutto quelli inerenti alle comunicazioni come i telefonini satellitari e gli strumenti di rilevamento della posizione GPS.
    Sul “San Giuseppe Due” la navigazione veniva compiuta con le tecniche della “vecchia” marineria velica, non essendo stato montato nemmeno il radar.
  • Maestro Girolamo PalombaMastro Girolamo Palomba, titolare assieme al fratello Giuseppe dei “Cantieri Palomba” di Torre del Greco, che diedero vita al “San Giuseppe Due”, ha brevemente raccontato come fu costruita l’imbarcazione, seguendo i dettami voluti dal C. te Ajmone Cat, nonché tutte le difficoltà in cui si sono imbattuti durante la costruzione essendo il “San Giuseppe Due”, una imbarcazione unica nel suo genere e bisognevole di accorgimenti tecnici particolari atti a rendere più sicura e confortevole le navigazioni in acque gremite di ghiacci ed in condizioni termiche molto rigide.
  • Maestro Giuseppe Palomba.Mastro Giuseppe Palomba, nel confermare quanto asserito dal fratello Girolamo, accentuava quanto da già detto evidenziando che solamente la loro passione per le costruzioni navali in legno ha portato alla realizzazione di un’opera d’arte navale qual è il “San Giuseppe Due”.
  • Un rappresentante del Comune di Torre del Greco comunica che è stata presentata in sede comunale, una proposta per intestare a Giovanni Ajmone Cat il piazzale portuale dove il “San Giuseppe Due” è stato ormeggiato a più riprese nei vari anni, dopo l’effettuazione dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, eseguiti sempre presso il Cantiere Navale Palomba di Torre del Greco.
  • Il prof.. Bruno Marsico, geologo e glaciologo dell’ENEA, ha raccontato come durante uno dei suoi viaggi di studio in Antartide, venne a conoscenza dei viaggi compiuti dal C. te Giovanni Ajmone Cat con il suo “San Giuseppe Due”.

Rientrato in Italia, l’interesse per il navigatore/esploratore Giovanni Ajmone Ca lo spinse a contattarlo per fare la sua conoscenza ed era naturale che l’interesse e l’entusiasmo per le comuni esperienze antartiche, consacrassero tra loro, una sincera amicizia.

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Ajmonecat Lake Decption

Inoltre il dott Marsico ha riferito che recentemente, gli Organismi Internazionali hanno intestato al C. te Giovanni Ajmone Cat un lago ubicato in Antartide, nell’isola di Deception e nominato espressamente: [Ajmonecat Lake (GBR) Lat.62° 55’ 20.0” S – 60° 40’ 40,0” W].

Questo lago fu localizzato, esplorato e demarcato per la prima volta, dal C. te Ajmone Cat durante il suo primo viaggio.

  • Il C.te Salvatore Di Mauro, racconta perché, mentre prestava servizio militare, si trovò improvvisamente catapultato sul San Giuseppe Due. All’epoca era un giovane Sergente nocchiere in servizio di leva nella Marina Militare e gli fu proposto di imbarcarsi, assieme al Sottocapo nocchiere Franco Zarattini, sul San Giuseppe Due che si trovava in Antartide con a bordo, il solo C.te Giovanni Ajmone Cat. Il C.te Salvatore Di Mauro, il nocchiere Franco Zarattini ed il C.te Dario Trentin, fu l’equipaggio che consentì il rientro in Italia dell’imbarcazione.

da sinistra - Mario Camilli- Salvatore di Mauro e Tito Mancini

Mario CamilliDopo aver raccontato alcuni aneddoti sulle difficoltà incontrate, dalla navigazione tra i ghiacci con il cattivo tempo, alle continue avarie a cui si doveva far fronte, rappresenta come quell’esperienza, unica nel suo genere, abbia poi influenzato tutta la sua vita futura.Stemma della Spedizione 1973 -74 del San Giuseppe Due

Mario Camilli, Camilli “Direttore di macchina e Capo gruppo militare” della “Spedizione 1973/74”, ricorda che la Spedizione fu possibile realizzarla in un solo anno (01.07.1973 / 27.06.1974), spingendosi ancora più a Sud per esplorare più zone ( Argentine islands – Port Lokroy – Sud Orcadi – Sud Georgia), grazie all’esperienza acquisita dal Comandante durante il 1° viaggio, alle modifiche effettuate al M/V dai Cantieri Palomba, i quali fecero un lavoro eccelso ed alla fattiva collaborazione del C/te pilota dell’Alitalia Dario Trentin, imbarcato per il tratto Antartico.

Mario Camilli, a nome dell’equipaggio militare, dona una copia dello “stemma della Spedizione 1973/74” al Circolo Nautico Torrese ed una ai Cantieri Palomba, nella persona di Mastro Girolamo, auspicando che presto si possa procedere anche alla stesura di un ampio resoconto relativo alla Spedizione 1973/74, come aveva espressamente manifestato il Comandante Giovanni Ajmone Cat.

L'intervento di Tito  Mancini

 

  • Tito Mancini, nel suffragare quanto già citato dall’amico e compagno d’avventura Mario Camilli, si felicita per la splendida iniziativa editoriale, augurandosi che questa sia d’impulso per altre iniziative che ricordino sempre del C. te Giovanni Ajmone Cat, dei suoi viaggi e della sua splendida creatura, il motoveliero “San Giuseppe Due”.

Presentazione del libro 1969 Rotta per l'Antartide

  • Infine il moderatore, ringraziando tutte le personalità intervenute ed alcuni presenti che, direttamente ed indirettamente hanno dato il loro contributo per la realizzazione delle memorabili imprese del Comandante Giovanni Ajmone Cat, i San Giuseppe Due ed i suoi membri dell’equipaggio, ha salutato tutti i convenuti.

Questa la semplice sintesi dell’evento descritto.

Un comunicato diffuso invece a tutti coloro che chiedevano ad Altomareblu di poter avere notizie relative al “PRIMO” viaggio compiuto dal C.te Ajmone Cat, li rimandiamo alla lettura di: “1969 Rotta per l’Antartide” di Ferruccio Russo (www.edizioniesa.com alla voce NOVITA’).

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2 commenti
  1. attilio cavallini
    attilio cavallini dice:

    i segni della storia sono segni di cultura per l’avvenire. Ringrazio

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